Nel discorso sullo Stato dell’Unione pronunciato il 16 settembre a Strasburgo, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha delineato le priorità per la nuova fase dell’agenda UE. Accanto a competitività e autonomia economica, emerge una forte dimensione sociale: accesso alla casa, qualità del lavoro, competenze, assistenza e tenuta del modello sociale europeo. Sul fronte degli investimenti, la Commissione punta a mobilitare maggiormente il risparmio privato, ridurre la frammentazione finanziaria e rafforzare la capacità delle imprese europee di crescere.
Nel suo discorso sullo Stato dell’Unione 2026, pronunciato il 16 settembre davanti al Parlamento europeo a Strasburgo, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha collocato competitività e protezione sociale all’interno di una stessa strategia. Il punto di partenza è un’Europa che, nelle parole della presidente, deve rafforzare la propria indipendenza economica e capacità di investimento senza rinunciare al proprio modello sociale. La Commissione presenta annualmente il discorso sullo Stato dell’Unione come il momento in cui vengono indicate le principali priorità e iniziative per l’anno successivo.
Il quadro economico descritto da von der Leyen combina alcuni elementi positivi, a partire da livelli di disoccupazione definiti ai minimi storici, con pressioni persistenti sul costo della vita, dell’energia e degli alloggi. In questo contesto, la presidente ha indicato la necessità di compiere scelte di bilancio capaci di garantire la sostenibilità delle finanze pubbliche senza sacrificare gli investimenti, definendo il rilancio dell’economia europea come una priorità.
Investimenti: mobilitare il risparmio europeo per finanziare la crescita
Uno dei passaggi centrali del discorso riguarda la capacità dell’Europa di finanziare i propri investimenti. Secondo von der Leyen, l’UE dispone di un grande mercato, industrie e servizi avanzati, importanti riserve di risparmio e una valuta internazionale, ma continua a soffrire della frammentazione dei capitali, delle reti e del potere d’acquisto. L’obiettivo indicato è quindi creare un’economia nella quale le imprese possano crescere su scala europea e nella quale il risparmio disponibile venga maggiormente indirizzato verso gli investimenti.
In questa prospettiva assume un ruolo centrale l’Unione del risparmio e degli investimenti (SIU) indicata dalla Presidente come uno degli strumenti per creare condizioni più favorevoli all’accesso ai capitali e alla crescita delle imprese. Poiché l’integrazione dei mercati dei capitali richiede tempo, la Commissione intende intervenire anche sul sistema bancario, con un nuovo pacchetto orientato alla semplificazione e alla riduzione della frammentazione, con l’obiettivo dichiarato di favorire una maggiore capacità e propensione al rischio nel finanziamento dell’economia. A questo si affianca la volontà di accelerare gli investimenti strategici attraverso procedure più rapide. Autorizzazioni, connessioni alle reti e decisioni di finanziamento possono incidere direttamente sulla localizzazione degli investimenti e sulla creazione di posti di lavoro: la Commissione annuncia quindi ulteriori proposte per velocizzare le autorizzazioni e ridurre gli oneri amministrativi per imprese e PMI. Secondo quanto riportato nel discorso, le dodici proposte “omnibus” già presentate dovrebbero ridurre di circa 17 miliardi di euro l’anno i costi legati agli oneri amministrativi.
Particolare attenzione viene riservata alle imprese innovative. La Commissione intende sviluppare nuove modalità di utilizzo congiunto dei fondi pubblici e privati per sostenere start-up e imprese europee ad alto potenziale, mentre il fondo Scaleup Europe viene indicato come uno degli strumenti già avviati per accompagnare la crescita delle imprese tecnologiche. La questione riguarda anche il futuro bilancio europeo. Von der Leyen ha affermato che un bilancio dell’Unione adeguato alle nuove priorità richiede nuove risorse proprie, collegando così il dibattito sul finanziamento dell’UE alla capacità di sostenere investimenti, innovazione e autonomia economica.
Housing: l’accesso alla casa entra nell’agenda sociale europea
Tra i temi sociali, quello dell’abitazione assume nel discorso un rilievo particolare. Von der Leyen inserisce esplicitamente l’aumento del costo degli alloggi tra le difficoltà che incidono sulla vita quotidiana delle famiglie europee. La presidente ha richiamato la recente proposta del primo quadro legislativo europeo dedicato agli alloggi, finalizzato ad affrontare in particolare gli effetti degli affitti di breve durata e della speculazione immobiliare nelle aree sottoposte a maggiore pressione abitativa. Il tema viene collegato a un principio più ampio: consentire alle persone di continuare a vivere nel proprio territorio e considerare l’accesso all’abitazione come parte della dimensione sociale europea. Il riferimento è all’Affordable Housing Act, presentato dalla Commissione nei giorni precedenti al discorso, che istituisce un quadro europeo comune entro il quale le autorità nazionali e locali possono intervenire nelle zone sottoposte a particolare pressione abitativa. La Commissione lo presenta come uno strumento a sostegno di Stati membri e città nell’affrontare i problemi di accessibilità economica e disponibilità degli alloggi. Il messaggio del discorso è dunque più ampio della singola iniziativa legislativa: la politica abitativa viene collegata alla coesione territoriale e alla capacità delle persone di rimanere nelle proprie regioni, evitando che costo della casa, mancanza di servizi e insufficienza delle opportunità economiche diventino fattori di espulsione dai territori. La Commissione annuncia infatti investimenti nelle regioni per sostenere quello che von der Leyen definisce il “diritto di rimanervi”.
Competenze e lavoro: preparare la transizione legata all’IA
Altro asse rilevante è quello delle competenze, strettamente collegato alla trasformazione del mercato del lavoro provocata dall’intelligenza artificiale. La Commissione riconosce che l’impatto dell’IA non sarà uniforme tra competenze, generazioni e territori e richiama in particolare le difficoltà incontrate dai giovani nell’ingresso nel mercato del lavoro. La risposta delineata punta a collegare istruzione, formazione e occupazione: secondo von der Leyen, l’intelligenza artificiale dovrebbe essere utilizzata per favorire l’acquisizione di nuove competenze, migliorare la qualità dei posti di lavoro e ampliare le opportunità dei lavoratori, anziché limitarsi alla sostituzione delle mansioni esistenti. Su questo fronte la presidente ha annunciato la presentazione, entro la fine del 2026, di un atto legislativo sui posti di lavoro di qualità (Quality Jobs Act). La questione delle competenze assume inoltre una dimensione esterna. Nel quadro della politica mediterranea, von der Leyen ha annunciato una nuova iniziativa dedicata alle competenze e all’occupazione dei giovani del Mediterraneo, basata sulla creazione di opportunità attraverso posti di lavoro, formazione e apprendistati. Si delinea così un legame tra competitività e politica sociale: gli investimenti nelle tecnologie e nell’innovazione vengono accompagnati dalla necessità di investire nel capitale umano e di evitare che la trasformazione tecnologica aumenti le disparità tra generazioni, lavoratori e territori.
Sicurezza sociale: un nuovo Patto europeo per l’assistenza
Nel 2027 ricorrerà il decimo anniversario del Pilastro europeo dei diritti sociali e von der Leyen ha utilizzato il discorso per anticipare un nuovo impulso alla sua attuazione. Al centro compare il futuro Patto europeo per l’assistenza, pensato per rispondere alle conseguenze dei cambiamenti demografici. Il passaggio è particolarmente significativo perché mette in relazione tre elementi: territorio, assistenza e abitazione. La presidente li presenta come componenti della dimensione dei diritti sociali, sostenendo che la possibilità di rimanere nella propria regione, ricevere assistenza e disporre di un’abitazione non debbano essere considerate privilegi. La Commissione intende inoltre rilanciare politicamente il Pilastro europeo dei diritti sociali attraverso un vertice organizzato insieme al presidente del Consiglio europeo António Costa, in vista del suo decennale. Nel discorso, il rafforzamento della dimensione sociale viene così presentato non come un capitolo separato dalla competitività, ma come una delle condizioni della trasformazione economica europea, assieme all’analisi delle conseguenze dell’invecchiamento e dei cambiamenti demografici che vede nel futuro Patto europeo per l’assistenza e nel rilancio del Pilastro europeo dei diritti sociali importanti interventi.
Competitività e modello sociale, i due pilastri della nuova fase
Nel complesso, dal discorso emerge una strategia che prova a tenere insieme due esigenze: da un lato, aumentare la capacità dell’Europa di investire, innovare e competere; dall’altro, assicurare che le trasformazioni economiche e tecnologiche non compromettano la coesione sociale. Sul versante economico, la Commissione punta sull’Unione del risparmio e degli investimenti, su mercati finanziari meno frammentati, su un sistema bancario maggiormente orientato alla crescita, sulla combinazione di capitale pubblico e privato e sulla semplificazione delle procedure. Sul versante sociale, l’attenzione si concentra sull’accesso alla casa, sulle competenze necessarie per affrontare la trasformazione del lavoro, sulla qualità dell’occupazione, sull’assistenza e sul rilancio del Pilastro europeo dei diritti sociali. La connessione tra i due piani è uno dei passaggi più rilevanti del discorso: gli investimenti non vengono presentati soltanto come uno strumento per aumentare la competitività delle imprese, ma anche come leva per sostenere territori, occupazione e capacità dell’Europa di preservare il proprio modello sociale. È in questa cornice che si collocano gli annunci sull’housing, sul Patto europeo per l’assistenza e sul futuro atto sui posti di lavoro di qualità, insieme agli interventi per mobilitare maggiormente risparmio e capitali verso gli investimenti produttivi. Il filo conduttore è quindi quello di una competitività con una dimensione sociale, nella quale la capacità dell’Unione di finanziare la propria trasformazione economica viene affiancata dall’obiettivo di mantenere accessibili casa, lavoro, competenze e assistenza. Una direzione che dovrà ora tradursi nelle iniziative legislative e finanziarie annunciate dalla Commissione e nel confronto con Parlamento europeo e Stati membri.
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