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Camporese ” Sul welfare siamo i primi in Europa”

“Molto รจ stato fatto per realizzare un welfare attivo integrato, siamo i primi in Europa in termini di protezione sociale a beneficio dei professionisti iscritti, tuttavia ciรฒ non puรฒ andare a detrimento dei sistemi previdenziali” denuncialo Andrea Camporese, presidente dell’Adepp, nel corso del convegno promosso a Napoli, a Castel Dell’Ovo, insieme ad EurelPro.

Un welfare sempre piรน necessario visto cheย anche il ย 2013 ha segnato un forteย calo dei redditi pe i professionisti. Infatti dai primi dati 2013ย  emergeย un calo significativo tra i geometri, notai, commercialisti, ragionieri, consulenti del lavoro, infermieri, periti industriali e giornalisti. Mente secondo alcune anticipazioni di Inarcassa e Cassa Forense aumentano gli iscritti questo perchรฉย la libera professione, in questi anni di crisi, si รจ rivelata per molti neolaureati l’unica possibilitร  per “tentare” di lavorare.

E, infatti, dal 2007 a oggi gli iscritti alle Casse private sono aumentati di 112mila unitร  (+ 14,3%). Se si entra nel dettaglio del settore, quello che registra la crescita maggiore รจ l’area giuridica (+23,6%), seguita da quella economico-sociale (+17,7%). Sotto la media invece le professioni tecniche (+ 12,6%) e sanitarie (+11,06%).

Ma altra cosa sono i redditi. Perย dare ancora qualche numero, per i giovani sotto i 40anni il reddito รจ passato da una media di 24mila euro se maschi e 21.050 euro se femmine, a rispettivamente 18.911 e 16.170 euro. Se dal dato medio passiamo alle singole categorie professionali, limitandoci agli over 40, si rileva che un calo superiore alla media interessa i notai, che hanno perso in sette anni piรน del 30% (circa 50mila euro), i geometri (- 24%, circa 6mila euro), i consulenti del lavoro (- 27%, circa 13mila euro).
Per le donne le cose vanno anche peggio. La scomposizione dei redditi per sesso fa emergere uno spaccato di un paese dove la donna viene pagata sensibilmente meno del collega maschio. Inoltre la differenza di trattamento tra i generi รจ praticamente rimasta invariata negli ultimi anni. Non si tratta di una differenza marginale e tendenzialmente in calo. Il gap nel 2007 era del 13,87% e nel 2013 รจ del 14,49% con punte massime superiori al 17% di differenza nel 2010 e nel 2011.
Se scorporiamo il dato per le singole professioni la forbice uomini-donne in molti casi si apre notevolmente. Sia dottori commercialisti che ragionieri commercialisti segnalano una disparitร  di entrate tra uomini e donne intorno al 25% per gli under 40; forbice che si allarga ulteriormente tra gli over 40 sia per i ragionieri, dove la differenza si attesta intorno al 30%, sia per i commercialisti dove supera il 45 per cento. La seconda professione, tra le otto analizzate, dove la disparitร  รจ intorno al 30% รจ quella dei periti industriali. Analoghe differenze esistono tra i notai, dove la forbice รจ del 32% a prescindere dalla fascia di etร . Una situazione meno squilibrata interessa le donne geometra (meno 20% rispetto ai colleghi maschi) e le giornaliste (- 16% tra le giovani e – 20% tra quelle con piรน di 40 anni). La professione infermieristica รจ quella dove lo stipendio non risente troppo della differenza di genere; la forbice รจ del 9% fra chi ha piรน di 40 anni.

ยซรˆ nota a tutti la disparitร  di trattamento nel mercato del lavoro – commenta Camporese – ma non immaginavo che il disequilibrio raggiungesse livelli cosรฌ alti tra i professionisti. รˆ necessaria una riflessione perchรฉ le donne sono evidentemente penalizzate – conclude – e l’azione potrebbe passare da iniziative di welfare; non dobbiamo dimenticare che le professioni sia in Italia che in Europa si stanno fortemente femminilizzandoยป.

 

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