di Simona DโAlessio
La crisi economica non ha interrotto la crescita (numerica) del lavoro professionale in Europa che, secondo lโOcse, tra il 2008 e il 2014, insieme ai servizi alle imprese, ยซha fatto registrare un aumento di occupati del 28,3%ยป. Ad aver, invece, ingranato la retromarcia, i guadagni: le entrate sono andate ยซcostantemente diminuendoยป per i giovani, quanto per i piรน anziani, mentre ยซle differenze nella capacitร di generare reddito che giร prima dellโavvio della congiuntura negativa erano presenti, sono rimaste fisseยป. ร lo scenario delineato nel rapporto che lโAdepp (Associazione degli Enti previdenziali privati) e la fondazione Eyu hanno stilato e presentato ieri a Bruxelles agli europarlamentari del gruppo S&D per riflettere sui mutamenti occupazionali ed evidenziare il supporto assistenziale delle Casse pensionistiche italiane.
A fronte di circa 1,6 milioni di persone che svolgono attivitร indipendenti (ยซla punta avanzata e qualitativa del sistema lavoro autonomo italianoยป), la platea risulta ยซschiacciata su alcuni grandi ambitiยป, ossia gli affari legali e le funzioni esercitate dalle categorie di architetti, ingegneri e medici. Tuttavia, le performance finanziarie non sono lusinghiere per nessun comparto, come riscontrato dal piรน recente dossier dellโAdepp: fra il 2007 e il 2014 i redditi dei professionisti sono calati del ยซ18,35%, per un valore medio di circa 28.000 euroยป, con esiti particolarmente nefasti per gli under 40, per le donne e per chi opera nel Meridione (si veda ItaliaOggi del 16 dicembre 2015). Cifre alla mano, come ha spiegato il presidente dellโAssociazione Alberto Oliveti, ยซle Casse di previdenza hanno adottato sistemi di welfare sussidiario che possono intervenire su richiesta del professionista per colmare deficit formativi e di aggiornamento, integrare lโassicurazione sanitaria, ampliare lโattivitร ad ulteriori settoriยป, nonchรฉ ยซfavorire la conciliazione vita-lavoro degli iscrittiยป.





