EPPI e il contributo integrativo. Via libera dei Ministeri

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“Negli ultimi quattro anni – commenta il Presidente Valerio Bignami – abbiamo riconosciuto ai nostri colleghi 80,6 milioni di euro, tutti provenienti dai versamenti integrativi riferiti al quadriennio 2012-2015. Siamo molto soddisfatti di poter affermare oggi che tale somma supera i 104 milioni di euro con la contribuzione del 2016”.

“A questi – prosegue il Presidente – non scordiamo di aggiungere gli oltre 9 milioni di euro derivanti dalla maggiore rivalutazione rispetto ai tassi di legge, già accreditati sui montanti”.

Ed, infatti, per il quinto anno consecutivo, l’EPPI incassa l’ok dai Ministeri Vigilanti per distribuire il contributo integrativo sui montanti degli iscritti. Grazie all’attenta gestione patrimoniale e finanziaria, l’Ente consegnerà agli iscritti oltre 23,5 milioni di euro, a beneficio di assegni pensionistici sempre più adeguati all’effettivo reddito prodotto.

Ancora semaforo verde dai Ministeri Vigilanti per l’EPPI – Ente di Previdenza dei Periti Industriali e dei Periti Industriali Laureati – per la destinazione di oltre 23,5 milioni di euro sui montanti previdenziali degli iscritti.

La delibera assunta dal Consiglio di Amministrazione dell’Ente il 4 maggio 2018, e prontamente trasmessa ai dicasteri competenti per la consueta approvazione, stabiliva infatti la distribuzione sul montante previdenziale degli iscritti dell’80% del gettito della contribuzione integrativa riferita al 2016 (quella versata dai committenti per le prestazioni dei liberi professionisti). A fine 2018, è giunta la nota ministeriale di approvazione del provvedimento, nella quale si legge che le proiezioni economiche e patrimoniali presentate hanno evidenziato “la congruità dei rendimenti finanziari a copertura degli oneri di rivalutazione e perequazione dei trattamenti pensionistici, nonché dei costi di gestione e di assistenza”.

Nota questa che giunge all’EPPI per il quinto anno consecutivo sulla stessa materia. La prima approvazione ministeriale permise, infatti, all’Ente di distribuire i contributi integrativi riferiti agli anni 2012 e 2013 sui montanti degli iscritti. La seconda invece diede il via libera per la distribuzione dell’80% della contribuzione integrativa relativa agli anni 2014 e 2015 (tale quota parte venne specificatamente richiesta dai Ministeri in via prudenziale; prudenza e cautela che l’EPPI ha voluto mantenere anche nell’ultimo deliberato trasmesso).

I professionisti iscritti all’EPPI potranno vedere aumentare il proprio “conto corrente previdenziale” del valore della contribuzione integrativa versata dai propri committenti nel 2016. Un aumento che inciderà ancori una volta positivamente sull’adeguatezza dei futuri assegni pensionistici degli iscritti.

Il beneficio sul montante previdenziale potrà essere verificato direttamente dagli interessati attraverso l’Area Riservata loro dedicata sul sito istituzionale dell’EPPI. Una soluzione pratica e concreta, che fa sintesi di azioni spesso di difficile comprensione per i non addetti ai lavori, valorizza gli obiettivi raggiunti, ma soprattutto riduce la distanza tra gli iscritti e il proprio Ente di Previdenza, fornendo un concreto esempio di come un’efficiente gestione realizzi benefici immediati e tangibili per la pensione del domani.