Le Casse di previdenza e la spending rewiev

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di Simona D’Alessio

giornalista Italia Oggi e Ansa

Gli Enti di previdenza dei professionisti, che avevano tagliato le spese interne, inviandone i proventi all’Erario (nel quadro della «spending review»), non mandano giù il «boccone amaro» dei rimborsi negati dal ministero dell’Economia. E la vicenda, protagonista di (nuovi) capitoli giudiziari, approda in Parlamento, forte di un’interrogazione al titolare del dicastero Daniele Franco, cui si chiedono spiegazioni su una sentenza della Corte costituzionale (7/2017), il cui raggio d’azione, secondo la Ragioneria generale dello Stato, è circoscritto alla Cassa dottori commercialisti (Cdc). All’indomani della rivelazione dei contenuti della lettera con cui via XX settembre ha contestato l’iscrizione di Cassa forense tra i crediti nei confronti dello Stato di oltre un milione (si veda ItaliaOggi di ieri), è il vertice dell’Istituto degli avvocati Nunzio Luciano a dire che presto verrà spedita una missiva ai dicasteri vigilanti (l’altro è quello del Lavoro, ndr) per «render nota la nostra contrarietà», perché «le decisioni della Consulta non possono valere unicamente per il soggetto che ha presentato ricorso», bensì per «tutti gli Enti» interessati dalla «spending review».

Il recupero delle somme investe la galassia della previdenza privata, perciò, «in considerazione dell’insediamento del governo di Mario Draghi, propongo di avviare un tavolo istituzionale, cui sottoporre pure il mancato ristoro del 2% di quanto erogato agli iscritti da ogni Ente per l’indennità pubblica da 1.000 euro di maggio 2020», denaro anticipato, e sulla cui restituzione «non vi son notizie», incalza Luciano. Intanto, la sentenza 8311/2020 con cui il Tribunale di Roma ha riconosciuto il diritto della Cassa geometri a ricevere oltre 791.000 euro, «è stata impugnata il 30 dicembre dall’Amministrazione, con richiesta di sospendere in via cautelare l’esecutività della sentenza. Con l’impugnativa in parola», riferisce l’Ente, l’Avvocatura dello Stato «torna a contestare l’estensione degli effetti» del verdetto della Consulta a tutte le Casse, ma quella dei geometri «insisterà in appello», e «la prima udienza si terrà il 5 maggio». Nel frattempo, il segretario della commissione Finanze del Senato Andrea de Bertoldi (FdI) ha presentato un’interrogazione a Franco, reclamando chiarimenti, e ricordando come gli Enti già subiscano «una tassazione onerosa ed iniqua, a differenza dei Fondi pensione complementari».

Il presidente della Cdc Stefano Distilli rievoca la norma, che «oltre a ledere il principio di autonomia, ci obbligava» a dare all’Erario «risparmi che, per loro natura, avrebbero dovuto, comunque, esser mantenuti all’interno del nostro sistema previdenziale», che «agisce in un regime sostanziale di autofinanziamento», laddove le risorse derivanti dai versamenti degli iscritti e dalla gestione del patrimonio son destinate a «coprire prestazioni pensionistiche e misure assistenziali». Quanto alla lettera ministeriale, infine, l’auspicio è che «possa esser portata avanti un’azione per ribadire il principio statuito dalla Corte costituzionale», conclude.