Il Consiglio dei Ministri vara il documento di economia e finanza

539

Mentre dall’Unione Europea arriva l’allarme e Bruxelles parla di rischio contagio, Il Governo uscente ma non “sfiduciato” (come ha ricordato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano) vara il DEF, il documento di economia e finanza.  Palazzo Chigi spiega che «il provvedimento, articolato nel biennio 2013-2014, si caratterizza per la sua connotazione di straordinarietà e non comporta un allontanamento dal percorso di risanamento finanziario cui il Governo rimane fermamente impegnato».

Per il premier Mario Monti: ” il Def conferma che il risanamento è avvenuto. Le finanze pubbliche sono su un sentiero sostenibile. È centrato l’obiettivo del bilancio in pareggio in termini strutturali». Affermazioni che sembrano in contrasto con l’avvertimento che  arriva dal rapporto sugli squilibri  macroeconomici della Commissione europea pubblicato mercoledì e che  riguarda 13 Paesi. «Il potenziale contagio economico e finanziario al  resto dell’area euro resta considerevole – sostiene l’esecutivo Ue –  se le turbolenze sui mercati finanziari collegate al debito sovrano  italiano si intensificheranno di nuovo». «L’alto debito italiano, come la perdita di competitività esterna e la sottostante performance  produttiva stagnante – dice la Commissione Ue – continuano a essere il principale squilibrio  macroeconomico identificato».

Nel mirino anche le Banche, definite dalla Commissione UE “più deboli. La resistenza del settore bancario italiano si è seriamente indebolita dalla metà del 2011 – sostiene l’esecutivo  Ue – minando la capacità delle banche di sostenere l’attivitá  economica e gli aggiustamenti». Secondo quanto si legge nel rapporto, «la perdita di accesso  delle banche italiane al mercato interbancario mondiale a seguito  dell’espandersi all’Italia della crisi del debito sovrano  dell’eurozona ha accresciuto in modo significativo la dipendenza dal  rifinanziamento dell’eurosistema». La Commissione sottolinea anche come la doppia recessione in Italia «ha aumentato il rischio del credito al settore privato, appesantendo  le banche con una larga quantità di crediti in sofferenza».

Ma non tutto è ko. L’esecutivo di Bruxelles riconosce che «alcune  misure importanti sono state adottate nell’ultimo anno per affrontare  questi squilibri», ma «la loro piena attuazione resta una sfida»,  così come c’è ancora spazio per «azioni ulteriori in molte aree». In particolare, si tratta di «rafforzare la concorrenza in alcuni mercati di prodotti e servizi, sviluppare un sistema fiscale più favorevole alla crescita, decentralizzare ulteriormente il livello di trattativa salariale, migliorare il sistema scolastico e l’efficienza della pubblica amministrazione».

In allegato le slide del DEF