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Irap, per la Cassazione i liberi professionisti non la devono pagare

Spetta alla Corte di Cassazione, con la sentenza n. 1662 del 2015, intervenire sullโ€™esenzione dallโ€™Irap a cui avrebbero diritto i liberi professionisti. La tassa in questione, infatti,ย  รจ dovuta solo se un soggetto contribuenteย  รจ costituito in impresa ed รจ proprio sulla definizione di tale status che si gioca lโ€™obbligo o meno di versamento. Nel caso specifico la vertenza era stata sollevata da un medico, convenzionato con il servizio sanitario nazionale, che faceva parte di unโ€™associazione professionale che metteva a disposizione attrezzature e personale.

Al soggetto in questione era stato chiesto il pagamento dellโ€™Irap, in ragione del fatto che la struttura cui aderiva era stata considerata dal fisco a tutti gli effetti alla stregua di unโ€™impresa. Ebbene, la Cassazione non solo ha dato ragione al professionista, ma ha anche dato i confini da non oltrepassare.

La Suprema Corte haย  innanzitutto rilevato che lโ€™associazione alla quale il contribuente aderiva non prevedeva sostituzione fra gli associati nellโ€™assistenza alla rispettiva clientela ed era di fatto finalizzata esclusivamente allโ€™utilizzo comune di sedi, attrezzature mediche e personale amministrativo. Dunque ogni professionista restava del tutto indipendente e autonomo nella gestione dei propri rapporti lavorativi, evidenza che non puรฒ far parlare in nessun modo quindi di impresa nellโ€™accezione legale del termine.
I giudici hanno quindiย  certificato che la situazione presa in esame rappresenta โ€œuna forma di mera condivisione di servizi (e delle relative spese) fra soggetti ognuno dei quali svolge autonomamente la propria attivitร , trattenendone interamente il relativo reddito e senza alcuna partecipazione al reddito derivante dallโ€™attivitร  degli altriโ€. Una presa di posizione sicuramente rilevante se si considera la proliferazione di forme di condivisione, come il coworking, aumentate notevolmente in questo periodo di crisi in cui molti professionisti hanno deciso di condividere appunto spazi e spese per poter risparmiare.
Per non parlare delle controversie che da anni sussistono in merito ad esempio alla corretta classificazione degli studi professionali, o di altre forme di associazione professionale. Dunque la Cassazione ha voluto mettere un punto fermo sulla questione, rimandando la corretta definizione di autonoma organizzazione di impresa che implica il pagamento dellโ€™Irap, a numerose altre sentenze che in passato sono intervenute in materia.

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