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Il punto sul mercato del lavoro nell’UE: pubblicato il rapporto EESO 2026 “il valore socio economico della qualità del lavoro”

E’ stato rilasciato il 14 ottobre il rapporto della Commissione sulle prospettive occupazionali e sociali in Europa EESO 2026, che si concentra sul valore socioeconomico della qualità del lavoro. Il volume sarà presentato ufficialmente dalla Vicepresidente della Commissione, Roxana Mînzatu, il 3 novembre.

L’Employment and Social Outlook raccoglie l’eredità e sostituisce la storica pubblicazione di punta della direzione generale per l’occupazione, gli affari sociali e l’inclusione (DG EMPL), nota in passato come Employment and Social Development in Europe (ESDE Report), da sempre considerata il punto di riferimento imprescindibile per governi, parti sociali, ricercatori e istituzioni in Europa, per monitorare le tendenze del mercato del lavoro e sociali.
Nonostante un quadro macroeconomico segnato da forti incertezze geopolitiche, il mercato del lavoro comunitario ha dimostrato solidità e resilienza, mantenendo l’occupazione in crescita e la disoccupazione su livelli prossimi ai minimi storici. Negli ultimi dieci anni, la qualità del lavoro in Europa è migliorata in modo netto. Come si legge nel rapporto, i dati evidenziano progressi significativi sia sul fronte delle retribuzioni e della stabilità dell’impiego sia per quanto concerne la gestione degli orari di lavoro. La tendenza è particolarmente significativa alla luce di un quadro macroeconomico segnato da forti incertezze geopolitiche. Il quadro europeo rimane disomogeneo e caratterizzato da profonde disuguaglianze settoriali e demografiche. Un elemento centrale emerso dal rapporto è il legame virtuoso che si crea tra qualità del lavoro, produttività e competitività economica. Lavori più sicuri, ambienti organizzati e retribuzioni adeguate aumentano la motivazione dei dipendenti, riducono il turnover e incentivano l’innovazione.

Notevoli differenze, tuttavia, persistono tra i vari settori e le diverse professioni. Le donne, i giovani, i lavoratori con bassi livelli di istruzione, i cittadini nati al di fuori dell’UE e i lavoratori autonomi affrontano più frequentemente problemi legati a una minore qualità dell’occupazione. Posti di lavoro sicuri e ben retribuiti (quality jobs) si concentrano prevalentemente nei settori dell’IT, della finanza, delle assicurazioni e della pubblica amministrazione. Al contrario, la qualità dell’occupazione scende drasticamente nei servizi di alloggio, ristorazione e supporto amministrativo. A subire maggiormente questa instabilità sono categorie vulnerabili quali donne, giovani, lavoratori autonomi, migranti e persone con basso livello di istruzione, oltre a figure chiave come insegnanti e operatori sociosanitari, spesso soggetti a contratti precari o orari atipici. Gli insegnanti devono affrontare livelli crescenti di lavoro temporaneo involontario, mentre gli operatori sociosanitari (OSS) devono fare i conti con contratti instabili e orari di lavoro atipici.
Sul fronte dei giovani, il rapporto evidenzia un calo significativo nelle presentazioni degli studenti nell’ultimo decennio (rilevato dai punteggi PISA in lettura e matematica). Sempre nel 2025 solo il 60,4% della popolazione europea tra i 16 e i 74 anni possedeva competenze digitali di base. In questo ambito, EESO evidenzia che i lavoratori con posti di lavoro di qualità fanno un maggiore uso degli strumenti digitali e che oltre un terzo di essi utilizza l’intelligenza artificiale.

Nel concludere la prefazione, la vicepresidente Mînzatu ha ribadito che la qualità del lavoro attira i talenti più numerosi e migliori sul mercato del lavoro, contribuendo così anche a ridurre la povertà. In sintesi, “la qualità del lavoro è fondamentale per sostenere il modello sociale europeo.” ha proseguito “Per questo motivo abbiamo posto la qualità del lavoro al centro delle nostre iniziative, tra cui il prossimo «Quality Jobs Act» (SN). La legge europea promuoverà posti di lavoro di qualità in tutti i settori e in tutte le regioni, concentrandosi su salari equi, condizioni di lavoro di qualità, competenze e opportunità di carriera, nonché sul consolidamento dei diritti dei lavoratori, rafforzando così la coesione, la resilienza e la competitività dell’Europa nell’economia globale.

Per consultare il rapporto cliccare qui

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