Jobs act lavoro autonomo. Ddl passa ma senza emendamenti sulle Casse

253

 

La Commissione Lavoro della Camera ha licenziato il Ddl sul lavoro autonomo. Spetterà ora all’Aula di Montecitorio approvarlo. Il testo tornerà poi al Senato, dove aveva iniziato il proprio iter legislativo, per essere approvato definitivamente.

Che cosa è cambiato durante i vari passaggi parlamentari? Analizziamo l’ultimo step. Alcuni emendamenti di interesse per le Casse presentati in Commissione Lavoro alla Camera non sono stati approvati. Quello a firma Fregolent che prevedeva il recepimento della sentenza della Corte Costituzionale n. 7 dell’11 gennaio 2017 in materia di spending review degli enti di previdenza di cui ai decreti legislativi 30 giugno 1994, n. 509, e 10 febbraio 1996, n. 103”. Anche l’emendamento Boccadutri  sull’estensione alle Casse professionali della funzione di intermediazione tra domanda ed offerta di lavoro non ha ricevuto il via libera.

L’emendamento 6.4 prima firmataria Polverini prevedeva “l’abilitazione degli Enti di previdenza di diritto privato, ad attivare altre prestazioni sociali, finanziate da apposita contribuzione, con particolare riferimento agli iscritti agli ordini e ai collegi che hanno subito una significativa riduzione del reddito professionale per ragioni non dipendenti dalla propria volontà o che siano stati colpiti da gravi patologie”. La Commissione Lavoro ha deciso di non approvarlo e di dare il proprio consenso invece ad un altro a firma Polverini, il 6.1, che prevede: “che la delega in materia di atti pubblici rimessi alle professioni organizzate in ordini e collegi sarà di iniziativa del ministero della Semplificazione, quella in materia di sicurezza e protezione sociale delle professioni ordinistiche e in materia di semplificazione della normativa sulla salute e sicurezza degli studi professionali sarà invece di iniziativa del ministero del Lavoro”.

Approvati, infine, l’emendamento 14.3 Gribaudo cheprevede l’istituzione di tavolo tecnico di confronto permanente sul lavoro autonomo presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali” e quello del Relatore “che prevede una delega per l’incremento delle prestazioni legate al versamento della contribuzione aggiuntiva per gli iscritti alla gestione separata”.

Il testo, una volta approvato dalla Camera, passerà al Senato dove, in teoria, potrebbe essere di nuovo cambiato e a quel punto tornare alla Camera, allungando però ulteriormente i tempi del via libera definitivo.

.