Competitività europea e futuro della politica di coesione dopo il 2027 al centro della riunione informale dei ministri responsabili della coesione, ospitata il 14 e 15 settembre a Dublino dalla Presidenza irlandese del Consiglio dell’UE. Il confronto ha guardato al nuovo periodo di programmazione 2028-2035 e al ruolo dei futuri Piani di partenariato nazionali e regionali.
Il futuro della politica di coesione europea e il suo contributo alla competitività dell’Unione sono stati al centro della riunione informale dei ministri responsabili della politica di coesione (GAC Coesione), organizzata il 14 e 15 settembre a Dublino nell’ambito della Presidenza irlandese del Consiglio dell’UE. L’incontro, ospitato al Dublin Castle, è stato presieduto dal ministro irlandese per la Spesa pubblica, le Infrastrutture, la Riforma del servizio pubblico e la Digitalizzazione, Jack Chambers. (Presidenza Irlandese UE 2026)
La riunione si inserisce in una fase particolarmente importante per il futuro delle politiche di investimento europee. La Presidenza irlandese ha infatti individuato due temi principali per il confronto: il ruolo della politica di coesione nel rafforzamento della competitività europea e il passaggio verso la politica di coesione del periodo 2028-2035, che nelle proposte in discussione dovrebbe essere maggiormente orientata ai risultati e attuata attraverso i Piani di partenariato nazionali e regionali.
Coesione e competitività: come conciliare i due obiettivi
Il confronto è partito dalla funzione tradizionale della politica di coesione: ridurre le disparità economiche, sociali e territoriali tra le regioni dell’Unione. Attraverso strumenti quali il Fondo europeo di sviluppo regionale, il Fondo di coesione, il Fondo per una transizione giusta e il Fondo sociale europeo Plus, la politica di coesione rappresenta una delle principali leve di investimento dell’UE.
Nel periodo di programmazione 2021-2027, secondo il documento predisposto dalla Presidenza irlandese, la politica di coesione rappresenta oltre un terzo del bilancio dell’Unione. La Presidenza indica per il futuro un ruolo rilevante degli investimenti in competenze, innovazione, sviluppo della forza lavoro e servizi pubblici, considerati essenziali per sostenere produttività e resilienza economica durante le transizioni digitale, verde, demografica e tecnologica.
La questione posta ai ministri è quindi come utilizzare la politica di coesione come motore della competitività europea di lungo periodo senza indebolirne la missione originaria di riduzione delle disparità regionali. Parallelamente, i ministri sono stati chiamati a discutere come creare un collegamento più stretto tra gli investimenti per la competitività e quelli destinati allo sviluppo economico e sociale, all’occupazione, alla formazione, alla riqualificazione professionale e all’inclusione nel mercato del lavoro.
La Presidenza irlandese ha ribadito questa impostazione in occasione dell’incontro, ricordando che la politica di coesione deve continuare a contribuire alla competitività europea mantenendo al centro la riduzione delle disparità territoriali. Nel bilancio 2021-2027, i fondi di coesione ammontano complessivamente a circa 392 miliardi di euro. (Presidenza Irlandese UE 2026)
Verso la politica di coesione 2028-2035
Il secondo grande tema riguarda l’architettura della politica di coesione nel prossimo ciclo di programmazione. Il confronto di Dublino guarda infatti all’attuazione della politica attraverso i futuri Piani di partenariato nazionali e regionali e a un modello maggiormente basato sulle performance.
La questione assume particolare rilevanza nel più ampio negoziato sul futuro Quadro finanziario pluriennale (MFF). La Presidenza irlandese considera, infatti, il raggiungimento di un accordo sul bilancio UE 2028-2034 una delle proprie priorità generali e intende portare avanti il negoziato preservando il sostegno a politiche centrali dell’Unione, tra cui proprio la coesione. (Presidenza Irlandese UE 2026)
La riunione informale non è chiamata a adottare atti legislativi, ma costituisce uno spazio di confronto politico tra gli Stati membri sul futuro disegno, finanziamento e funzionamento della politica di coesione. Secondo la Presidenza irlandese, l’obiettivo è favorire una riflessione strategica, individuare priorità comuni e contribuire alla costruzione del consenso in vista del nuovo periodo di programmazione. (Presidenza Irlandese UE 2026)
Nel corso dei lavori è intervenuto anche Tony Murphy, presidente della Corte dei conti europea, chiamato a presentare opportunità e criticità connesse alle proposte della Commissione per il futuro della politica di coesione. Il confronto ha riguardato in particolare l’evoluzione verso un modello di attuazione più strategico, flessibile e orientato ai risultati. (Presidenza Irlandese UE 2026)
Alla riunione ha partecipato inoltre il vicepresidente esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto, insieme ai ministri e ai rappresentanti degli Stati membri. (Presidenza Irlandese UE 2026)
Il programma del 15 settembre ha previsto due sessioni di lavoro dedicate al tema del contributo della politica di coesione al rafforzamento della competitività dell’UE ( “Cohesion Strengthening Europe’s Competitiveness”) e alle opportunità, alle sfide e alle garanzie legate alla politica di coesione. I lavori si sono conclusi con una conferenza stampa a Dublin Castle.
Il confronto di Dublino si colloca nel dibattito più ampio sul futuro della politica di coesione, da un lato, per preservarne la funzione di strumento europeo per ridurre i divari tra territori; dall’altro, per definire come gli investimenti possano contribuire maggiormente alle nuove priorità dell’Unione, dalla competitività alle competenze, dall’innovazione alla resilienza economica e sociale. Un equilibrio destinato a essere uno dei temi centrali del negoziato sul prossimo bilancio pluriennale europeo.
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