Home Centro studi Studi e ricerche resto del mondo Corte dei Conti Ue. A rischio la ripresa

Corte dei Conti Ue. A rischio la ripresa

Nei primi tre anni del dispositivo per la ripresa e la resilienza (RRF), istituito dallโ€™UE con una dotazione di 724ย miliardi diย euro, si sono osservati ritardi nellโ€™erogazione dei fondi e nellโ€™attuazione dei progetti. รˆ cosรฌ messo a rischio il conseguimento degli obiettivi tesi ad aiutare la ripresa dei paesiย UE dalla pandemia di COVID19 e ad accrescere la resilienza di questi ultimi. Cosรฌ la Corte dei Conti Europea che martedรฌ scorso ha pubblicato il proprio report.

Per l’organismo europeo, nonostante il progredire del tasso dei pagamenti eseguiti dalla Commissione europea, gli Stati membri potrebbero non essere in grado di attingere ai fondi o assorbirli per tempo, completare le misure previste prima dello scadere dellโ€™RRF nellโ€™agosto 2026 e, quindi, godere dei benefici economici e sociali attesi.

Istituito nel febbraioย 2021, lโ€™RRF finanzia riforme e investimenti negli Stati membri dellโ€™UE, a partire dallโ€™insorgere della pandemia nel febbraioย 2020 fino a fine agostoย 2026. รˆ incentrato su sei settori prioritari, tra cui la transizione verde e la trasformazione digitale. I paesi possono ricevere i fondi in funzione dei progressi compiuti.

โ€œUn assorbimento tempestivo dellโ€™RRF รจ indispensabile: aiuta a evitare strozzature nellโ€™esecuzione delle misure verso la fine del ciclo di vita del dispositivo e riduce il rischio di spese inefficienti e irregolariโ€, ha dichiarato Ivana Maletiฤ‡, il Membro della Corte responsabile dellโ€™audit. โ€œLanciamo un segnale dโ€™allarme, perchรฉ a metร  percorso i paesiย UE avevano attinto a meno di un terzo dei finanziamenti previsti ed erano avanzati per meno del 30ย % verso i traguardi e gli obiettivi prefissatiโ€.

Le evidenze

Un aspetto positivo รจ che, grazie a un prefinanziamento massimo del 13 % dellโ€™importo erogabile agli Stati membri, รจ stato possibile versare rapidamente piรน fondi allโ€™inizio, in linea con le finalitร  della risposta alla crisi. La Corte critica perรฒ il ritmo con cui da allora si รจ fatto ricorso al grosso dei fondi. A fine 2023, erano stati trasferiti solo 213 miliardi di euro dalla Commissione alle casseforti nazionali. Non รจ detto poi che questi soldi siano arrivati ai destinatari finali, fra cui imprese private, societร  pubbliche di servizi energetici e scuole. Di fatto, quasi la metร  dei fondi RRF erogati ai 15 Stati membri che hanno fornito le necessarie informazioni al riguardo non aveva ancora raggiunto i destinatari finali.

Quasi tutti i paesi hanno presentato in ritardo le richieste di pagamento alla Commissione, spesso a causa dellโ€™inflazione o di carenze di approvvigionamento, di incertezze circa la normativa ambientale e di una capacitร  amministrativa insufficiente. A fine 2023 era stato presentato il 70ย % delle richieste previste e per un ammontare inferiore del 16ย % circa alle attese; per svariati motivi, sette paesi non avevano ricevuto alcun finanziamento per il soddisfacente conseguimento di traguardi e obiettivi. La Commissione e gli Stati membri hanno intrapreso azioni per agevolare lโ€™assorbimento, specie nel 2023, ma รจ prematuro verificarne lโ€™eventuale impatto.

Vi รจ il rischio che non tutte le misure previste siano completate per tempo. A fine 2023 le richieste di pagamento avevano riguardato meno del 30ย % degli oltre 6ย 000 traguardi e obiettivi (cioรจ gli indicatori dello stato di avanzamento) totali; ne consegue che sono tanti (forse i piรน difficili) quelli ancora da raggiungere. Molti paesi hanno realizzato innanzitutto le riforme prima di procedere con gli investimenti. รˆ probabile, tuttavia, che la concentrazione di questi ultimi verso la fine del periodo utile aggravi ulteriormente i ritardi e rallenti lโ€™assorbimento.

Infine, gli esborsi non riflettono necessariamente la quantitร  e lโ€™importanza dei traguardi e degli obiettivi, per cui potrebbero essere versati fondi ingenti senza che le misure corrispondenti siano portate a termine dagli Stati membri. La Corte sottolinea che la normativa non prevede il recupero dei fondi se i traguardi e gli obiettivi sono raggiunti, ma le misure da ultimo non vengono completate.

Informazioni sul contesto

Lโ€™RRF consta di un nuovo meccanismo di finanziamento che non si basa sui costi effettivamente sostenuti. La Commissione ne dร  attuazione in regime di gestione diretta ed รจ investita della responsabilitร  ultima. Il valore massimo totale dellโ€™RRF ammontava a 723,8ย miliardi diย euro, di cui fino a 338ย miliardi diย euro per sovvenzioni e fino a 385,8ย miliardi per prestiti. A fine 2023 la Commissione aveva impegnato 648ย miliardi diย euro per prestiti e sovvenzioni destinati al complesso dei 27ย Stati membri. La Corte definisce lโ€™assorbimento come il finanziamento dellโ€™UE versato dalla Commissione agli Stati membri quali beneficiari e mutuatari. Per le verifiche sul campo, gli auditor della Corte si sono recati in quattro paesi: Spagna, Italia, Slovacchia, Romania.

La relazione specialeย 13/2024, intitolata โ€œAssorbimento dei fondi del dispositivo per la ripresa e la resilienzaย โ€“ย Progressi a rilento: rimangono a rischio il completamento delle misure e, quindi, il conseguimento degli obiettivi del dispositivo stessoโ€ รจ disponibile sul sito Internet della Corte. La Corte ha giร  pubblicatoย varie relazioniย sui fondi dellโ€™RRF e di NextGenerationEU.

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