โLe Casse di previdenza svolgono un ruolo essenziale nel garantire pensioni dignitose ai propri iscritti. Tuttavia, questa funzione รจ fortemente condizionata dal peso fiscale, poichรฉ gli istituti pensionistici professionali sono soggetti al pagamento di imposte sui rendimenti degli investimenti, come se fossero enti economici. Sosteniamo, infatti, sia lโIres che lโimposta sostitutiva per i redditi di capitale esteri. Le risorse sottratte, se reinvestite allโinterno del sistema previdenziale, potrebbero contribuire a migliorare le prestazioni per i professionisti. ร necessario avviare una revisione della politica fiscale, che riconosca la valenza sociale dellโattivitร previdenziale e superi lโiniquitร dellโattuale sistema, che di fatto impone una doppia tassazione: prima sulle Casse e poi sui beneficiari delle prestazioniโ. Lo ha reso notoย Nunzio Monteverde, presidente dellโIsnec (Istituto Nazionale Esperti Contabili), nel corso del Cnpr Forum speciale โScenari della previdenza e della finanzaโ, promosso dalla Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili, presieduta daย Luigi Pagliuca.
โGli istituti pensionistici dei professionisti โ ha sottolineatoย Fedele Santomauro, consigliere dโAmministrazione della Cnpr โ rappresentano un punto di riferimento essenziale in un contesto competitivo come quello attuale, non solo per la loro funzione previdenziale, ma anche per il contributo attivo che offrono allโeconomia nazionale attraverso investimenti mirati. ร fondamentale riconoscere loro un ruolo piรน centrale, poichรฉ possono favorire il raggiungimento di nuovi obiettivi in ambito professionale, contribuendo a rendere piรน attrattivo un settore oggi segnato da una profonda crisi di vocazione. Lo Stato dovrebbe intervenire per superare lโattuale regime di tassazione sui rendimenti. In sinergia con lโIsnec, stiamo lavorando anche per valorizzare la figura dellโesperto contabile, destinata a svolgere un ruolo sempre piรน strategico sia nel mondo delle professioni che in quello aziendaleโ.
Nel corso del forum, condotto da Anna Maria Belforte,ย Giuseppe Patriossi, partner responsabile consulenza Casse previdenziali e sanitarie Prometeia advisor Sim ha reso noto che โil 2024 si รจ chiuso in modo molto positivo grazie in particolare alla performance degli asset a maggior profilo di rischio, in continuitร con il 2023. Lโinizio del 2025 รจ stato sin da subito piรน complesso specie dopo il โLiberation dayโ del presidente Trump che ha generato in aprile una forte incertezza sulle politiche economiche che lโamministrazione americana metterร in atto. I mercati hanno quindi iniziato una fase di volatilitร elevata ed in aumento, specie quelli azionari. A ciรฒ si sono inoltre affiancate tensioni sul debito americano, anche in ragione della necessitร di rifinanziarlo in maniera importante oltre che in relazione alla dinamica inflattiva che rimane presente e potrebbe essere esacerbata quantomeno nel breve termine dalle politiche tariffarie di Trump. La politica dei dazi causerร una contrazione del commercio mondiale e quindi della crescita, ragion per cui ci attendiamo questโanno il protrarsi di episodi di volatilitร significativa dei mercati, comprese le parti piรน lunghe delle curve obbligazionarie. Tra i beni rifugio continua a spiccare lโoro mentre il dollaro americano, solitamente safe heaven nelle fasi di volatilitร , ha intrapreso un percorso di significativo deprezzamentoโ.
Perย Valentino Filippini, senior institutional sales Amundi Sgr: โil mercato รจ rimasto sorpreso dalla numerositร e dalle dimensioni dei dazi annunciati dallโamministrazione americana. Capire lโimpatto in termini di crescita passa attraverso lโanalisi delle negoziazioni bilaterali tra paesi che determinano quello che potrร essere, a regime, il sistema di commercio internazionale che sarร presumibilmente differente da quello che finora abbiamo avuto. Il cambiamento ci attendiamo impatterร in termini negativi sulle aspettative di crescita a livello globale con impatti piรน marcati nei paesi piรน coinvolti in questa dinamica come potenzialmente Cina, Usa ma anche lโEuropa. Anche se a livello Europeo la dinamica di crescita potrebbe essere mitigata da un aumento della spesa pubblica nel settore della difesa. Il mercato ha giร messo sotto forte pressione determinati settori, tra cui sicuramente lโautomotive e quello della tecnologia. In questo contesto รจ fondamentale costruire un portafoglio diversificato e resilienteโ.
Andrea Cattaneo, head of Italy, Switzerland & Iberia – Bnp Paribas, Securities Services, ha affermato che โil momento di turbolenza dei mercati finanziari, come quello che stiamo vivendo, presenta molti rischi. Quelli operativi, di frode e i rischi della gestione finanziaria. Oggi Bnp Paribas intermedia circa ilย 40ย per cento del mercato italiano quindi abbiamo un ottimo punto di vista su come stanno andando i mercati. Nelle ultime due settimane abbiamo visto un picco di operativitร che รจ addirittura raddoppiato rispetto ai volumi standard. Abbiamo raggiunto una media di piรน di centomila operazioni al giorno. Come banca depositaria abbiamo un ruolo istituzionale, il nostro compito รจ monitorare lโoperato dei gestori terzi. Operiamo in una funzione di controllo per quelle che sono le operativitร sui mercati al fine di rimanere aderenti alle politiche dโinvestimento del fondo. A livello regolamentare controlliamo che vengano svolti gli investimenti in linea con le procedure e i provvedimenti emessi dalla Banca dโItalia, dalla Covip e da Consob. Per la banca depositaria il principio della soliditร patrimoniale รจ un principio chiaveโ.
Nino Mancini, responsabile area gestioni Banca Patrimoniย Sella&c, ha evidenziato come โGli effetti sulla crescita globale sono giร visibili nei dati di sentiment provenienti sia dagli Stati Uniti che da altre aree del mondo. Riteniamo che ci sarร un impatto immediato in termini di rallentamento economico, ma molto dipenderร dallโevoluzione delle interlocuzioni internazionali. Non siamo convinti che le dichiarazioni del presidente americano rappresentino un punto definitivo: potremmo assistere ad un passo indietro come ha fatto nei confronti dellโEuropa, con una possibile sospensione dei dazi per 90 giorni. Le banche centrali si trovano oggi in una posizione particolarmente complessa. Da un lato, il rallentamento della crescita suggerirebbe lโopportunitร di nuovi stimoli di politica monetaria espansiva; dallโaltro, le spinte inflazionistiche che potrebbero derivare da questo scenario richiedono prudenza. In particolare, la Federal Reserve ha chiarito che eventuali ulteriori interventi espansivi saranno subordinati allโandamento dellโinflazioneโ.
Gli effetti di questo processo sono stati analizzati daย Alessandro Franzin, sviluppo istituzionale Italia Eurizon Capital Sgr:ย “Lโaumento delle tariffe doganali produce, come effetto immediato, una pressione inflazionistica che tende a scoraggiare lโacquisto e il consumo dei beni importati. In un contesto di guerra commerciale, il timore di un rallentamento economico supera quello dellโinflazione.
Attualmente non รจ ancora possibile quantificare con precisione lโentitร di questo rallentamento poichรฉ gli sviluppi futuri dipenderanno in larga misura dallโesito delle trattative bilaterali in corso. Solo una volta concluso questo processo negoziale sarร possibile effettuare unโanalisi piรน dettagliata degli impatti complessivi sulla crescita e sui singoli Paesi e settori coinvolti.
ร plausibile che le economie piรน colpite ricorrano a politiche fiscali di tipo espansivo per contrastare il rallentamento e stimolare lโattivitร economica. Nellโarea euro, ad esempio, stiamo giร vedendo emergere stimoli significativi nei settori della difesa e delle infrastrutture, mentre in Cina รจ probabile un rafforzamento delle misure a sostegno della domanda interna.
In un quadro globale in rapida evoluzione, che conserva fondamentali economici ancora solidi, รจ comunque preferibile mantenere come investitoreย un approccio prudente, sempre pronto a cogliere le opportunitร che si dovessero manifestareโ.
Gianluca Bergamaschi, head of fixed income mandates and Pm Generali Asset Management Sgr, ha dichiarato: โCi troviamo di fronte a una situazione senza precedenti per il commercio mondiale, determinata da due eventi chiave: da un lato, lโadozione del cosiddetto โbazooka fiscaleโ da parte del governo tedesco a inizio marzo, che ha comportato una revisione al rialzo delle stime su crescita e inflazione in tutta lโEurozona; dallโaltro, la decisione dellโamministrazione Trump di modificare in modo drastico la politica commerciale statunitense, introducendo dazi sulle importazioni. Siamo cosรฌ passati da uno scenario che prevedeva un rallentamento contenuto dellโeconomia europea e un atterraggio morbido per quella americana, a uno che mette potenzialmente a rischio lโintera crescita globale. Molto dipenderร dallโesito delle negoziazioni internazionali e dal livello a cui si stabilizzeranno i dazi, cosรฌ come da eventuali misure di ritorsione da parte delle principali aree commerciali. LโEuropa, fortemente orientata allโexport, potrebbe subire un impatto negativo sulla domanda esterna, con effetti piรน deflazionistici che inflazionistici. Negli Stati Uniti, invece, รจ probabile che si verifichi un rallentamento accompagnato da una crescita dei prezzi, generando contraddizioni nella dinamica economica. Le banche centrali hanno risposto in modo coerente: da una parte la Fed mantiene un atteggiamento prudente, mentre la BCE si รจ mostrata piรน reattiva, adottando politiche monetarie accomodantiโ.
Francesco Spadaccia, portfolio manager Ubs asset management, ha messo in risalto che โla politica estera di Trump puรฒ avere un impatto rilevante sullโeconomia globale, con effetti particolarmente negativi a livello locale, soprattutto in termini di inflazione. Ci aspettiamo ulteriori tagli dei tassi da parte della Banca Centrale Europea, che nel breve periodo puรฒ ancora beneficiare della fase di rallentamento dellโinflazione. Negli Stati Uniti, invece, la situazione รจ decisamente piรน complessa: i dazi introdotti contribuiranno ad aumentare le pressioni inflazionistiche. Inoltre, il deprezzamento del dollaro rappresenta un ulteriore elemento critico, poichรฉ implica un’importazione di inflazione nellโeconomia americana. Di conseguenza, la posizione della Federal Reserve diventa piรน difficile. ร probabile che vi siano dei tagli, ma certamente in misura inferiore rispetto a quanto sarebbe stato possibile prima delle recenti scelte di politica esteraโ.





