Home News Casse Anedda. Lotta all’evasione e la coscienza sociale

Anedda. Lotta all’evasione e la coscienza sociale

Evasione fiscale, tracciabilitร  delle operazioni finanziarie, introduzione di norme che limitino lโ€™uso del contante, di questo e molto altro parla il Presidente della Cassa dei Dottori commercialisti, Walter Anedda, nel suo intervento, che riportiamo integralmente, pubblicato su Avvenire.

โ€œรˆย stata recentemente ipotizzata la possibilitร  di introdurre norme che limitino ulteriormente lโ€™uso del contante e incentivino mezzi di pagamento elettronici.ย In tal senso, si sono previste tasse sul prelievo di contanti, crediti di imposta per chi paga determinate spese con mezzi tracciabili, deducibilitร /detraibilitร  di determinate spese subordinata al pagamento elettronico, aliquote Iva differenziate se il pagamento avvenga o meno con contante, azzeramento di commissioni bancarie per importi ridotti di pagamento e via dicendo.

Il dibattito nasce dal fatto che la tracciabilitร  delle operazioni finanziarie ostacoli lโ€™evasione fiscale e che lโ€™Italia sia uno dei Paesi in cui si registra uno dei piรน alti tassi di evasione fiscale e ricopra una delle ultime posizioni nellโ€™uso della moneta elettronica (lโ€™86% delle transazioni avviene in contanti). Pertanto, si ritiene che sviluppare lโ€™utilizzo della moneta elettronica, quale strumento di tracciabilitร  delle operazioni, riduca lโ€™evasione fiscale.

Pur condividendo lโ€™utilitร  della moneta elettronica quale strumento di contenimento della evasione, al fine di non creare illusioni comparative, pare giusto ricordare che i Paesi in cui lโ€™utilizzo del contante รจ ridotto a percentuali minime, i bassi tassi di evasione sono condizionati piรน dalla forte coscienza sociale prima ancora che dagli strumenti di pagamento utilizzati.

Deve fare riflettere il fatto che, paradossalmente, ancorchรฉ lโ€™Italia sia lo Stato con il maggior numero di POS installati, registra un rapporto operazioni effettuate/terminale che si colloca al penultimo posto della classifica UE.

Apprezzando comunque lโ€™obiettivo, le perplessitร  rimangono sugli strumenti che si vorrebbero adottare, troppo spesso ispirati da una logica coercitiva (tassa sui prelievi, sanzioni per chi non adotta il POS, aliquota maggiorata IVA sui consumi in contanti, pagamenti obbligatori vero la PA) piuttosto che da una logica incentivante. Al di lร , infatti, di alcune osservazioni immediate โ€“ tassare i prelievi dai c/c colpisce chi lecitamente detiene contanti; obbligare a dotarsi del POS non obbliga al suo utilizzo; differenti aliquote IVA comportano valutazioni di compatibilitร  con la normativa europea; lโ€™obbligatorietร  di pagamenti verso la PA, necessita che tutti i suoi uffici siano in grado di riceverli โ€“ ciรฒ che lascia perplessi รจ che si parta dal presupposto che nel nostro Paese, anzichรฉ comprendere e affrontare gli ostacoli concreti allo sviluppo della moneta elettronica (bassa digitalizzazione, ammontare delle commissioni bancarie, media anagrafica elevata, etc.), si pensi di ‘obbligare’ le persone a farne uso.

Sul punto รจ necessario un forte coinvolgimento degli attori del processo (istituti di credito ed esercenti in primis) che, opportunamente incentivati, possono trovare un interesse comune allo sviluppo delle nuove metodologie di pagamento (ad esempio, una riduzione delle commissioni bancarie puรฒ essere compensata da un aumento delle transazioni e agli esercenti potrebbe essere riconosciuto un credito di imposta in funzione dellโ€™utilizzo di carte di pagamento).

Nel caso dei cittadini, eventuali incentivi dovrebbero essere di semplice e chiaro utilizzo: si potrebbe in tal senso valutare la possibilitร  di subordinare la deducibilitร  di alcune spese al pagamento elettronico, mentre pare complicata la previsione di un credito di imposta per il consumatore.

Infine, non possiamo dimenticare che tra i maggior utilizzatori del contante ci sono le fasce piรน deboli: gli anziani (che con grande difficoltร  si dovrebbero adattare ai nuovi sistemi di pagamento) e i disagiati (per i quali la possibilitร  di possedere una carta di credito ha un limite oggettivo). Credo quindi si possa โ€“ e si debba โ€“ traghettare il Paese verso un sistema elettronico di pagamento generalizzato che ci avvicini alla media di transazioni europea, senza perรฒ cullare lโ€™illusione che il medesimo obiettivo sia raggiunto anche in tema di recupero dei tassi di evasione”.

 

Previous articleCasse ed appuntamenti. Settimana dal 1 al 6 ottobre
Next articleOccupabilitร  e FEG. I dati della Commissione europea