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Gap di genere. Parte dai dati AdEPP la ricerca sulle professioniste dell’Emilia Romagna

Parte dai dati elaborati dal centro studi AdEPP la ricerca, presentata nei giorni scorsi a Bologna, dal titolo โ€œL’impatto della pandemia sulle libere professioni. Una lettura di genere sulle specificitร  dell’Emilia-Romagna”, curata da Anna Rota, ricercatrice in diritto del lavoro dell’universitร  di bologna.

D’altronde il gap di genere reddituale da tempo รจ sotto la lente dโ€™ingrandimento dellโ€™Associazione che in questi anni ha certificato come la differenza salariale tra un architetto, un ingegnere, un geometra uomo e una collega donna, per fare solo qualche esempio, sfiora, e a volte supera, il 50%.

Se poi si va a vedere la condizione di una avvocatessa che vive nel Sud e una che vive al nord la differenza si fa ancora piรน evidente.

E la pandemia non ha certo aiutato una situazione giร  critica.

โ€œSi tratta di unโ€™analisi quantitativa-qualitativa cha ha lo scopo di valutare nellโ€™ottica gender and age oriented lโ€™impatto della pandemia sul mondo delle professioni- ha spiegato durante la presentazione la curatrice Anna Rota – La ricerca mette in luce il divario retributivo per genere ed etร  tra uomo e donna. Un divario che esisteva giร  prima della pandemia, visto che gli uomini liberi professionisti dopo i 40 anni raggiungono i massimi livelli di carriera, mentre le donne, alla stessa etร , devono sopportare il โ€˜pesoโ€™ delle interruzioni per la maternitร  e, piรน in generale, per lโ€™impegno di cura. ย Anche in Emilia-Romagna la donna professionista ha sempre guadagnato meno di un collega uomo. Ad eccezione delle fasce piรน giovani, il gender gap nei compensi appare una caratteristica comune fra le professioniste over 50, qualunque sia la Cassa di previdenza di appartenenza e indipendentemente dal territorio in cui la professione viene esercitata. Nella classe dโ€™etร  compresa tra 50 e 60 anni, i professionisti guadagnano in media 23mila euro annui in piรน rispetto alle collegheโ€.

โ€œIl Covid ha poi peggiorato ulteriormente il divario. Ci sono situazioni, specie nella classe d’etร  over 40-50 anni, in cui il valore medio reddituale calcolato sulle dichiarazioni delle professioniste รจ pari alla metร , talvolta a un terzo del corrispondente valore dichiarato dai colleghi uomini. I rapporti di Adepp sulla previdenza privata dei professionisti italiani per il periodo 2020 e il quinto rapporto sulle libere professioni elaborato da confprofessioni indicano che puรฒ attestarsi anche attorno al 60%. ย Altrettanto preoccupante rimane lo scenario descritto dalla cassa forense”, scrive Rota nella ricerca.

โ€œSu tutti, un dato della ricerca vorrei sottolineare -ha sottolineato la Consigliera di Paritร  regionale Sonia Alvisi, organo di garanzia, vigilanza e controllo sul rispetto della legislazione in materia di paritร  – appena il 30% circa delle professioniste ha unโ€™etร  superiore a 50 anni contro allโ€™oltre 50% di professionisti over 50; non meno rilevante risulta il dato riguardante la fascia dโ€™etร  over 60, allโ€™interno della quale, tanto nel 2020 quanto nellโ€™anno successivo, convoglia meno del 10% della platea delle professioniste considerate dalla ricerca. Fino ai 30 anni le donne professioniste percepiscono parcelle del 10% inferiori, dopo lievita al 40%. Il motivo? Per una libera professionista staccarsi dallโ€™ufficio, per una malattia o una maternitร  o per lโ€™assistenza dei propri genitori, significa perdere clienti e questo puรฒ avere effetti dirompenti sul suo futuro lavorativoโ€.

โ€œUn altro dato importante -ha aggiunto la Consigliera Alvisi- riguarda la crescita di cancellazioni deliberate delle professioniste iscritte negli Ordini, che riflette il maggior peso gravato sulle spalle delle lavoratrici, sottoposte nel periodo del Covid, a un continuo multitasking tra vita professionale ed extra-lavorativaโ€.

Per il Difensore Civico regionale, Carlotta Marรน โ€œConsiderando lโ€™importanza del ruolo femminile allโ€™interno della famiglia e della societร , sono proprio le donne ad aver pagato il prezzo piรน caro per conciliare la vita famigliare e lavorativa, trovandosi a limitare fortemente la seconda a vantaggio della prima. Pensiamo a servizi come scuole e asili che si sono fermati durante la pandemia: sono soprattutto le donne che se ne sono fatte carico. Abbiamo commissionato questo lavoro di ricerca non solo per avere una visione globale della situazione di lavoratori e lavoratrici professioniste ma anche per promuovere la paritร  di genere e promuovere azioni che possano colmare quel gap ancora esistente per tipologia di attivitร  e in termini economiciโ€.

La ricerca, svolta con il supporto del Comitato Unitario degli Ordini Professionali dellโ€™Emilia-Romagna e delle Casse di previdenza, si concentra su sette categorie di professioniste/i iscritte/i a Ordini e Collegi provinciali dellโ€™Emilia-Romagna nei settori di area giuridico-economica legale, in ambito tecnico o sanitario: piรน precisamente: architetti/e, avvocati/e, commercialisti/e, consulenti del lavoro, geometri/e, ingegneri/e e psicologi/he.

 

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