Gli avvocati potranno utilizzare i crediti maturati per il patrocinio a spese dello Stato e non ancora riscossi per pagare non solo imposte e tasse, ma anche i contributi previdenziali dovuti a Cassa Forense.
Fino al 31 ottobre torna attiva la procedura che consente ai professionisti di utilizzare le somme ancora da incassare per ridurre i propri debiti fiscali e contributivi.
La possibilitร di compensazione รจ accessibile anche ai professionisti in regime forfettario e a coloro che esercitano la professione in forma associata, senza distinzioni rispetto agli avvocati che lavorano in maniera individuale.
โSemplificare la vita professionale degli avvocati significa anche mettere a loro disposizione strumenti che consentano di gestire con maggiore flessibilitร gli adempimenti fiscali e previdenzialiโ, ha dichiarato Maria Annunziata, presidente di Cassa Forense. โCon la compensazione trasformiamo un credito bloccato con lo Stato in un pagamento previdenziale utile per la futura pensione. Attraverso questa iniziativa cerchiamo di contribuire ad alleggerire le difficoltร che i colleghi affrontano quotidianamenteโ.
Nella sua nota, l’Ente afferma che il risultato รจ frutto dellโimpegno di Cassa Forense, che nel 2023 ha sostenuto il percorso di modifica normativa necessario per estendere la compensazione anche ai contributi previdenziali. Un intervento che ha ampliato concretamente le possibilitร a disposizione degli avvocati nella gestione dei propri adempimenti economici e che, dallโintroduzione della misura, ha giร consentito di compensare crediti per un valore complessivo superiore a 20 milioni di euro, coinvolgendo migliaia di professionisti.





