Pubblicata a marzo 2020 la versione finale della Tassonomia Europea sulla finanza sostenibile

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Il 9 marzo scorso è stata pubblicata la versione finale della Tassonomia europea sulla finanza sostenibile, a coronamento del percorso avviato dalla Commissione europea a maggio 2018 con la proposta di regolamento sull’istituzione di un quadro per facilitare gli investimenti sostenibili e la creazione del Gruppo Tecnico di Esperti (TEG) incaricato di predisporre una classificazione (tassonomia) per gli investimenti sostenibili nell’Unione Europea. La versione finale della Tassonomia tiene conto dell’accordo raggiunto in sede politica dai co-legislatori sul regolamento generale a dicembre 2019, con l’approvazione della Taxonomy Regulation da parte del Consiglio. Il testo concordato, pur mantenendo molti aspetti della proposta della Commissione, riconsidera in parte il campo d’applicazione, gli obblighi degli utenti, la tempistica e il quadro tecnico.

L’urgenza delle sfide ambientali da affrontare è aumentata[1] negli ultimi anni, diventando la priorità assoluta per la nuova Commissione guidata dalla Presidente, Ursula von der Leyen, che con la strategia del Green Deal intende fronteggiare l’emergenza climatica e rendere l’Europa il primo continente a “zero emissioni” entro il 2050.

In linea con il Piano d’azione dell’UE per il finanziamento della crescita sostenibile, la finanza giocherà un ruolo chiave per consentire la transizione in Europa e a livello internazionale. Nonostante lo sviluppo di un’economia a basse emissioni di carbonio sia essenziale, infatti, l’obiettivo più importante delle politiche europee nell’ottica della neo-pubblicata tassonomia è di finanziare con equità la conversione delle attività esistenti in modelli di business sostenibili.

In occasione dello short seminarInvestimenti e impatto del bilancio Ue” tenutosi a Bruxelles a novembre 2019, organizzato da Adepp e presieduto dal Presidente Oliveti, i relatori della Commissione Europea (DG ECFIN) hanno esposto ai Presidenti delle Casse presenti le opportunità offerte dagli strumenti finanziari della nuova Programmazione 2014-2020 dal punto di vista sia dei programmi a gestione diretta dell’UE (InvestEU), con particolare attenzione agli investimenti sostenibili, sia del bilancio dell’Unione e allocazioni finanziarie tra i vari obiettivi di policy.

Accompagnano la proposta definitiva di Tassonomia della Commissione, i criteri tecnici della medesima, e le linee guida per l’uso della tassonomia e dello standard “Green Bond UE”.

La tassonomia UE si propone come lo strumento pratico di classificazione degli investimenti ad uso di gestori e investitori per valutare il proprio portafoglio di attività dal punto di vista della sostenibilità ambientale.

Da marzo a maggio 2020 sarà aperta una consultazione pubblica sulla rinnovata strategia di finanza sostenibile e, in base ai risultati ottenuti da questa, la Commissione Europea esplorerà la possibilità per sviluppare un’iniziativa legislativa per la creazione di uno Standard Green Bond dell’UE.

 

La tassonomia degli investimenti sostenibili

Il rapporto finale sulla tassonomia dell’UE, del TEG, contiene raccomandazioni sulla struttura generale della tassonomia dell’UE, nonché le linee guida di attuazione della stessa. Il rapporto è inoltre completato da un allegato tecnico contenente:

  • Un aggiornamento dei criteri tecnici di screening per 70 attività di mitigazione del cambiamento climatico e 68 attività di adattamento al cambiamento climatico, compresi i criteri per identificare le azioni che non arrecano danni significativi ad altri obiettivi ambientali.
  • Una sezione metodologica aggiornata a supporto delle raccomandazioni sui criteri tecnici di screening.

Il Regolamento sulla tassonomia introduce un nuovo obbligo di informativa per le società già tenute a fornire un bilancio non finanziario ai sensi della Direttiva sull’informazione non finanziaria. Tutte le società interessate dovranno infatti includere una descrizione di come, e in che misura, le loro attività rispettano le definizioni della tassonomia.

Quest’ultimo report è stato costruito sul lavoro pubblicato nel giugno 2019 e sul rapporto di feedback pubblicato nel dicembre 2008. Il TEG rimarrà in carica fino al 30 settembre 2020 per consentire la conclusione dei lavori prima dell’istituzione della piattaforma sulla finanza sostenibile.

L’ulteriore sviluppo della tassonomia dell’UE avverrà, infatti, attraverso una nuova piattaforma sulla finanza sostenibile, che dovrebbe essere operativa entro l’autunno 2020. Le prime relazioni aziendali e le prime informative per gli investitori che utilizzano la tassonomia dell’UE sono previste per l’inizio del 2022.

In estrema sintesi:

  • La tassonomia amplia l’universo degli investimenti in quanto include attività della transizione verso un’Europa a zero emissioni;
  • Le maggiori opportunità della tassonomia UE sulla finanza sostenibile risiedono nei prodotti legati al debito e ai prestiti, che consentono di delimitare le caratteristiche di finanziamenti come le obbligazioni verdi, i prestiti o i mutui ipotecari;
  • La tassonomia sarà la base per il prossimo Ecolabel, il Green Bond Standard dell’UE e per gli standard a livello nazionale fissati sugli investimenti verdi;
  • La tassonomia è uno strumento in divenire, soggetto a continui miglioramenti.

Lo standard Europeo dei Green Bond:

Sulla base delle raccomandazioni del rapporto di giugno 2019, il TEG ha pubblicato la Guida all’utilizzo dello Standard Green Bond dell’UE. Il documento offre agli attori del mercato un contributo circa l’utilizzo dello standard proposto e sull’impostazione di uno schema di registrazione basato sul mercato per gli auditors esterni.

Lo scopo del nuovo schema è indirizzare tramite i green bond, i flussi finanziari verso investimenti ed attività “green”. Si è cercato inoltre di arginare il più possibile il fenomeno del “green washing[2], in modo che la nomenclatura “green bond” possa essere utilizzata legalmente solamente per definire strumenti finanziari che effettivamente contribuiscono agli obiettivi ambientali comunitari.

In conclusione, lo standard europeo sui Green Bond aumentare la trasparenza, la comparabilità, la responsabilità e la credibilità associate ai Green Bond tramite una guida alle migliori pratiche per l’emissione e l’uso delle obbligazioni verdi.

 

Link:

 

 

[1] Nel suo 15° Rapporto sui rischi globali pubblicato nel gennaio 2020, il World Economic Forum (WEF) ha rilevato che, per la prima volta nella storia del rapporto, tutti i “principali rischi a lungo termine per probabilità” sono ambientali, e il cambiamento climatico è considerato la più grande minaccia globale

[2] Il green washing è il processo tramite cui un’impresa/emittente non particolarmente virtuoso dal punto di vista ambientale, fornisce informazioni fuorvianti pubblicizzando i propri prodotti come più sostenibili rispetto alla concorrenza.

Articolo a cura di CBE