Home Centro studi Studi e ricerche resto del mondo Fondi europei. Studio Eurispes/Enpam

Fondi europei. Studio Eurispes/Enpam

“Cโ€™รจ una certa attenzione verso temi che hanno una forte connotazione sociale, come quello dellโ€™utilizzo dei fondi strutturali europei. L’approccio basato sui numeri e sui fatti, che da sempre caratterizza Enpam ed Eurispes, รจ una strada che perseguiamo per capire la realtร  e intraprendere, se ci sono, nuove iniziative. Venendo al tema della ricerca presentata oggi, secondo la Corte dei Conti nel 2020 l’Italia aveva speso meno del 40% delle risorse assegnate per il ciclo programmazione 2014-2020”. Cosรฌ Alberto Oliveti, presidente della Fondazione Enpam, nel corso della presentazione della ricerca Eurispes โ€œLa gestione dei fondi europei in Italia: asset strategico per il volร no della nostra societร โ€.

Per Oliveti โ€œDati come questi certificano un problema italiano di programmazione e di messa a terra di progetti di sviluppo, con alla base la complessitร  burocratica e la carenza di monitoraggio e di controllo. In un contesto simile, il problema della scarsa programmazione ha determinato negli ultimi anni una sempre maggior sofferenza al Servizio sanitario nazionale. Al riguardo abbiamo fatto una ricerca, con Eurispes e il Ssn, con dati importanti sia a livello ospedaliero sia a livello territoriale, che ha riscontrato criticitร  legate alla liste d’attesa, al mancato soddisfacimento dei bisogni dei sanitari, dei medici e dei professionisti. Pertanto, credo che una ricerca come questa sia indispensabile per creare una maggiore consapevolezza dell’importanza di incrementare l’efficacia della capacitร  gestionale e del monitoraggioโ€.

Lo studio in sintesi

Nel corso di un decennio (2014-2023), lโ€™Italia ha ricevuto accrediti da parte dellโ€™Unione Europea per un valore complessivo di circa 105 mld di euro (il dato non tiene conto di 35 mld di euro ricevuti dallโ€™Ue nel 2023 come tranche dellโ€™anno del PNRR): il 45% per la gestione dei fondi strutturali (o anche fondi indiretti); il 55% per la gestione di altre tipologie di fondi (FEAD, YEI, FSI, IPA, FEAGA, ecc.).

Lโ€™analisi dei fondi europei nella ricerca โ€œLa gestione dei fondi europei in Italia: asset strategico per il volร no della nostra societร โ€, realizzata dallโ€™Eurispes con il coordinamento del Dott. Giovanni Candigliota, ha richiesto lโ€™elaborazione di oltre 1 milione di dati provenienti da diverse fonti ufficiali, tra cui programmi operativi, indicatori finanziari, dati di spesa, rendicontazioni periodiche e statistiche socio-economiche ed รจ stata effettuata rispetto a vari livelli amministrativi (UE, nazionali, regionali). Tale analisi di integrazione, interpretazione, confronto e valutazione di dati eterogenei rispecchia la complessitร  nel valutare lโ€™efficacia e lโ€™impatto delle politiche di coesione e sviluppo rurale a livello nazionale ed europeo.

Spiega il Presidente dellโ€™Eurispes, Gian Maria Fara: ยซLo strumento che oggi mettiamo a disposizione degli studiosi, delle Istituzioni e del mondo delle imprese, rappresenta una finestra sullโ€™andamento dellโ€™utilizzo dei fondi strutturali; e lo รจ anche in chiave comparativa dal momento che permette unโ€™analisi a livello europeo. Ci si รจ molto concentrati in questi ultimi anni sui fondi erogati nellโ€™ร mbito del Pnrr, relegando ad un ruolo marginale โ€“ soprattutto a livello comunicativo โ€“ i fondi strutturali dal cui impiego dipende lโ€™effettiva capacitร  di avviare una fase di crescita e modernizzazione del nostro Paese. Lโ€™obiettivo dellโ€™Eurispes, dunque, รจ quello di rendere questo monitoraggio uno strumento in divenire proseguendo nellโ€™analisi e nella diffusione dei dati con una cadenza annualeยป.

 

I fondi strutturali: la situazione attuale

Attualmente, siamo in una situazione di convivenza tra il ciclo di programmazione dei fondi strutturali per il periodo 2014-2020 e quello relativo al 2021-2027. Per quanto riguarda il ciclo 2014-2020,

i pagamenti totali per i fondi SIE del ciclo 2014-2020 hanno raggiunto, alla fine del 2023, โ‚ฌ 450,6 mld su unโ€™assegnazione totale di โ‚ฌ 492,6 mld, con un tasso di assorbimento pari al 91,5%.

Deiย โ‚ฌ 42 mld rimanenti, che dovranno essere spesi entro il 31 luglio 2025, il 18% (pari a โ‚ฌ 7,5 mld) รจ destinato allโ€™Italia.

Analizzando nel dettaglio i progetti del periodo di programmazione 2014-2020, al 30 luglio 2023, lโ€™Italia si distingueva come il primo Paese europeo per numero di progetti finanziati, con oltre 740mila iniziative approvate, pari a circa il 40% del totale dei progetti cofinanziati dallโ€™UE in quel periodo. Al confronto, altri grandi beneficiari della politica di coesione, come Polonia e Spagna, hanno concentrato i fondi ricevuti su un numero molto piรน contenuto di progetti, meno di un quinto rispetto a quelli attivati da Amministrazioni centrali, regionali e locali italiane.

Analizzando il valore medio dei progetti cofinanziati nei diversi Stati membri, lโ€™Italia si collocava tra i paesi con il valore piรน basso, pari a circa 79mila euro per progetto. Al contrario, in Romania, ciascun progetto ha beneficiato in media di un finanziamento significativamente piรน elevato, pari a โ‚ฌ 3,2 milioni. Lโ€™Italia si distingue in Europa per lโ€™elevato rapporto tra progetti e beneficiari: in media, ciascun beneficiario ha gestito 8,2 progetti, contro una media di 2-3 progetti nella maggior parte degli altri paesi.

Per quanto riguarda il ciclo di programmazione 2021-2027, al 31 agosto 2024, quindi a metร  ciclo, lo stato dellโ€™arte degli impegni e dei pagamenti dei fondi strutturali presenta la seguente situazione: a fronte di uno stanziamento complessivo tra risorse europee e nazionali sui fondi FESR, FSE+, FEAMPA e JTF di โ‚ฌ 75,054.62 mln ne sono stati allocati (c.d. valori impegnati) su progetti specifici โ‚ฌ 12.582,3 mln (pari al 16,7%) e richieste domande di pagamento (c.d. valori spesi) di โ‚ฌ 1.693,6 mln (pari al 2,3% del valore complessivo). Facendo un confronto con gli altri paesi europei, si evidenzia come ad oggi il valore complessivo dellโ€™impegnato dellโ€™Italia, e quindi della capacitร  di programmazione dei progetti, รจ inferiore rispetto a quello della maggior parte degli altri paesi: attualmente, risulta superiore soltanto a Cipro, Slovenia, Croazia e Portogallo.

Considerando il valore complessivo dello stanziamento previsto per lโ€™Italia, secondo soltanto a quello della Polonia, si trae facilmente la conclusione che il prossimo biennio rappresenta per lโ€™Italia un periodo fondamentale per riuscire a programmare efficacemente i circa โ‚ฌ 63 mld rimanenti. In questo senso, va vista la legge del 4/07/2024 n.95 (โ€œlegge Coesioneโ€) volta ad introdurre misure urgenti per rafforzare le politiche di coesione territoriale.

 

Efficacia della politica di coesione in Italia

Le regioni italiane che hanno beneficiato della maggior parte degli investimenti delle politiche di coesione, inizialmente identificate come โ€œObiettivo 1โ€ (2000-2006), poi come โ€œConvergenzaโ€ (2007-2013) e infine come โ€œRegioni meno sviluppateโ€ (2014-2020 e 2021-2027), sono accomunate dallโ€™avere un Pil pro capite inferiore al 75% della media UE. Queste regioni, localizzate prevalentemente nel Mezzogiorno, hanno subรฌto solo cambiamenti marginali nel corso del tempo, senza mai registrare un reale processo di convergenza con il resto dโ€™Europa. In particolare, le regioni meno sviluppate del Mezzogiorno dโ€™Italia continuano a crescere a ritmi inferiori rispetto a qualsiasi media UE. Questa tendenza rende lโ€™area una delle piรน estese e popolose zone di arretratezza economica dellโ€™Europa occidentale.

 

La Politica Agricola Comune in Italia

La PAC ha cicli di programmazione settennali, attualmente รจ in corso quello 2021-2027 il cui valore complessivo europeo รจ di โ‚ฌ 378,5 mld e rappresenta il 31% del bilancio totale dellโ€™Unione (tale valore non comprende โ‚ฌ 8,07 mld che sono risorse aggiuntive del programma Next Generation EU in ร mbito Agricoltura). Per lโ€™Italia il Piano strategico nazionale della PAC (PSP) 2023-2027 ha una dotazione di โ‚ฌ 36,9 mld ed รจ finanziato attraverso fondi europei (FEAGA, FEARS) e nazionali. Il PSP รจ suddiviso in due pilastri e tre tipologie di interventi: aiuti diretti (Pilastro I), aiuti settoriali (Pilastro I) e sviluppo rurale (Pilastro II).

Il PSP a livello europeo รจ finanziato attraverso il Fondo Europeo Agricolo di Garanzia (FEAGA) che stanzia risorse a favore del Pilastro I della PAC e il Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (FEASR) per il Pilastro II della PAC. Complessivamente, i due fondi europei hanno un valore per lโ€™Italia di 28,02 mld di euro; a tale valore va aggiunta una componente nazionale di circa 8,85 mld di euro per un valore complessivo destinato allโ€™agricoltura di 36,87 mld di euro.

Uno degli elementi innovativi della PAC 2023-2027 รจ il New Delivery Model che rappresenta un tentativo ambizioso di rendere la politica agricola piรน moderna, flessibile e orientata ai risultati. Tuttavia, le criticitร  legate alla complessitร  amministrativa, alla disomogeneitร  nellโ€™applicazione, alla mancanza di garanzie per gli impatti ambientali e sociali e alle difficoltร  per i piccoli agricoltori, rischiano di comprometterne il successo. Per superare queste sfide, รจ essenziale che lโ€™Unione Europea fornisca un maggiore supporto tecnico e finanziario agli Stati membri, promuova una maggiore armonizzazione delle politiche e introduca sistemi di monitoraggio piรน efficaci per garantire che gli obiettivi comuni siano effettivamente raggiunti.

 

Lo stato di attuazione del PSP 2023-2027

Nel 2023, primo anno di attuazione del PSP, sono state avviate numerose attivitร  necessarie per garantire unโ€™implementazione efficace ed efficiente degli interventi previsti nel Piano.

Il termine per la presentazione delle domande di aiuto, inizialmente fissato al 15 maggio, รจ stato posticipato al 30 giugno 2023 per permettere lโ€™adeguamento ai nuovi sistemi informativi e alle innovazioni normative introdotte. Questo rinvio non ha ostacolato lโ€™avvio dei pagamenti degli anticipi a partire dal 16 ottobre 2023. A tal riguardo, dal punto di vista finanziario, le erogazioni complessive a valere sullโ€™esercizio finanziario 2023 ammontano complessivamente a โ‚ฌ 114 mln in quota FEAGA.

Per quanto riguarda, invece, il sostegno al reddito, 721mila aziende (pari a circa 10,5 milioni di ettari di SAU) hanno richiesto tale tipologia di aiuto che ha complessivamente assorbito risorse pari a circa โ‚ฌ 2 mld (a fronte di una dotazione annuale pari a circa โ‚ฌ 3,5 mld); un importo simile a quello destinato al pagamento di base nel periodo 2015-2022. Tuttavia, nel 2023 sono intervenuti due fattori chiave che hanno modificato la distribuzione del sostegno: la riattivazione del meccanismo di convergenza interna, che ha interessato il BISS e lโ€™introduzione di un sostegno redistributivo (CRISS).

Questi interventi hanno generato rilevanti variazioni regionali:

  • redistribuzione verso il Sud Italia: la maggior parte delle risorse si รจ spostata dalle regioni settentrionali a quelle meridionali, con lโ€™eccezione della Calabria, che giร  beneficiava di titoli allโ€™aiuto con un valore medio superiore alla media nazionale;
  • trasferimento dalla Pianura Padana: risorse sono state ridotte nelle regioni del Nord, come Veneto, Lombardia e Piemonte, a favore di regioni come Abruzzo, Trentino, Valle dโ€™Aosta, Liguria, Lazio, Sicilia e Sardegna.

Per quanto infine riguarda gli interventi settoriali:

  • Settore apistico: sono stati attivati i quattro interventi (Assistenza tecnica e formazione, Investimenti in immobilizzazioni materiali e immateriali, Collaborazione con enti di ricerca, Promozione, comunicazione e monitoraggio del mercato). Le erogazioni relative al 2023 ammontano complessivamente a โ‚ฌ 14,9 mln di cui โ‚ฌ 4,2 mln sono fondi UE e โ‚ฌ 10,7 mln sono contributi nazionali. Le arnie interessate sono 875mila su 1.600mila presenti (oltre il 50% delle arnie).
  • Settore vitivinicolo: nessun intervento del PSP รจ stato avviato nel 2023. Le misure implementate sono state finanziate dal Programma Nazionale di Sostegno 2019-2023. Lโ€™Autoritร  di Gestione (AdG) sta valutando modifiche al PSP per il futuro.
  • Comparto oleicolo: รจ stato adottato il primo decreto attuativo nazionale, con un budget annuale complessivo di โ‚ฌ 47 mln, comprendente risorse UE, nazionali e private. Nel 2023 sono stati approvati 48 programmi operativi e 43 programmi esecutivi, con un aiuto UE di โ‚ฌ 34,56 mln. Gli anticipi erogati ammontano a โ‚ฌ 26,4 mln.
  • Settore ortofrutticolo: sono stati approvati 229 programmi operativi ai sensi del Regolamento UE n. 1308/2013, per un valore totale di 0,37 mld. La differenza rispetto ai 290 previsti deriva da disposizioni transitorie. Gli anticipi erogati sono stati pari a โ‚ฌ 83,3 mln.
  • Settore pataticolo: stanziati โ‚ฌ 6 mln per 16 programmi operativi, con risorse disponibili a partire dal 2024.

 

Efficacia della Politica Agricola Comune

Una delle problematiche piรน frequenti segnalate dagli agricoltori italiani riguarda la complessitร  burocratica associata allโ€™accesso ai fondi PAC, in termini di:

  • difficoltร  nellโ€™accesso alle risorse: la presentazione delle domande รจ percepita come complicata dal 23% degli agricoltori, con picchi piรน alti tra le piccole aziende che non dispongono di risorse per consulenze professionali;
  • tempi lunghi di erogazione: i ritardi nei pagamenti compromettono la capacitร  delle aziende di pianificare investimenti a medio-lungo termine;
  • carico amministrativo sproporzionato: la gestione degli adempimenti PAC richiede competenze e strumenti che non tutte le aziende, soprattutto le piรน piccole, possono permettersi.

Questi aspetti indicano che la PAC, da sola, non puรฒ risolvere le sfide del settore agricolo; รจ necessario un insieme di politiche integrative per affrontare le problematiche globali e locali.

 

Le debolezze del Sistema Paese

Nonostante lโ€™afflusso significativo di risorse comunitarie, lโ€™Italia si trova spesso in difficoltร  nellโ€™efficace utilizzo dei fondi europei, a causa di problematiche strutturali che ostacolano il pieno sfruttamento delle opportunitร  offerte. Secondo un rapporto della Corte dei Conti italiana, al 2020 lโ€™Italia aveva speso solo il 38% delle risorse assegnate per il ciclo di programmazione 2014-2020 (Corte di Conti โ€œI rapporti finanziari con lโ€™Unione Europea e lโ€™utilizzazione dei Fondi europeiโ€ Relazione annuale 2020-2021), una percentuale tra le piรน basse in Europa. Altre nazioni, come la Polonia e la Spagna, nello stesso periodo avevano raggiunto una capacitร  di spesa rispettivamente del 72% e del 65%. Questa lentezza non solo impedisce di sfruttare appieno le opportunitร  offerte dai fondi europei, ma espone il Paese al rischio di dover restituire le risorse non utilizzate. Nel ciclo 2014-2020, circa 5 miliardi di euro sono stati oggetto di ridefinizione o restituzione a causa di ritardi e inefficienze.

Permangono importanti criticitร : la complessitร  burocratica, la frammentazione delle competenze e una capacitร  amministrativa non sempre adeguata; la scarsa capacitร  di progettazione delle Amministrazioni locali, soprattutto nel Mezzogiorno, dove si affrontano gravi difficoltร  nellโ€™elaborazione di progetti conformi ai rigidi requisiti stabiliti dallโ€™Unione Europea (il 30% dei progetti presentati non รจ conforme ai criteri dei bandi europei); i monitoraggi e i controlli: in Italia, lโ€™assenza di sistemi efficienti in questo ร mbito ha spesso portato a irregolaritร , ritardi, e sprechi di risorse, compromettendo lโ€™impatto positivo dei finanziamenti comunitari e ciรฒ avviene non solo nel Mezzogiorno ma anche nelle Regioni settentrionali.

Verso un approccio adattivo alla definizione dei progetti

Lโ€™efficace gestione dei fondi europei dipende da strategie ben definite e da approcci innovativi, come dimostrano alcuni modelli di successo adottati da diversi paesi membri dellโ€™Unione Europea. Tra questi, emergono quattro esempi significativi che evidenziano come politiche mirate e pianificazione strategica possano massimizzare lโ€™impatto dei finanziamenti europei.

I modelli di gestione dei fondi europei adottati da Polonia (gestione centralizzata), Germania (utilizzo dei partenariati pubblico-privati), Paesi Bassi (trasparenza nella gestione dei fondi) e Spagna (sviluppo delle aree rurali), nonostante siano molto diversi tra loro, sono tutti di successo. Non esiste un modello unico di gestione dei fondi europei, ma un sistema flessibile che rispetti le diversitร  territoriali e settoriali. Solo un approccio adattivo, che tenga conto delle caratteristiche locali e delle capacitร  amministrative, puรฒ garantire un utilizzo efficace e sostenibile delle risorse comunitarie.

Un approccio rigido e uniforme rischia di non rispondere efficacemente alle esigenze specifiche dei territori. Ogni area, territorio, regione ha caratteristiche e bisogni specifici che richiedono strategie adattate e mirate.

Lโ€™approccio adattivo a โ€œgeometria variabileโ€ potrebbe rappresentare una strategia flessibile che permette di calibrare gli interventi in base alle caratteristiche e alle esigenze specifiche dei territori ed in particolare a quattro variabili:

  • contesto territoriale;
  • tessuto imprenditoriale;
  • competenze possedute dalle Amministrazioni;
  • burocrazia amministrativa.

Un approccio โ€œa geometria variabileโ€, in definitiva, consente di affrontare le sfide di ciascun territorio in modo mirato, garantendo che i fondi europei vengano utilizzati in modo efficace e sostenibile.

La chiave del successo risiede nella capacitร  di adattare le strategie alle specificitร  locali, combinando interventi infrastrutturali, innovativi, sociali e ambientali. Solo attraverso una pianificazione attenta e flessibile ed un sistema di monitoraggio e controllo continuo sarร  possibile massimizzare lโ€™impatto dei fondi, promuovendo uno sviluppo equilibrato e inclusivo su tutto il territorio italiano.

Lo studio integrale รจ visualizzabile online cliccando qui

Previous articleEnpaia. L’on line รจ di casa
Next articleLibere professioniste: tra presente e futuro