Si apre giovedì 15 ottobre a Bruxelles il Consiglio europeo generale, una due giorni cruciale per i capi di stato e di governo degli Stati membri. Convocato ufficialmente per fare il punto sui grandi dossier che definiscono l’agenda dell’Unione – dalla competitività economica all’energia, dal sostegno all’Ucraina alla difesa, fino alle migrazioni, all’allargamento e alla situazione in Medio Oriente – il vertice assume una fisionomia ben precisa alla luce della lettera d’invito diffusa dal presidente del Consiglio europeo, António Costa.
Analizzando le parole del presidente, emerge infatti una chiara gerarchia e una forte enfasi politica su come l’Unione debba affrontare le sfide attuali, imprimendo un’accelerazione decisiva soprattutto su alcuni specifici capitoli: quali l’energia, il prossimo quadro finanziario pluriennale 2028-2034, la difesa e sicurezza dell’UE, le politiche migratorie e l’allargamento dell’Unione.
Nella visione di Costa, il vertice deve segnare un cambio di passo netto sull’economia e sulla capacità dell’Europa di proteggere cittadini e imprese. Di fronte alle turbolenze globali e agli squilibri macroeconomici che penalizzano l’industria europea, il presidente evidenzia l’urgenza di passare dalle enunciazioni ai fatti.
Costa chiede di fornire alla Commissione orientamenti su interventi temporanei e mirati per alleviare l’impatto dei prezzi elevati dell’energia, senza tuttavia perdere di vista la strategia strutturale per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili.
Un passaggio centrale del pensiero di Costa riguarda la strategia ‘One Europe, One Market’ (2026-2027). Il presidente sottolinea con fermezza che le grandi ambizioni e le aspettative create a livello di leader devono tradursi in risultati concreti e tangibili per le aziende, le start-up e i cittadini europei, sollecitando la presidenza di turno a stringere i tempi.
Tra le priorità assolute richiamate da Costa spicca l’avvio della fase decisiva del negoziato sul prossimo bilancio a lungo termine dell’UE (MFF 2028-2034), definito dal presidente uno strumento strategico indispensabile per costruire un’Europa più prospera, competitiva e strategicamente autonoma, capace di offrire la prevedibilità e la stabilità richieste da agricoltori, ricercatori, regioni, imprese e cittadini in una situazione geopolitica fortemente imprevedibile. Il messaggio è chiaro: il vertice di ottobre non è un passaggio interlocutorio, ma deve avvicinare i ventisette paesi a un consolidamento dei blocchi chiave per un accordo definitivo entro la fine dell’anno.
Accanto alle priorità economiche e di bilancio, il pensiero di Costa assegna un peso rilevante alla tenuta geopolitica e alla sicurezza del continente. La risoluzione della guerra di aggressione russa contro l’Ucraina si conferma come priorità centrale, con un focus operativo sensibile grazie al collegamento in diretta con il presidente Zelenskyy per affrontare le necessità connesse al prossimo inverno e alla protezione delle infrastrutture critiche, oltre alla verifica dell’avanzamento della procedura di adesione all’UE e dell’apertura di nuovi cluster negoziali.
A fronte del comportamento sconsiderato della Russia e alla campagna di attacchi ibridi in Europa, Costa richiama i leader all’unità e all’accelerazione dell’agenda sulla prontezza della difesa, con l’obiettivo di colmare le lacune nelle capacità militari strategiche.
L’agenda del Consiglio europeo si completa con tre sessioni strategiche. La prima dedicata a un’analisi dei dati sull’immigrazione che mostrano una flessione costante degli arrivi irregolari grazie all’approccio globale adottato dall’UE, che non deve tuttavia far diminuire il livello di vigilanza e deve essere unita alla solidarietà nei momenti di crisi e al rafforzamento della capacità di risposta contro la strumentalizzazione dei flussi. La seconda sessione, è dedicata all’esame della comunicazione ‘Preparing for a wider Union’, con l’obiettivo politico esplicito di imprimere una spinta decisiva alla conclusione dei negoziati del trattato di adesione con il Montenegro entro la fine del 2026. Da ultimo, un focus sul Medio Oriente e alla necessità di stabilità nella regione, con particolare attenzione alla sicurezza marittima e alla libertà di navigazione, ritenute vitali per le catene di approvvigionamento globali di energia, cibo e fertilizzanti.
I lavori si apriranno giovedì 15 ottobre alle ore 10:00 e si concluderanno nel primo pomeriggio di venerdì 16.





