LโIstituto Nazionale di Previdenza dei Giornalisti Italiani โGiovanni Amendolaโ celebra i suoi cento anni di attivitร con unโiniziativa speciale articolata in due appuntamenti. Il primo รจ lโinaugurazione della mostraย โA schiena dritta. Tutelare il mestiere della libertร โ, in programma il 24 marzo 2026 (ore 18.00) nella Fondazione sul giornalismo italiano โPaolo Murialdiโ (via Nizza 35, Roma). Il secondo si svolgerร il 25 marzo 2026 (ore 9.30), alla Camera dei deputati, nellโAula dei gruppi parlamentari (via di Campo Marzio, 78).
Alla cerimonia prenderanno parte rappresentanti istituzionali ed esponenti del mondo delle professioni che si confronteranno sullo stato attuale del settore e sulle prospettive future. I lavori, moderati dal giornalista del Corriere della Sera, Isidoro Trovato, e dal vice presidente dellโente Mattia Motta, saranno aperti dal Vicepresidente della Camera, Giorgio Mulรจ, e affronteranno temi cruciali quali i cambiamenti del mercato del lavoro, le competenze emergenti, lโimpatto delle innovazioni tecnologiche e le principali sfide normative che interessano il giornalismo e la previdenza dei giornalisti. Nel corso della mattinata รจ, inoltre, prevista lโemissione di uno speciale annullo filatelico dedicato allโanniversario.
La mostraย โA schiena dritta. Tutelare il mestiere della libertร โ, patrocinata dal Ministero della Cultura, sarร inaugurata dal Sottosegretario Lucia Borgonzoni e propone un percorso espositivo che raccoglie oltre 60 pezzi tra fotografie, cimeli e documenti storici che raccontano il giornalismo italiano dagli anni Sessanta al Duemila. Tra questi, scatti del fotogiornalista Franco Lannino, una vecchia macchina telefoto e la telecamera di Miran Hrovatin ucciso con Ilaria Alpi a Mogadiscio il 20 marzo 1994, 4 macchine per scrivere appartenute a fiduciari INPGI, tra cui una di Giancarlo Siani, un video storico sullโInpgi, 3 pannelli in bianco e nero su forex, una teca contenente oggetti, documenti e verbali dellโIstituto oltre a pagine di giornale dโepoca.
Lโesposizione, che offre una riflessione sulla storia e sul presente della professione giornalistica, mettendo in primo piano i cronisti stessi e le sfide affrontate da chi racconta i fatti con rigore e coraggio, intende anche ricordare tutti i giornalisti caduti nellโesercizio del loro mestiere e rende omaggio ai protagonisti del giornalismo dโinchiesta come Cosimo Cristina, il primo cronista ucciso dalla mafia nel 1960, Mauro De Mauro, Giovanni Spampinato, Peppino Impastato, Mario Francese, Giuseppe Fava, Mauro Rostagno e Beppe Alfano, ma ricordiamo il sacrificio di Walter Tobagi, Giancarlo Siani, Ilaria Alpi e Maria Grazia Cutuli, assassinata in Afghanistan nel 2001, oltre a figure-simbolo come Giuseppe Quatriglio, giornalista e scrittore, che nel 1968 raccontรฒ il terremoto del Belรฌce.
โDa 100 anni lโInpgi รจ al fianco dei giornalisti โ dice il presidente Roberto Ginex โ e continua a esserlo in un settore profondamente trasformato. Rappresentiamo una delle principali istituzioni previdenziali di categoria del sistema italiano di sicurezza sociale e abbiamo anche accompagnato lโevoluzione della professione giornalistica e del sistema editoriale nazionale.ย Oggi โ prosegue Ginex โ la sfida รจ garantire sostenibilitร ed equitร in un mercato segnato dalla crescita del lavoro autonomo. Il cambiamento del lavoro giornalistico, spesso non scelto ma imposto, incide anche sulla previdenza: senza redditi adeguati e un vero equo compenso si rischia di condizionare fortemente il futuro pensionistico della categoriaโ, conclude.
Cenni storici
Istituito in Ente Morale con il decreto regio n. 838 del 25 marzo 1926, lโInpgi affonda le radici in una visione pionieristica della solidarietร di categoria, unificando lโereditร delle antiche Casse Pie ottocentesche in una moderna e organica istituzione di garanzia.
Nel secondo Dopoguerra, la scelta della sua intitolazione a Giovanni Amendola โ giornalista, accademico e politico, morto a causa di una vile aggressione squadrista โ conferisce allโIstituto un imprinting inequivocabile. LโInpgi nasce e si consolida come presidio democratico: un avamposto a protezione dei giornalisti affinchรฉ possano misurarsi con i fatti e con il potere senza soggezioni. Come testimonia il peculiare percorso giuridico, suggellato nel 1951 dalla โlegge Rubinacciโ, che ne sancisce la natura di unicum nel panorama previdenziale e istituzionale italiano, la tutela previdenziale del giornalista va di pari passo con la tutela del diritto allโinformazione dellโintera collettivitร .
Dal 1ยฐ gennaio 1995 lโINPGI รจ stato trasformatoย da ente pubblico in fondazione, avente natura giuridica privata, permanendo lo svolgimento da parte dello stesso delle pubbliche funzioni conย autonomia gestionale, organizzativa e contabile, evitando in questo modo lโassoggettamento alle riforme del sistema pensionistico degli anni 90.
Nel 1996 nasce la Gestione previdenziale destinata ai giornalisti che svolgono attivitร autonoma, attivitร cheย lโINPGI continua a svolgere tuttora, mentre la gestione previdenziale dei giornalisti dipendenti, dal 1ยฐ luglio 2022, รจ transitata in capo allโINPS.





