L’editoriale a firma Mario Monti e Elena Cattaneo, pubblicato su il Corriere della Sera, mette il punto sullo stretto legame tra scienza, ricerca e investimenti. “lโinvestimento pubblico e privato – sottolineano Monti e Cattaneo – in questi settori strategici รจ la migliore garanzia di un futuro sostenibile per le nuove generazioni”. Di seguito l’intero editoriale:
La notizia del Nobel per la chimica assegnato ieri a Emmanuelle Charpentier e Jennifer Doudna per aver sviluppato il metodo di ยซtaglia e cuciยป di precisione del Dna Crispr/Cas9 ci ricorda come le scoperte piรน dirompenti, in grado di aprire inaspettati avanzamenti conoscitivi e, di conseguenza, tecnologici ed economici, sono spesso frutto di studi negli ambiti di ricerca piรน inaspettati. Il metodo premiato dal Nobel, che ha rivoluzionato lโingegneria genetica, infatti, รจ arrivato dopo decenni di ricerca di base da parte di studiosi incuriositi dalla presenza di frammenti di Dna ยซestraneoยป nel genoma di un batterio che, si รจ poi scoperto, altro non erano che residui di virus invasori incorporati per essere riconosciuti e combattuti dal batterio nel caso si fossero ripresentati.
La ricerca, in tempi di pandemia, รจ oggi ยซsulla bocca di tuttiยป: dal punto di vista retorico รจ presente in ogni ragionamento lungimirante โ non solo nella comunitร scientifica, ma anche in ambito politico e istituzionale โ per decidere cosa sia meglio fare per costruire il domani su basi solide. Tra tutte, pensiamo alle recenti considerazioni fatte dal presidente della Repubblica. Il momento per essere coerenti con questi impegni non puรฒ piรน essere rimandato ed รจ importante vigilare affinchรฉ si evitino passi falsi o ยซimprovvide dimenticanzeยป.
Sul Corriere di giovedรฌ 1 ottobre autorevoli studiosi italiani, con una lettera aperta al presidente del Consiglio, hanno rappresentato la necessitร di utilizzare una parte significativa delle risorse previste dal Piano europeo di ripresa e resilienza per incrementare in maniera sostanziale gli investimenti in ricerca nel nostro Paese. ร di certo questa la strada da seguire.
Molti studi indicano che lโistruzione e la ricerca (tutta la filiera) rappresentano leve oggettive di sviluppo con ritorni anche economici di prima grandezza. Ecco perchรฉ lโinvestimento pubblico e privato in questi settori strategici รจ la migliore garanzia di un futuro sostenibile per le nuove generazioni. Durante la crisi economica iniziata nel 2008 lโItalia โ che non osava affrontare le due voci di spesa pubblica fuori controllo, pensioni e interessi sul debito โ ha preferito tagliare le risorse dedicate alla crescita, in particolare alla ricerca. Invece altri Paesi europei, come la Germania, hanno coraggiosamente deciso di incrementarle. Una scelta strategica i cui frutti si vedono, ad esempio, nei risultati straordinari del sistema della ricerca tedesco negli Erc Starting Grants 2020, in cui il Paese primeggia sia per nazionalitร dei ricercatori vincitori, sia per numero di progetti ospitati.
Tra gli obiettivi su ricerca e innovazione indicati dal governo nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) allโesame del Parlamento cโรจ, nero su bianco, lโimpegno a portare la spesa per Ricerca e Sviluppo dal nostro esiguo 1,35 per cento del Pil (dati 2017 su investimenti pubblici e privati) al 2,1 per cento, il che significherebbe superare la media europea attuale (2,06 per cento) o, piรน verosimilmente, accorciare le distanze a danno dellโItalia, essendo prevedibile che tutti gli Stati membri punteranno, stimolati dalla Ue, ad accrescere i loro investimenti in ricerca.
Come possiamo, quindi, cogliere al meglio lโopportunitร del programma di investimenti Next Generation Eu, di cui il Pnrr รจ la prima declinazione nazionale, per accelerare la transizione verso unโeconomia della conoscenza costruita sul talento delle nuove generazioni cui รจ dedicato, fin dal nome, lo strumento voluto dalla Commissione europea? Sono centinaia i giovani studiosi italiani, ragazzi e ragazze provenienti da ogni parte della penisola, pronti a mettere in competizione le loro idee, in ogni ambito disciplinare, per trasformarle in progetti che potranno diventare volano non solo di crescita economica, ma anche di arricchimento del ยซcapitale cognitivoยป del Paese, di maggiore attrattivitร culturale e di coesione territoriale.
Sarebbe irresponsabile verso le prossime generazioni, il cui futuro stiamo continuando a ipotecare con una montagna di debito che si innalza sempre di piรน, se queste risorse finissero in spesa corrente o in trasferimenti volti a generare consensi, invece di essere impiegate massicciamente per investire in istruzione e ricerca, leve indispensabili per rendere anche solo verosimile lโimpresa di scalare quella montagna, di rendere sostenibile il debito grazie a unโaccelerazione della crescita.
ร il momento di aprire una nuova stagione di coinvolgimento e responsabilitร diretta dei giovani talenti attraverso programmi nazionali di investimento strutturati e continuativi sulle loro migliori idee offrendo, ovunque essi si trovino in Italia: risorse, spazi, libertร , autonomia, indipendenza. Affinchรฉ ciรฒ accada, maggiori risorse sono indispensabili ma, sia chiaro, altrettanto indispensabile รจ lasciarsi alle spalle, con decisione, un quadro regolamentare e di ยซcostumeยป che spesso privilegia le conoscenze rispetto alla conoscenza, la corporazione rispetto alla competizione, i ยซmeritiยป acquisiti altrimenti rispetto ai meriti dimostrati sul campo.
LโEuropa che dร risorse unita allโEuropa che dร stimoli per il cambiamento. ร questo il binomio che dagli anni Sessanta ha avuto tanta parte nella crescita economica e sociale dellโItalia, prima che negli ultimi decenni lโinvoluzione culturale e politica facesse perdere molte posizioni al nostro Paese e, a noi cittadini, la fiducia gli uni negli altri โ ingrediente essenziale per la crescita di una comunitร โ e nel nostro futuro.
ร il rinnovarsi di questo binomio, lโEuropa come risorsa e come stimolo, che auspichiamo. Se, nel nuovo contesto che si apre, riusciremo a recuperare quello spirito, un investimento cospicuo e trasparente nella ยซNext Generation Italyยป sarebbe unโiniziativa dirompente e inedita che potrebbe guadagnarsi la fiducia del Paese grazie a un investimento direttamente sulle persone, sui giovani ricercatori, sui piccoli gruppi, sulle idee sconosciute, fuori dagli schemi, che aspettano solo lโoccasione di germogliare e fare rete. Le risorse, per una volta, stanno per esserci. Le idee pure. Ora servono la lungimiranza e la determinazione politica di darvi corpo.





