Il Mercato Unico europeo per continuare a competere nello scacchiere globale deve sapersi rinnovare, diventando non solo più forte ed efficiente, ma anche più equo e semplice per chi lo vive ogni giorno.
Con questa chiara intenzione strategica, il Parlamento europeo, il Comitato Economico e Sociale Europeo (CESE) e il Comitato delle Regioni (CdR) si sono riuniti in un evento istituzionale congiunto. L’incontro ha visto convergere a Bruxelles decisori politici, rappresentanti del mondo produttivo ed esperti della società civile con l’obiettivo di discutere come trasformare le strategie macroeconomiche in benefici reali e tangibili per la vita quotidiana di aziende e consumatori.
I lavori, moderati da Sandra Parthie, Presidente del Gruppo datori di lavoro del CESE, si sono aperti con gli interventi introduttivi di Antje Gerstein, Anna Cavazzini (Presidente della Commissione IMCO del Parlamento Europeo) ed Emma Blain. Le tre relatrici hanno tracciato il perimetro della sfida che attende l’Unione, sottolineando che il rilancio dell’economia continentale non può prescindere da una forte coesione istituzionale che parta proprio dai territori e dalle comunità locali.
Il cuore del dibattito si è sviluppato attraverso tre tavole rotonde tematiche che hanno affrontato i nodi più caldi dell’economia reale. Il primo panel è stato dedicato alla sicurezza dei prodotti e alla tutela dei consumatori, elementi cardine per mantenere alta la fiducia nei mercati, specialmente in quello digitale. Gli esperti si sono confrontati sull’impatto di nuove regole europee, come l’EU Products Act e il regolamento sulla cooperazione per la tutela dei consumatori (CPC). L’obiettivo emerso è quello di intensificare la vigilanza per garantire che i prodotti acquistati online o nei negozi fisici siano sicuri e affidabili, assicurando al contempo una concorrenza leale per i commercianti onesti.
Il secondo focus ha invece acceso i riflettori sugli appalti pubblici, analizzati non più come semplice capitolo di spesa, ma come la più potente leva politica per guidare il cambiamento ambientale. I relatori hanno discusso le strategie per ri-orientare i miliardi di euro della spesa pubblica verso l’economia circolare e la sostenibilità, supportando i traguardi fissati dal Circular Economy Act. Utilizzare il denaro pubblico per premiare le aziende che innovano nel campo del riciclo e della riduzione delle emissioni rappresenta, secondo la platea di Bruxelles, la via maestra per raggiungere la neutralità climatica senza deindustrializzare il Continente.
Infine, la terza sessione ha affrontato il tema della burocrazia e della digitalizzazione nel Mercato Unico Digitale. Il dibattito, che ha visto una forte dialettica politica tra diversi gruppi del Parlamento europeo e i rappresentanti delle sigle datoriali e sindacali, si è concentrato sulle barriere amministrative che ancora frenano le piccole e medie imprese. Semplificare le norme, digitalizzare i servizi pubblici transfrontalieri e abbattere i costi di conformità sono i requisiti fondamentali emersi per permettere alle PMI di espandersi liberamente oltre i confini nazionali e competere ad armi pari.
Le conclusioni dell’evento sono state affidate alle voci di Angelo Pagliara, membro del CESE e relatore del parere sulla strategia del Mercato Unico, e di Lorenzo Galligani, Consigliere del Comune di Pistoia e relatore per il Comitato delle Regioni. Entrambi hanno ribadito che la vera sfida per l’Europa è ora quella di passare rapidamente dalla visione all’azione. La resilienza dell’UE dipenderà dalla capacità di attuare queste riforme in modo coordinato, dimostrando che la competitività economica può e deve camminare di pari passo con la giustizia sociale e la sostenibilità ambientale.







