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Demografia e cambiamenti. L’Intervista alla Vice presidente Ue Suica

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โ€œIl cambiamento demografico puรฒ essere graduale e meno visibile di alcune sfide che dobbiamo affrontare, come il cambiamento climatico o la transizione digitale, ma non per questo รจ meno urgente. Se non teniamo conto dei cambiamenti demografici, non possiamo essere pienamente efficaci nellโ€™attuazione delle nostre iniziative politiche, in particolare quelle che affrontano la transizione verde e digitale, ma anche la ripresa post-Covid. Senza contare le sfide immediate e a lungo termine causate dalla guerra illegale del Cremlino contro lโ€™Ucrainaโ€, cosรฌ la vicepresidente della Commissione europea e commissaria per la democrazia e la demografia, Dubravka ล uica in unโ€™intervista rilasciata a Percorsi di Secondo Welfare.

“Tutto ciรฒ che facciamo e tutte le politiche che progettiamo sono sostenute dalla demografia e, se non si tiene pienamente conto dei cambiamenti demografici, tutti i nostri sforzi potrebbero risultare inutili – ha detto ls vice presidente Suica – Pertanto, tenere conto delle tendenze demografiche e anticiparne lโ€™impatto รจ fondamentale per un processo decisionale responsabile e reattivo nelle democrazie. Non saremo in grado di raggiungere gli obiettivi delle nostre ambiziose, ma necessarie, transizioni verdi e digitali senza tenere conto della terza transizione chiave: il cambiamento demografico”.

“Il rapporto sullโ€™impatto del cambiamento demografico redatto dalla Commissione UE dimostra che non esiste un approccio unico. Le politiche devono concentrarsi sulla realtร  del territorio. Soprattutto, dobbiamo vedere queste tendenze demografiche non come sfide ma come opportunitร . Questo illustra il cambiamento di mentalitร  necessario nella ricerca di risposte politiche adeguate. Sulla base del Rapporto sul cambiamento demografico, stiamo affrontando questioni importanti come lโ€™invecchiamento, le aree rurali, i diritti dei bambini, lo spopolamento, la fuga dei cervelli e lโ€™assistenza a lungo termine. Questi sono i passi concreti verso unโ€™Unione europea per tutte le etร ”.

Lโ€™intervista.

Con il Libro verde sullโ€™invecchiamento demografico, la Commissione ha avviato โ€œun ampio dibattito politico su questo temaโ€. Cosa รจ emerso finora? Esiste una visione condivisa tra gli Stati membri? La pandemia come ha cambiato il quadro?

La pandemia di Coronavirus ha messo in luce le nostre vulnerabilitร . Ha sottolineato lโ€™importanza di comprendere e rispondere allโ€™impatto del cambiamento demografico nella nostra societร .ย Lโ€™etร , il movimento della popolazione o la sua densitร  possono influenzare la virulenza di malattie infettive come il Coronavirus.

I cambiamenti demografici influenzano la nostra vita quotidiana; hanno un impatto su come e dove viviamo. Le aree urbane e rurali risentono in modo diverso dei cambiamenti demografici. I modelli di carriera continueranno a cambiare, mettendo in discussione i nostri sistemi di istruzione e formazione.

Il fatto che la nostra aspettativa di vita sia aumentata cosรฌ tanto รจ innanzitutto un risultato enorme. Viviamo piรน anni in buona salute. Ma ci sono certamente delle sfide. In alcuni Stati membri questo fenomeno รจ giร  avvertito in modo piรน acuto che in altri. Proprio per questo motivo riteniamo che sia giunto il momento di agire, di affrontare questi problemi e di trasformarli in opportunitร .

Il Libro verde sullโ€™invecchiamento adotta un approccio basato sul ciclo di vita, affrontando tutte le etร  e analizzando sia le sfide che le opportunitร , come ad esempio:

  • lโ€™invecchiamento sano e attivo e lโ€™apprendimento permanente
  • lโ€™aumento della domanda di assistenza sanitaria e di assistenza a lungo termine;
  • sostenere i sistemi di protezione sociale con la diminuzione della popolazione in etร  lavorativa;
  • incrementare la produttivitร  e la partecipazione al mercato del lavoro
  • motore dellโ€™innovazione e dellโ€™economia dโ€™argento
  • la sostenibilitร  e lโ€™adeguatezza dei nostri sistemi pensionistici
  • la vita e lโ€™apprendimento intergenerazionale e il volontariato.

Affrontare questi problemi รจ essenziale per mantenere la prosperitร  e garantire la solidarietร  e lโ€™equitร  tra le generazioni, contribuendo cosรฌ a creare societร  piรน coese.

La crisi ucraina sta ponendo nuove, grandi sfide allโ€™Europa sul fronte migratorio. In generale, come puรฒ una gestione unitaria dei flussi migratori essere funzionale ad affrontare la questione demografica? In altre parole, le due questioni devono e possono essere collegate, a maggior ragione ora che stiamo accogliendo rifugiati โ€“ in molti casi minori โ€“ in fuga dallโ€™invasione russa dellโ€™Ucraina?

La migrazione legale รจ un elemento importante nella ricerca di soluzioni alla carenza di lavoratori qualificati. La migrazione รจ anche un fenomeno naturale fin dallโ€™inizio dellโ€™umanitร  e molti Paesi e societร  ne hanno beneficiato e ne beneficiano tuttora. E non รจ un segreto che la migrazione sia destinata a rimanere.

Abbiamo recentemente adottato la comunicazione sulle competenze e i talenti nellโ€™ambito del pacchetto sulla migrazione legale, e la demografia occupa un posto di rilievo in questo ambito. La migrazione legale puรฒ contribuire a incrementare la popolazione europea in etร  lavorativa, rispondendo al contempo alle esigenze specifiche del mercato del lavoro e alle disparitร  regionali.

Probabilmente รจ ancora troppo presto per valutare lโ€™impatto della terribile guerra in corso sulla popolazione ucraina. Nellโ€™immediato abbiamo lavorato alla mappatura della diaspora ucraina nellโ€™UE, che potrebbe essere utile per pianificare la destinazione di coloro che fuggono dalla guerra e cercano rifugio negli Stati membri.

Percorsi di secondo welfare si occupa di tutte quelle forme di intervento sociale che sono sostenute principalmente da risorse non-pubbliche. Secondo lei, qual รจ il ruolo del settore privato, sia profit che sociale, nellโ€™implementazione di politiche di welfare in grado di โ€œrispondere alle sfide e alle opportunitร  che lโ€™invecchiamento comportaโ€?

I cambiamenti demografici che stiamo affrontando sono cosรฌ profondi che dobbiamo mobilitare tutte le risorse e le parti interessate per garantire che le nostre societร  siano piรน resilienti e adatte al futuro. Ciรฒ comporta azioni molto concrete e una maggiore partecipazione del settore privato alla fornitura di servizi di welfare.

La crescente dimensione della popolazione anziana europea apre chiaramente un potenziale di innovazione e creativitร  nel fornire soluzioni su misura. E questo potenziale puรฒ essere sfruttato solo se il settore privato si impegna attivamente. In qualitร  di regolatori, sia a livello europeo che nazionale, dobbiamo assicurarci che siano presenti i giusti incentivi per lโ€™attivazione di questo settore e che le barriere vengano progressivamente rimosse.

 

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