32mila sono gli esodati che finalmente troveranno nel Disegno di legge targato Damiano la tutela finora negata, definita l’ottava salvaguardia. In pratica, avranno accesso a questa salvaguardia, nel caso in cui la legge venga approvata senza modifiche (l’iter è quello normale di un disegno di legge, che quindi deve essere approvato dalla Camera e dal Senato), coloro che entro il 2019 o entro tre anni dalla fine della mobilità avranno maturato i seguenti requisiti:
- 61 anni e sette mesi di età e 36 anni di contributi, oppure 62 anni e sette mesi e 35 anni di contributi: è la quota 97,6, per i lavoratori dipendenti;
- 62 anni e sette mesi e 36 anni di contributi oppure 63 anni e sette mesi e 35 anni di contributi per gli autonomi (quota 98,7);
- 40 anni di contributi a prescindere dall’età anagrafica;
- 65 anni e sette mesi di età e 20 anni di contributi: pensione di vecchiaia;
- 62 anni e quattro mesi e 20 anni di contributi per le lavoratrici del privato.
E dal Ddl del Presidente della Commissione lavoro alla Camera all’APE (anticipo pensionistico) della quale si cominciano a delineare i confini a partire dalle tanto attese ricongiunzioni che sembra saranno gratuite per tutti anche per andare in pensione anticipata. Tra le misure previdenziali sembrano certe il bonus contributivo di 4 o 6 mesi l’anno per i lavoratori “precoci”, la cancellazione delle “finestre” e degli altri vincoli normativi che ostacolano l’accesso al pensionamento anticipato ai lavoratori usuranti. E oi ci sono gli interventi per chi è già in pensione e vive con un assegno molto basso. Qui le ipotesi in campo sono due: aumentare la platea di coloro cui è riconosciuta la 14esima mensilità (oggi limitata agli assegni fino a 750 euro) o estendere la no tax area: il “trade off” verrà chiuso quando sarà chiarito su quante risorse complessive potrà contare l’intero capitolo pensioni della prossima legge di Bilancio. Misure che hanno già incassato il via libera dal presidente dell’Inps, Tito Boeri, che la vede come una forma di riconoscimento a quei lavoratori che hanno avuto traiettorie contributive molto differenziate: verrebbe cancellato il vincolo del requisito minimo in una singola gestione che oggi impedisce la ricongiunzione gratuita e verrebbe riconosciuto il calcolo complessivo anche per il ritiro anticipato e non solo per la vecchiaia.
Nel frattempo i tavoli di confronto si susseguono e lo stesso sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Tommaso Nannicini, ha annunciato la convocazione di un nuovo round politico con i segretari di Cgil, Cisl e Uil tra la fine di luglio e i primi di agosto, obiettivo arrivare preparati a settembre quando il Governo deciderà quali misure inserire nella prossima legge di Stabilità. Il confronto «sta procedendo bene» ha affermato ieri Nannicini intervenendo a un seminario sulla previdenza organizzato dalla Uil Trasporti, e l’obiettivo – ha aggiunto – resta ora quello di «trovare un quadro complessivo più o meno condiviso». D’accordo il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, che ha parlato di «spunti positivi di un confronto che è già andato oltre i titoli». Più cauta Susanna Camusso, secondo cui i confronti non possono essere «infiniti e indefiniti».




