Nell’accogliere con favore l’ambizione della Commissione di rendere il coordinamento della sicurezza sociale più semplice, rapido e sicuro attraverso la digitalizzazione, ESIP chiede un’attuazione realistica, finanziamenti adeguati e un ruolo di primo piano per le istituzioni di previdenza sociale nella definizione dell’ESSPASS, per mettere in campo soluzioni praticabili per i cittadini, i datori di lavoro e le amministrazioni.
La Piattaforma europea per la previdenza sociale (ESIP) accoglie con favore l’
ambizione della Commissione europea di rendere il coordinamento della previdenza sociale più semplice, rapido e sicuro grazie alla digitalizzazione. Presentato nell’ambito del Pacchetto per una mobilità lavorativa equa (FLMP) il 15 settembre, il Pass europeo di previdenza sociale (ESSPASS) ha il potenziale di rendere i documenti previdenziali più facili da richiedere, rilasciare e verificare a livello transfrontaliero. Ciò potrebbe apportare vantaggi tangibili ai cittadini e ai datori di lavoro in mobilità, aiutando al contempo le amministrazioni a prevenire errori e a contrastare le frodi.
Per l’ESIP, il successo dell’ESSPASS dipenderà da come verrà progettato e attuato. In quanto istituzioni responsabili dell’attuazione del coordinamento europeo della sicurezza sociale, gli enti previdenziali obbligatori devono essere strettamente coinvolti nella definizione del quadro tecnico e devono disporre del tempo e delle risorse necessarie per adeguare i propri sistemi.
«La digitalizzazione può semplificare il coordinamento della sicurezza sociale per i cittadini, i datori di lavoro e le istituzioni in tutta Europa. Ma affinché ESSPASS mantenga le sue promesse, deve funzionare anche nella pratica. Gli enti di sicurezza sociale dispongono delle competenze necessarie per renderlo possibile e devono essere
strettamente coinvolti nella definizione della strada da seguire», ha affermato Valeria Bonavolontà, presidente dell’ESIP.
Per l’ESIP, tre condizioni saranno decisive per il successo dell’attuazione di ESSPASS.
In primo luogo, l’attuazione deve essere coerente e realistica. La revisione delle norme UE in materia di coordinamento della sicurezza sociale non è stata ancora adottata formalmente e importanti questioni relative alla loro interpretazione rimangono irrisolte. L’attuazione dell’ESSPASS deve tenere conto di questo quadro normativo in evoluzione. Secondo la proposta della Commissione, il quadro ESSPASS si applicherebbe al documento di portabilità A1 dodici mesi dopo l’entrata in vigore del regolamento e alla Tessera europea di assicurazione malattia (TEAM) due anni dopo. Tuttavia, non è stata fissata alcuna scadenza per l’adozione delle specifiche tecniche che determineranno gli obblighi concreti a carico degli enti.
Una volta che il quadro tecnico sarà in vigore, gli enti di previdenza sociale avranno bisogno di tempo sufficiente per adeguare i propri sistemi nazionali e garantire una transizione senza intoppi per i cittadini e i datori di lavoro.
In secondo luogo, la digitalizzazione deve essere adeguatamente finanziata. La Commissione stima che la riforma richiederà un investimento iniziale sostanziale, i cui costi ricadranno principalmente sulle amministrazioni pubbliche nazionali. I potenziali guadagni di efficienza a lungo termine non eliminano la necessità di un investimento sostanziale all’inizio. L’ESIP chiede quindi un adeguato finanziamento dell’UE e una tempestiva chiarezza sulle risorse a disposizione degli enti di previdenza sociale.
In terzo luogo, le competenze in materia di sicurezza sociale devono plasmare il quadro tecnico. Le istituzioni nazionali dispongono delle conoscenze pratiche necessarie per individuare i requisiti operativi e anticipare i colli di bottiglia.
Gli enti previdenziali devono pertanto svolgere un ruolo strutturato e significativo nella
definizione delle specifiche tecniche che regolano il coordinamento della sicurezza sociale. L’ESIP chiede un’attenta valutazione del quadro di governance proposto, basato su atti di esecuzione, e sostiene un approccio inclusivo che garantisca che le competenze operative si riflettano efficacemente nel processo decisionale. L’ESIP e i suoi membri sono pronti a mettere a disposizione le proprie competenze durante l’intero processo legislativo e la successiva attuazione dell’ESSPASS.
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