I professionisti dopo il pensionamento lavorano per passione, per necessità economica o per mantenere un ruolo sociale attivo, in proporzioni quasi equivalenti. È uno dei risultati dell’indagine del Centro Studi AdEPP sui pensionati attivi, presentata il 20 ottobre 2026 alla riunione dei Presidenti dell’Associazione degli enti di previdenza privati.
Tra le ragioni per continuare, la passione per la professione raccoglie quasi il 30% delle risposte, le necessità economiche si avvicina al 24%, il ruolo sociale al 22%. Il primato per la passione è trainato da alcune professioni, come i medici e i dentisti (oltre il 42%), psicologi (quasi il 38%), periti agrari (34%) e per più di un avvocato su quattro. Per i dottori commercialisti, invece, la prima motivazione è il mantenimento di un ruolo sociale attivo, mentre per i farmacisti il motivo più importante è la prosecuzione dell’attività in ambito familiare. In 7 casse su 14 la necessità economica è la prima motivazione.
L’esercizio dell’attività professionale si riduce con l’età, ma il 36% lavora ancora più di 30 ore a settimana (quota che sale al 47% escludendo medici e odontoiatri). Chi ha cambiato modo di lavorare ha soprattutto ridotto l’orario (36%) o selezionato gli incarichi (29%).
Il 63% ritiene l’assegno pensionistico non adeguato ai contributi versati, mentre il 15% dichiara di non sapere su quale base sia stato calcolato. Ben il 52% conosce poco o per nulla il welfare della propria Cassa.
Interrogati su ciò che vorrebbero, oltre sei su dieci (64%) hanno indicato il sostegno alla salute come servizio da garantire sempre, il 52% ha chiesto agevolazioni fiscali, il 35% agevolazioni contributive per proseguire l’attività.
«Questi professionisti non hanno smesso di lavorare e non intendono farlo, ma chiedono di essere supportati – dichiara Alberto Oliveti, presidente dell’AdEPP –. Del resto con il loro stesso lavoro alleggeriscono la collettività dal rischio di dover provvedere a loro, in un paese come l’Italia dove saranno tantissimi a sopravvivere avendo esaurito i propri risparmi. In questo senso la richiesta di agevolazioni fiscali è un tema che porteremo all’attenzione delle istituzioni perché, ad esempio, una fiscalità di scopo potrebbe proprio essere usata per favorire il sostegno alla salute per chi continua l’attività».
Nonostante si tratti di pensionati, è ampia l’apertura all’innovazione: l’84% considera l’intelligenza artificiale complementare al proprio lavoro e solo l’1,5% la vede come sostitutiva.
Il campione ha espresso aspettative precise su come le Casse professionali potrebbero contribuire alla crescita dei giovani colleghi. I pensionati attivi auspicano che i giovani ricevano soprattutto formazione (28%), sostegno alle aggregazioni professionali (25%) e facilitazione della staffetta generazionale (22%).
«Il rapporto evidenzia un cambiamento strutturale che interpella le politiche previdenziali e del lavoro – commenta la vicepresidente vicaria AdEPP e presidente Enpab Tiziana Stallone, che ha illustrato l’indagine –. Valorizzare i pensionati attivi significa rendere la prosecuzione della professione una scelta sostenibile, con tutele adeguate, attenzione alla salute e aggiornamento professionale. Casse di previdenza e istituzioni hanno una duplice responsabilità: contrastare le fragilità economiche e i divari di genere che persistono nella pensione e favorire il trasferimento di competenze ai giovani, facendo dell’alleanza tra generazioni una leva di crescita delle professioni».
Secondo i dati del Rapporto AdEPP 2025, tra i pensionati attivi il divario di genere è più contenuto ma resta: per ogni 100 euro dichiarati da un uomo, una pensionata attiva ne dichiara in media 64, contro i 54 della media delle libere professioniste.
L’indagine Adepp si basa su un questionario, diffuso tra luglio e ottobre 2025, che ha raccolto 22.027 risposte da professionisti iscritti a 14 Casse: Enpam, Inarcassa, Cassa forense, Cassa dottori commercialisti, Cassa rgionieri, Cassa genometri, Eppi, Epap, Enpap, Enpav, Enpaf, Enpab ed Enpaia (sia gestione periti agrari sia agrotecnici).






