Home Tutti gli articoli Pensioni future adeguate? Si, ma per le donne…..

Pensioni future adeguate? Si, ma per le donne…..

I sistemi pensionistici europei saranno verosimilmente in grado di erogare pensioni adeguate anche alle future generazioni di pensionati solo se gli Stati membri perseguiranno politiche forti che consentano al maggior numero possibile di lavoratori di restare nel mondo del lavoro fino al raggiungimento dell’etร  pensionabile legale: รจ questa una delle principali conclusioni di una nuova relazione sull’adeguatezza delle pensioni.

Le politiche per l’occupazione dovrebbero offrire ai lavoratori piรน anziani maggiori possibilitร  di rimanere piรน a lungo sul mercato del lavoro. Tuttavia i regimi pensionistici devono anche tutelare coloro che non sono in grado di restare sul mercato del lavoro abbastanza a lungo da maturare diritti pensionistici sufficienti.

Marianne Thyssen, Commissaria per l’occupazione, gli affari sociali, le competenze e la mobilitร  dei lavoratori, durante la presentazione dello studio, ha commentato: “L’obiettivo delle ultime riforme pensionistiche รจ garantire la pensione a una platea molto piรน vasta di anziani senza con ciรฒ destabilizzare le finanze pubbliche. Questo risultato puรฒ essere raggiunto solo offrendo alla maggior parte delle persone opportunitร  sufficienti per continuare a lavorare fino al raggiungimento della normale etร  di pensionamento, che in tutta l’UE รจ destinata a salire. La nostra prioritร  deve essere investire nella salute e nelle competenze dei lavoratori in modo che possano cogliere tali opportunitร . Nel contempo c’รจ bisogno di solidarietร  verso coloro che non potranno avvalersene e che avranno forse bisogno di fare affidamento sulle prestazioni di disoccupazione o di invaliditร  prima del raggiungimento dell’etร  pensionabile.”

Secondo la relazione, se si guarda all’UE nel suo insieme, le pensioni forniscono alla maggior parte delle persone una protezione sufficiente dalla povertร  e offrono la sicurezza di un reddito adeguato per la vecchiaia. Nel complesso, gli anziani che vivono nell’Unione europea godono di un tenore di vita simile a quello delle fasce piรน giovani della popolazione. In media, nell’UE il reddito disponibile mediano delle persone di 65 anni o piรน รจ pari al 93 per cento del reddito delle persone di etร  inferiore a 65 anni. Persino durante la crisi gli anziani sono stati piรน protetti di chi appartiene ad altre fasce di etร . Ma occorre che diversi Stati membri si impegnino ancora di piรน per contrastare i rischi della povertร  e garantire la sicurezza del reddito nella vecchiaia.

In tutti gli Stati membri i livelli delle pensioni sono caratterizzati da persistenti differenze di genere: le donne sono piรน esposte alla povertร  e dispongono di pensioni inferiori a quelle degli uomini a causa di retribuzioni piรน basse e di una vita lavorativa piรน breve dovuta ai compiti di cura svolti. Le donne vivono in media piรน a lungo degli uomini; di conseguenza hanno maggiori probabilitร  di restare vedove, finendo per vivere da sole in situazioni piรน precarie. In media nell’UE le pensioni delle donne sono del 40 per cento inferiori a quelle degli uomini: tali divari di genere possono essere ridotti, ma ciรฒ richiederร  spesso sforzi strategici a lungo termine che associno, da un lato, una serie di politiche trasversali per le pari opportunitร  prima che le persone raggiungano l’etร  pensionabile e, dall’altro, modifiche dei sistemi pensionistici.

In futuro per percepire una pensione dignitosa sarร  sempre piรน importante avere una carriera lavorativa senza interruzioni con 40-45 anni di contribuzione. In alcuni Stati membri il futuro mantenimento del reddito dopo la pensione dipenderร  in misura sempre maggiore da risorse private, ossia dai regimi pensionistici professionali o dalle pensioni integrative individuali. Sul tema delle pensioni complementari รจ necessaria una stretta collaborazione tra gli Stati membri, per quanto riguarda tra l’altro i profili di disponibilitร  e copertura e l’adesione a queste forme pensionistiche. Un ruolo importante puรฒ essere svolto in questo campo dalle parti sociali, in funzione delle pratiche nazionali.

Le recenti riforme delle pensioni hanno spostato in avanti l’etร  pensionabile e limitato l’uscita anticipata dal mercato del lavoro. Il successo di queste riforme dipenderร  in larga misura dalla capacitร  dei lavoratori piรน anziani di restare nel mondo del lavoro parallelamente al progressivo innalzamento dell’etร  pensionabile. Nel 2012 solo la metร  circa dei lavoratori che รจ andata in pensione aveva raggiunto lโ€™etร  pensionabile; molti sono andati in pensione anticipata, ad esempio per motivi di salute, per disoccupazione o per dedicarsi a compiti di cura. Sarร  quindi fondamentale dotare le persone delle competenze necessarie e fornire loro l’assistenza sanitaria e sociale per preservarne l’occupabilitร  in fase di invecchiamento.

 

Previous articleDall’Umbria soldi per le innovazioni, dalle Marche voucher per assistenza tecnica
Next article12 ottobre, via al primo tavolo governativo sul monitoraggio fondi europei e per gli economisti….