Negli ultimi ventotto anni, cinque tra i piรน importanti inquinanti atmosferici che mettono in discussione la qualitร dellโaria nellโUnione europea hanno subito una riduzione significativa dei livelli di emissione. E lโItalia รจ risultata tra i Paesi piรน virtuosi. Ma vediamo i dati pubblicati da Eurostat.
Secondo il Rapporto annuale Eurostat sulle performance ambientali dei Paesi dell’Unione Europea, i livelli di emissione di ossidi di zolfo (SOx), ossidi di azoto (NOx), ammoniaca (NH3), composti organici volatiliย non metanici (NMVOC) e polveri sottili (PM2.5) sono diminuite significativamente tra il 1990 e il 2017.
Gli inquinanti atmosferici sono emessi proprio dalle attivitร umane, principalmente dalla combustione di combustibili, danneggiando la salute umana e lโambiente. Tra le cinque sostante elencate prima, considerati come i piรน importanti inquinanti che mettono in discussione la qualitร dellโaria nellโUnione europea, il calo maggiore riguarda gli ossidi di zolfo (SOX), i quali sono stati ridotti del 90%. Subito dopo troviamoย tutti i composti organici volatili diversi dal metano, (NMVOC) e gli ossidi di azoto (NOx), con un decremento dellโinquinamento atmosferico del 60%.
Invece le emissioni di polveri ultrasottili (PM2,5) considerate lโinquinante di maggiore impatto nelle aree urbane, sono diminuite di quasi la metร nel 2017 rispetto al 1990. Mentre aย diminuir meno, sono state le emissioni di ammoniaca che si sono ridotte solo di un quarto col passare del tempo.
E proprio in materia di ambiente il nostro Paese ottiene la maglia rosa in energia e udite udite, sui rifiuti. La produzione di energia da fonti rinnovabili (solare, eolico, geotermico) in Italia infatti, รจ oggi (dal 2014 al 2016) sopra la media europea, mentre siamo stati sempre sotto fino al 2011. Il 17,5% del totale dell’energia prodotta รจ di origine “verde”. Un trend in crescita proprio nel fotovoltaico, e ne consegue che anche la produzione di gas serra รจ inferiore alla media, anche se rimane ancora distante dagli obiettivi europei e internazionali.
E a differenze delle criticitร locali, vedi Roma, per Eurostat il Bel Paese รจ promosso nel settore del riciclaggio e della gestione dei rifiuti speciali e urbani: dopo essere stati per anni infatti al di sotto dei valori di benchmark europei, dal 2016 abbiamo raggiunto il 45% di riciclaggio dei rifiuti urbani e oltre il 50% nei rifiuti speciali (era il 25 % nel 2007), affermandoci come uno dei paesi piรน avanzati nel campo dell’economia circolare, capace quindi di affrontare a testa alta la sfida della nuova Direttiva Europea. Dato allarmante invece sulla produzione di rifiuti totali, che in Italia continua a crescere (dai 1441 kg/procapite nel 2004 ai 1772 di oggi).
Non male il voto anche nel settore idrico (depurazione ed inquinamento dei corpi idrici), dove l’Italia ha fatto in questi ultimi anni passi da gigante, con concentrazioni di nitrati e fosfati nei corpi idrici piรน bassi della media europea.
Non va bene invece per quanto riguarda la qualitร dell’aria. Le concentrazioni di polveri sottili e particolato in Italia mostrano una situazione peggiore che nella media europea: 21 microgrammi per metro cubo, contro i 14 della media europea e un limite da raggiungere di 20 nel 2020.
Un fenomeno che se mediamente si pone al di sotto dei valori limiti (25 microgrammi per metro cubo ad oggi), esplode nelle aree urbane con valori ampiamente sopra i limiti per particolato ed ossidi di azoto, derivanti soprattutto dal traffico. La Pianura Padana rimane una delle aree europee maggiormente inquinate.
Va detto che l’inquinamento atmosferico รจ โil male maggioreโ in tutta Europa, con un effetto sanitario preoccupante visto che, dai dati pubblicati, sono 400mila le persone morte in modo prematuro in Europa a causa dell’esposizione all’inquinamento dell’aria.
Il cammino รจ quindi chiaro cosรฌ come sono evidenti, per Eurostat, gli obiettivi di politica ambientale da perseguire: ridurre le emissioni di gas serra aumentando efficienza energetica e fonti rinnovabili e riducendo i sussidi ai combustibili fossili, oltre a ridurre il traffico nelle aree urbane con progetti di mobilitร sostenibile integrati.
https://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php/Consumption_of_energy




