Enpam e Acli in campo contro lo spreco alimentare

520

Nell’ultimo biennio, da gennaio 2020 a dicembre 2021, segnato tragicamente dalla pandemia, le ACLI di Roma e provincia grazie al loro progetto “Il Cibo che Serve” hanno recuperato e redistribuito 267 tonnellate di cibo (+12% nel 2021 rispetto al 2020), che è stato poi immesso nella rete di realtà solidali che sostiene il progetto, e consegnato a tante famiglie e persone in difficoltà della Capitale e non solo.

Da un punto di vista economico stiamo parlando di uno spreco di 10 miliardi di euro e di questi 6 sono a carico del consumatore finale. Lo spreco alimentare ha delle conseguenze negative, a cascata, su economia e ambiente. Si stima che il 17% di quanto viene coltivato nel mondo venga buttato e che tra l’8 e il 10% la percentuali delle emissioni di gas serra su scala globale siano dovute proprio al cibo che non viene consumato

I dati sono stati presentati in occasione della 9° Giornata Nazionale di prevenzione dello spreco alimentare, nel corso di un evento promosso da Acli di Roma, Enpam, Piazza della Salute e Piazza Vittorio insieme al Municipio Roma I Centro e con il patrocinio dell’Assessorato all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei Rifiuti di Roma Capitale, dove sono intervenuti, Alberto Oliveti, presidente della Fondazione Enpam, Lidia Borzì, presidente delle ACLI di Roma aps, Sabrina Alfonsi, Assessore all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei Rifiuti di Roma Capitale, Lorenza Bonaccorsi, presidente del Municipio Roma I Centro.

In particolare, le Acli di Roma nel biennio 2020-2021 hanno recuperato 76.537 kg di pane e prodotti da forno, 140.788 kg di ortofrutta, 41.535 kg di beni a lunga conservazione, 6293 kg di salumi prossimi alla scadenza donati dall’azienda Fiorucci, 449 kg di pesce. Inoltre, 1890 kg di cibo sono stati recuperati grazie all’impegno dell’As Roma. Questo cibo ha permesso di accompagnare 1 milione e 975 mila pasti e di consegnare 25.485 pacchi e buoni spesa, grazie a un totale di 9.580 giornate di servizio volontario e a 59.328 km percorsi dai mezzi delle Acli di Roma.

“In questo momento di grande difficoltà e di bisogni emergenti la buona pratica “Il cibo che serve” ha seguito un forte trend di crescita e di sviluppo che conferma la grande necessità di sostegno e tutela che colpiscono fasce sempre più ampie di cittadini. I nostri furgoncini in questi anni hanno percorso decine di migliaia di chilometri nella strada della solidarietà tessendo, di fatto, nel cemento della Capitale, un vero e proprio telaio di coesione sociale e presa in carico delle fragilità a tutto tondo”, ha detto Lidia Borzì, presidente delle ACLI di Roma e provincia.

“Il nostro impegno però, non si è fermato al contrasto allo spreco e al recupero delle eccedenze, ma si è ampliato con una intensa attività di sensibilizzazione ed educazione a stili di vita sani e sostenibili. Proprio in quest’ottica nasce l’idea del calendario antispreco 2022 che presentiamo proprio in occasione di questa importante giornata. Un calendario che contiene ricette di recupero, consigli per la conservazione degli alimenti, trucchi per evitare lo spreco ma anche quattro preziose ricette donateci da importanti chef stellati”.

“Enpam si dichiara disponibile anche perchè rappresenta i medici e i dentisti italiani, quindi l’approccio alla salute, e pensiamo che finalmente la lezione viene imparata e la dimostrazione di questi risultati dice che a nostra azione porta a qualcosa di positivo ad assumere realmente il concetto che lo spreco è prima di tutto qualcosa di illogico e non accettabile economicamente e socialmente”così il presidente dell’Enpam, Alberto Oliveti che ha sototlineato  “Anche noi come medici vogliamo richiamare l’attenzione sul tema ribadendo la necessità, anche quando l’emergenza sarà superata, di contrastare gli sprechi, in specie quelli degli alimenti più sani e salutari”.

Per Luigi Galvano, vicepresidente della Fondazione Enpam, i medici hanno “il contatto con i pazienti e possono comunicare quelle che sono le cose più importanti per una alimentazione efficace, una alimentazione che cerchi di mettere in evidenza la nostra storia alimentare, il nostro territorio. I medici  danno una giusta informazione ai pazienti costantemente, non deve essere un fatto spot, dietro ogni visita ci deve essere sempre un suggerimento alimentare. Noi in questo senso come Enpam ci impegneremo costantemente e diffusamente su tutto il territorio nazionale”.

“A livello italiano abbiamo a disposizione già da qualche anno uno strumento importante, la legge 166/2016 (Legge Gadda) che prevede dei meccanismi che favoriscono la riduzione dello spreco alimentare attraverso incentivi. Ed è da lì che siamo partiti per prevedere lo sconto Tari per ristoratori e distributori. A questo primo passo – ha concluso Lidia Borzi – vanno affiancate attività formative e di sensibilizzazione nelle nostre scuole con la realizzazione di moduli didattico-laboratoriali sui temi della lotta allo spreco, della sostenibilità ambientale e del consumo responsabile. Inoltre sarà utile una mappatura degli spazi che in tutta la città supportano la redistribuzione delle risorse e delle eccedenze recuperate in favore delle persone in difficoltà, e la creazione di veri e propri hub con mense attrezzate, dove volontari formati per il recupero degli sprechi, possano preparare pasti da asporto. Queste azioni costituiscono i cardini del piano strategico del cibo che stiamo scrivendo e che inizierà il percorso il prossimo 23 febbraio con la convocazione, alla presenza del Sindaco Gualtieri, della prima seduta del Consiglio del cibo di Roma. Recuperare il cibo non solo ha un valore economico ma, forse più importante, ci regala una valore della relazione tra il donatore e il donatario”.