Nell’ambito del processo del Semestre europeo 2026, il Consiglio ha adottato le raccomandazioni sulle politiche economiche, sociali, occupazionali, strutturali e di bilancio di ciascuno Stato membro. Quest’anno le raccomandazioni specifiche per paese mettono un accento particolare su competitività, sicurezza energetica, sicurezza economica, difesa ed equità sociale. In questo contesto, gli Stati membri sono incoraggiati ad avanzare nelle priorità chiave a supporto della competitività, ad assicurare una rapida attuazione dei fondi di coesione e a proseguire con le riforme e gli investimenti sostenuti nell’ambito del dispositivo per la ripresa e la resilienza. Sul fronte di bilancio, le indicazioni si concentrano sui percorsi volti al raggiungimento o al mantenimento di finanze pubbliche sane e su un’attuazione prudente delle misure energetiche, nel rispetto delle regole di governance economica dell’UE.
Parallelamente, il Consiglio ha approvato le conclusioni sui riesami approfonditi del 2026 condotti nell’ambito della procedura per gli squilibri macroeconomici (Macroeconomics imbalances procedure).
Introdotto nel 2011, il semestre europeo consente agli Stati membri di coordinare le proprie politiche economiche nel corso dell’anno per affrontare collettivamente le sfide dell’Unione. Sulla base delle proposte della Commissione, il Consiglio definisce le raccomandazioni finali guidando i paesi verso il rafforzamento della crescita e dell’occupazione nel rispetto della sostenibilità di bilancio.
Nel contesto di questo orientamento europeo, la situazione dell’Italia rimane caratterizzata da vulnerabilità macroeconomiche rilevanti, legate in particolare all’elevato debito pubblico e alla debole crescita della produttività. Nonostante i miglioramenti nel mercato del lavoro e la solidità del settore bancario, il debito in rapporto al PIL è tornato a salire nel 2024-2025 fino al 137,1% e si prevede continui a aumentare nel 2026 e 2027, appesantito anche dall’impatto differito dei bonus edilizi. Per affrontare queste criticità e allinearsi con le priorità stabilite a livello dell’Unione, le 6 raccomandazioni specifiche destinate all’Italia (CSR) si articolano nei seguenti ambiti d’intervento prioritari.
CSR 1. Politiche di bilancio, fiscalità, demografia e pensioni. L’Italia è tenuta a rispettare il percorso correttivo della spesa netta raccomandato dal Consiglio, garantendo una maggiore efficienza della spesa pubblica attraverso l’attuazione rigorosa dei piani di valutazione della spesa. Sul fronte fiscale, la priorità risiede nello spostamento del carico fiscale dal lavoro verso fonti meno penalizzanti per la crescita, accompagnato da una continua lotta all’evasione e dalla riduzione delle spese fiscali inefficienti, inclusi i sussidi ambientalmente dannosi. In linea con gli impegni del Piano strutturale fiscale e di bilancio di medio termine, viene richiesto l’aggiornamento dei valori catastali e una revisione complessiva delle politiche abitative per affrontare i problemi di accessibilità economica degli alloggi. Infine, gli interventi adottati per mitigare l’impatto del caro-energia dovranno rimanere temporanei e strettamente mirati a proteggere le famiglie vulnerabili e le imprese energivore.
Il progressivo invecchiamento della popolazione e il basso tasso di fecondità continuano a pesare sulla forza lavoro e sulla sostenibilità della spesa pensionistica. Per mitigare questi effetti occorre incentivare la partecipazione dei lavoratori anziani, favorire l’ingresso di giovani e donne e promuovere la previdenza complementare.
CSR 2. PNRR e Fondi di Coesione. Il Paese è invitato a garantire la continuità delle riforme e degli investimenti attuati nell’ambito del PNRR. Al contempo l’Italia è tenuta ad accelerare l’attuazione dei programmi della politica di coesione, sfruttando la riallocazione verso priorità strategiche e le flessibilità concordate nel riesame di metà periodo (programmazione 2021-2027).
CSR 3. Ricerca, mercati dei capitali e strategia industriale. L’Italia dovrebbe sostenere la Ricerca e innovazione rafforzando gli appalti precommerciali/innovativi (innovation procurement), migliorando la commercializzazione della ricerca da parte delle università e valorizzando le carriere dei ricercatori. Al fine di favorire la crescita delle imprese e dei mercati finanziari è necessario promuovere la mobilitazione del risparmio, l’espansione dei mercati dei capitali e l’aggregazione/crescita delle imprese. Favorire il ruolo degli investitori istituzionali e societari nel venture capital e nel private equity, facilitando nuove quotazioni in borsa ed emissioni di obbligazioni societarie. Infine, il paese è chiamato ad attuare una strategia industriale mirata a ridurre le disparità territoriali, razionalizzando le misure esistenti e tenendo conto dei progetti infrastrutturali chiave.
CSR 4. Pubblica amministrazione, giustizia e concorrenza. Devono migliorare l’efficacia e la capacità amministrativa della PA, in particolare a livello locale e nelle regioni del Mezzogiorno. Nel settore della giustizia è necessario ridurre i tempi di definizione dei procedimenti giudiziari (disposition time) e la numerosità dell’arretrato. Infine, vanno rimosse le restrizioni alla concorrenza ancora presenti (compresi i settori dei trasporti e dell’energia elettrica) e superare le barriere residue alla libera circolazione delle merci e dei servizi.
CSR 5. Transizione energetica, rischi climatici e risorse idriche/rifiuti. Per ridurre i costi dell’energia e raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione è urgente accelerare la diffusione delle fonti rinnovabili e dei sistemi di stoccaggio, garantendo la piena attuazione delle riforme sulle autorizzazioni anche a livello regionale e potenziando le infrastrutture di rete. Parallelamente, l’esposizione dell’Italia ai rischi idrogeologici e climatici richiede un piano consolidato per gli investimenti di adattamento, un maggiore coordinamento istituzionale, l’adozione di soluzioni basate sulla natura e la diffusione di coperture assicurative adeguate. Infine, resta prioritario colmare le carenze infrastrutturali nella gestione delle risorse idriche e dei rifiuti, in particolare nel Sud del Paese.
- Lavoro, competenze, istruzione, sanità e protezione sociale. Il Paese è invitato a promuovere la qualità del lavoro riducendo ulteriormente la segmentazione del mercato del lavoro, sostenendo una contrattazione collettiva efficace e salari adeguati, proseguendo l’azione di contrasto al lavoro sommerso. Per favorire l’occupazione (soprattutto femminile e giovanile) devono essere migliorate le politiche attive del lavoro nonché garantito l’accesso a servizi di cura di qualità ed economicamente accessibili. L’Italia deve promuovere l’istruzione professionale e la formazione continua degli adulti; migliorare i risultati scolastici nelle competenze di base e aumentare la pertinenza dell’istruzione terziaria rispetto al mercato del lavoro. Infine, deve essere garantito un accesso tempestivo ed equo alle cure sanitarie pubbliche, affrontando le liste d’attesa e la carenza di personale nelle professioni sanitarie chiave. E’ richiesto di migliorare la copertura e l’adeguatezza della protezione sociale e l’accesso ai servizi sociali per le persone vulnerabili e i bambini, nel rispetto del mantenimento della sostenibilità di bilancio.
Per consultare le raccomandazioni specifiche paese 2026 cliccare qui





