Mentre i capi di stato e di governo si preparano al vertice di Bruxelles del 15 e 16 ottobre, la proposta di quadro finanziario pluriennale (MFF) avanzata sabato 10 ottobre dalla presidenza irlandese incontra la ferma opposizione del Parlamento europeo, i cui rappresentanti hanno respinto il testo giudicandolo inaccettabile come base di partenza per i negoziati.
Il fronte parlamentare, guidato dai co-relatori per il bilancio Siegfried Mureșan e Carla Tavares insieme ai responsabili per le risorse proprie Danuše Nerudová e Sandra Gómez López, contesta duramente la visione miope degli Stati membri.
Il cuore della polemica risiede nei tagli profondi operati rispetto alle stime iniziali della Commissione, che rischiano di indebolire drasticamente la capacità d’azione dell’Unione in un momento storico segnato da sfide globali complesse. La proposta prevede, infatti, riduzioni significative sulla competitività e sull’azione esterna, compromettendo il sostegno alle regioni e al settore agricolo, nonché di minare i rapporti con i paesi terzi in un momento in cui si chiede all’Europa di fare di più in termini di sicurezza e autonomia strategica.
Secondo le analisi contabili presentate dagli eurodeputati, il bilancio proposto finisce per nascondere un’effettiva perdita di valore reale. Nonostante un incremento nominale apparente, gran parte delle risorse aggiuntive verrebbe infatti assorbita dai costi di rimborso del fondo NextGenerationEU e dalla necessità di compensare gli effetti dell’inflazione accumulata, determinando nei fatti una contrazione del 10% del potere d’acquisto complessivo dell’Unione rispetto al settennio precedente.
Si delinea così, secondo gli eurodeputati, una pericolosa divergenza con i bilanci nazionali, cresciuti significativamente negli ultimi anni mentre a livello comunitario si riduce la capacità di investimento dell’UE, nonostante i benefici economici complessivi dell’appartenenza all’Unione restino ampiamente superiori ai contributi versati.
A rendere lo scontro particolarmente aspro è inoltre il capitolo relativo alle entrate e alle risorse proprie. Il Parlamento lamenta la totale assenza di decisioni coraggiose da parte del Consiglio nell’introdurre nuove fonti di finanziamento innovative, come i prelievi sui servizi digitali, sul gioco online o sulle plusvalenze da cripto-attività, proposte che avrebbero consentito di alleggerire il carico sui contributi dei singoli Stati membri.
L’avvertimento lanciato da Strasburgo ai governi nazionali è dunque netto: senza progressi concreti e condivisi sul fronte delle entrate non vi sarà alcun accordo sul bilancio pluriennale. Poiché l’adozione definitiva del MFF richiederà l’unanimità degli Stati membri, ma anche il consenso formale dello stesso Parlamento europeo a maggioranza assoluta, i leader riuniti a Bruxelles dovranno necessariamente fare i conti con la posizione di un’assemblea decisa a impedire la nascita di un’Europa sottofinanziata e vulnerabile di fronte alle future crisi.





