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Itinerari Previdenziali. Nonostante la pandemia il Paese ha retto

Nonostante le ricorrenti crisi finanziarie degli ultimi anni e la crisi mondiale innescata dalla pandemia da COVID-19,ย il patrimonio degli investitori istituzionali che operano nelย welfareย contrattualeย (fondi pensione negoziali, preesistenti e forme di assistenza sanitaria integrativa), delle Casse Privatizzate e delle Fondazioni di origine Bancaria รจ aumentato dai 142,85 miliardi di euro del 2007 ai 269,84 miliardi di euro del 2020,ย con un incremento dellโ€™88,9%.

In percentuale del PIL, il patrimonio di questi soggetti รจ quindi pari al 16,3% e, includendo anche ilย welfareย privatoย (Compagnie di Assicurazione del settore vita, rami I, IV e VI, fondi aperti e PIP), tale rapporto aumenta al 57,8%.ย Quello che emerge dallโ€™Ottavo Report annuale Itinerari Previdenziali โ€œInvestitori istituzionali italiani: iscritti risorse e gestori per lโ€™anno 2020โ€ย รจ quindi il ritratto di un Paese che negli anni รจ riuscito a consolidare il proprio mercato istituzionale,ย raggiungendo ormai una dimensione rilevante.

Dal punto di vista dei rendimenti, nonostante il cigno nero che si รจ abbattuto sui mercati finanziari, nel 2020 tutti gli investitori istituzionali hanno realizzato buoneย performance, anche se inferiori a quelle del 2019.ย In particolare, le Fondazioni di origine Bancaria segnano un +3,6% (6,5% nello scorso anno), seguite dai fondi pensione negoziali con un +3,1% (7,2% nel 2019), daiย fondi aperti con +2,9%, dai fondi preesistenti con il 2,6% e dalle gestioni separate con +1,4%; in negativo di 0,2% solo leย unit linked.ย Risultati ancora piรน apprezzabili se confrontati conย i โ€œrendimenti obiettivoโ€ TFR, inflazione e media quinquennale del PIL,ย che si sono attestati rispettivamente allโ€™1,2%, -0,2% e 2%.

Il diffondersi della pandemia ha interrotto il trend positivo dei mercati, soprattutto azionari, che aveva contribuito a conseguire ritorni molto positivi nel 2019 recuperando i risultati negativi del 2018,ย anche se i forti ribassi hanno interessato principalmente il primo semestre dellโ€™anno. Una situazione che ha permesso di recuperare terreno nella seconda parte del 2020: lโ€™allocazione degli attivi investiti ha consentito di superare positivamente un anno che ha complicato le gestioni finanziarie di tutti gli operatori di mercatoย anche grazie allaย diversificazione, attuata sempre piรน mediante una gestione diretta inย private marketย e con fondi dโ€™investimento a gestione attiva. Pur rimanendo in alcuni casi preponderante, diminuisce invece lโ€™investimento in titoli di Stato e, in linea generale, nel reddito fisso, mentreย aumenta per lโ€™appunto lโ€™affidamento delle risorse a gestori sempre piรน specializzati e con strategie innovative e diversificate.ย Si consolida, inoltre, la prassi di affidamento delle risorse tramite piattaforme dโ€™investimento dedicate a singoli investitori o condivise tra piรน soggetti istituzionali e si costituiscono SICAV multicomparto.

Crescono infine gli investimenti in economia reale, anche domestica, finalizzati a generare ricadute positive per il territorio, investimenti dei qualiย il Paese ha grande bisogno, soprattutto in un momento di necessaria ripartenza come quello attuale. In particolare, anche per il 2020, considerando la quota nella banca conferitaria, in Cassa Depositi e Prestiti e Fondazione Con il Sud,ย le Fondazioni di origine Bancaria si riconfermano i maggiori investitori nellโ€™economia reale nazionale, con il 44,4% del patrimonio investito; seguono le Casse privatizzate dei Liberi Professionisti, con il 22% in aumento rispetto al 21% dellโ€™anno precedente e al 16,31% del 2018.ย Si conferma invece modesta la percentuale investita nel Paese da parte di fondi pensione negoziali e preesistenti,ย che si fermano rispettivamente al 2,58% e al 3,98% del patrimonio destinato alle prestazioni (vale a dire 60,37 e 64,17 miliardi).

A impressionare non positivamente รจ sicuramente lโ€™esiguitร  degli investimenti dei fondi di natura contrattuale, in gran parte alimentati dal TFR โ€œcircolante internoโ€ alle aziende e che,ย quindi,ย รจ e dovrebbe essere la prima e principale forma di sostegno allโ€™economia reale, anche se sono ormai diversi i percorsi dโ€™investimento intrapresi aggregando i patrimoni di piรน fondi.ย Dal 2007 alla fine del 2020 ai fondi pensione e al fondo gestito dallโ€™INPS sono confluiti circa 155,45 miliardi di TFR sottratti alle imprese italiane, alle quali ne sono tornati mediamente il 3,5% lโ€™anno, che possiamo stimare in circa 36 miliardi di euro. Dati su cui riflettere, anche per le loro ripercussioni sia sullโ€™occupazione sia sulla produttivitร  e, quindi, sullo sviluppo del nostro Paese.

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