ECONOMIA E TRANSIZIONE DEMOGRAFICA: A ROMA UN CONFRONTO SU CRESCITA, DEBITO E PENSIONI
ย Esponenti del mondo accademico ed economico si sono riuniti per un workshop promosso da Inarcassa, confrontandosi su un tema cruciale per il futuro dellโItalia
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Un momento di confronto qualificato su uno dei temi piรน rilevanti per il futuro del Paese, che ha evidenziato la necessitร di un approccio integrato tra politiche economiche, sociali e demografiche per affrontare le sfide dei prossimi anni. Il workshop โLe implicazioni della transizione demografica sulla crescita, sul debito pubblico e sui sistemi previdenzialiโ si รจ tenuto ieri (27 aprile) a Roma, presso il Crowne Plaza Roma. Sono intervenutiย il Presidente di Inarcassa, Massimo Garbari; il Capo del Dipartimento Economia e statistica della Banca dโItalia, Andrea Brandolini; i professori dellโUniversitร Bocconi, Carlo A. Favero e Tito Boeri (giร Presidente dellโInps), Alberto Oliveti, Presidente dellโEnpam e di Adepp,ย e il Dottor Ugo Inzerillo, economista e consulente di Inarcassa, che ha organizzato e coordinato i lavori del workshop. Lโappuntamento di approfondimento scientifico ha riunito esperti ed esponenti del mondo accademico ed economico per analizzare gli effetti dei cambiamenti demografici sugli equilibri economici e sociali.
Il Presidente di Inarcassa,ย Massimo Garbari: โQuello realizzato รจ stato un primo evento, la prima tappa, di un percorso in cui il Comitato nazionale dei Delegati si confronta, attraverso il contributo di figure altamente qualificate, con tematiche fondamentali sia per il Paese sia per la nostra previdenza. Il Progetto di ricerca che ho incaricato di sviluppare al Dottor Inzerillo sul tema โDemografia e crescita in Inarcassaโ ha rappresentato una premessa e un punto di riferimento essenziale per giungere a questo appuntamento. Si รจ trattato di un momento di crescita nel quale abbiamo potuto condividere una riflessione su questioni centrali soprattutto nel momento in cui, come cassa di previdenza, vogliamo guardare al futuro per essere in grado di garantire la sostenibilitร della Cassa e lโadeguatezza delle prestazioniโ.
Nella sua introduzione, ilย Dottor Ugo Inzerilloย ha brevemente richiamato tema e obiettivi dellโincontro del pomeriggio:ย โQuesto workshop, come ricordato dal Presidente Garbari, nasce dal Progetto di ricerca โDemografia e crescita in Inarcassaโ, che ha giร raccolto grande interesse presso altre istituzioni. Da qui รจ nata l’idea di presentare alcuni lavori, di recente portati in convegni e seminari, e che adesso sono stati illustrati nel corso del workshop, introdotti dagli autori, nellโordine dal Dottor Brandolini e dai Professori Favero e Boeri. La transizione demografica รจ, insieme a quella climatica e della energy dependence, un tema di particolare criticitร per l’economia italiana rappresenta, forse, il fattore cruciale rispetto alla crescita futura della nostra economia. Il passaggio da elevati tassi di natalitร e mortalitร a tassi piรน bassi, con conseguente invecchiamento della popolazione, pone sfide significative per la nostra societร e il welfare. Si tratta di un fenomeno comune a tutte le maggiori economie ma, nel caso dellโItalia, la transizione demografica รจ stata molto piรน rapida di quanto non ci si aspettasse soltanto un decennio fa. La Newsletter Istat di fine marzo scorso sulla Demografia in Italia evidenzia, tra le altre cose, un nuovo minimo delle nascite nel 2025, con un tasso di feconditร che continua a ridursi e che si porta al nuovo minimo storico dellโ1,14%.ย In assenza di interventi, il regresso demografico si tradurrร in una contrazione dellโeconomia ma, come osserva il Dottor Brandolini, questo trend non รจ inevitabileโ.
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Nel corso dei lavori,ย Andrea Brandoliniย ha approfondito il rapporto tra lavoro ed evoluzione della demografia in Italia, sottolineando i rischi per lโeconomia e la societร legati al forte ridimensionamento, nei prossimi anni, della popolazione in etร lavorativa. Un dato, in particolare, racconta con grande chiarezza la realtร che si profila: nel 2050, secondo le proiezioni Istat, la percentuale di persone in etร compresa tra i 15 e i 64 anni diminuirร del 21% rispetto al 2024 (-7,8 mln, pari a 29,6 mln). Al contempo, Brandolini ha precisato come non sia inevitabile che il declino demografico porti a un regresso economico e che, a tale scopo, occorra agire su vari fattori. Uno riguarda il tasso di produttivitร degli italiani, tradizionalmente tra i piรน bassi dโEuropa: dal 2000 al 2025 lโItalia non ha sostanzialmente migliorato la propria produttivitร , rimasta invariata, mentre Francia, Germania e Regno Unito hanno fatto meglio e gli Stati Uniti hanno registrato una performance ancora piรน positiva. Sarร inoltre cruciale utilizzare al meglio le opportunitร di crescita offerte dalla rivoluzione tecnologica, in particolare dallโIA: miglioramento della produttivitร , aumento della partecipazione al mercato del lavoro di donne e giovani, mantenimento e aggiornamento delle competenze. Questo processo in costante evoluzione dovrebbe spingerci a comprendere come organizzare la societร del futuro, che sarร piรน anziana e (forse) piรน piccola.
Carlo A. Faveroย si รจ soffermato sul nesso tra dinamiche demografiche e sostenibilitร del debito pubblico. Un modello integrato elaborato dal professore della Bocconi, che lega il blocco demografico e quello macroeconomico, consente di quantificare lโimpatto dei trend demografici sul debito negli ultimi 50 anni, collegando la struttura per etร della popolazione alle tre variabili centrali della dinamica del debito: tassi di crescita dellโeconomia, tassi di interesse e saldo primario. Le simulazioni sui prossimi 50 anni, basate sulle proiezioni demografiche delle Nazioni Unite, indicano che tali trend mettono a rischio la sostenibilitร del debito in Italia, Spagna e Stati Uniti. Germania e Olanda mostrano profili piรน stabili, mentre la Francia si colloca in una posizione intermedia. Nel modello, interventi sui flussi migratori (incremento degli ingressi) possono produrre effetti piรน incisivi sulla stabilizzazione del debito rispetto al solo aumento dellโetร pensionistica.
Tito Boeri, partendo dallโavverso contesto demografico dellโItalia e dagli effetti attesi sul sistema previdenziale, ha esaminato i rischi legati allโinconsapevolezza in ambito demografico, previdenziale e finanziario. Per il professore dellโUniversitร Bocconi e della London School of Economics รจ cruciale saper comunicare efficacemente: una buona informazione sul futuro delle persone e sulla loro pensione cambia la consapevolezza previdenziale, spingendo ad agire in base alle proprie esigenze e agli obiettivi prefissati. Unโinformazione chiara, diretta e ben strutturata produce una differenza โmisurabileโ. Boeri si รจ infine soffermato sul fenomeno dellโimmigrazione, considerato un fattore cruciale in ambito demografico, lavorativo e pensionistico. A suo parere, anche in questo caso occorre evolvere dal punto di vista comunicativo, per favorire, anzichรฉ ostacolare, lโinserimento degli immigrati nel mondo delle professioni. A tale riguardo, lโex presidente dellโInps ha ricordato come lโattuale governo abbia realizzato i decreti flussi piรน importanti degli ultimi anni; proprio per questo, il fenomeno richiederebbe una comunicazione diversa da quella che si appiattisce sui concetti di restrizione e chiusura.
Alberto Oliveti, Presidente dellโEnpam e di Adepp, si รจ soffermato sul rapporto tra debito pubblico e ricchezza privata delle famiglie italiane. Questโultima sta suscitando il forte interesse di grandi gruppi finanziari per una ragione evidente, legata alle sue dimensioni: la ricchezza accumulata dalle famiglie italiane รจ oggi tre volte superiore al debito pubblico. In linea con questo dato รจ anche quello relativo allโindebitamento: gli italiani si dimostrano particolarmente โvirtuosiโ, poichรฉ il nostro Paese registra una percentuale inferiore di circa il 3% rispetto alla media dei Paesi UE.
Roma, 28 aprile 2026





