Il presidente della Cassa dei medici e degli odontoiatri, Alberto Oliveti, ha avvisato la sua categoria sulla tenuta dei conti previdenziali e fatto un appello alla coesione, in ossequio alle generazioni che verranno: “Oggi per la previdenza dei medici che hanno lavorato spendiamo di più di quanto incassiamo da chi lavora, e sarà così per vent’anni – ha detto il presidente dell’Enpam – Dobbiamo fare tutto il possibile affinché coloro che verranno abbiano l’interesse a stare in questo sistema”.
Oliveti lo ha detto al congresso della Fimmg, il maggior sindacato dei medici di famiglia, che si è tenuto in Sardegna dal 5 al 10 ottobre scorso.
“Il patrimonio – ha aggiunto – è un’attività strumentale che dovremo gestire con accortezza, che è consapevolezza della situazione, tempestività nell’azione, lungimiranza nella visione, ma anche capacità di fare un gioco di squadra e di garantire coesione e continuità”.
“Addirittura dal 2030 al 2040, sulla base dei calcoli attuariali, il saldo previdenziale negativo non sarà più riequilibrato dai proventi degli investimenti, ma dovremo consumare una parte del patrimonio per garantire l’equilibrio. Ma del resto – ha rassicurato il presidente dell’Enpam –, si tratterà di usare il patrimonio per lo scopo per cui è stato accumulato, cioè garantire la continuità del sistema. La situazione di partenza è quella di una Fondazione Enpam che dal 2012 ad oggi ha più che raddoppiato il patrimonio, arrivato a oltre 31 miliardi di euro, anche grazie a 9,5 miliardi di proventi del patrimonio e nonostante 2,044 miliardi di tasse pagate”.





