EPPI. Avanzo di 39 milioni e patrimonio oltre il miliardo

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La Cassa di previdenza dei professionisti periti industriali presieduta da Valerio Bignami ha approvato il Bilancio consuntivo portando a casa un risultato con il segno +.

I numeri raccontano una gestione economico-finanziaria dai positivi risultati su tutti i fronti, a partire dall’avanzo economico che si attesta sui 39 milioni di euro, facendo salire il patrimonio netto oltre la soglia del miliardo di euro, in aumento del 7% rispetto al 2018. Anche gli investimenti, al valore di mercato, crescono del 12%, superando il miliardo e 400 milioni di euro, e registrando una redditività lorda pari al 2,90%. Numeri in crescita ancor più valorizzati da una efficiente gestione amministrativa, che vede una riduzione dei costi del 6% rispetto al 2018.

Crescita stabile e sostenibilità di lungo periodo sono dunque le principali caratteristiche che mettono in sicurezza per il 2019 il futuro previdenziale degli iscritti, grazie anche a una riserva straordinaria di oltre 282 milioni di euro, che vale circa 21 mila euro pro-capite.

Una solidità economico-finanziaria che permette all’Ente di perseguire con efficacia la continua ricerca di soluzioni previdenziali ed assistenziali a beneficio degli iscritti. Sul fronte previdenziale infatti, nel 2019 i professionisti periti industriali si sono visti aumentare i propri montanti per circa 27 milioni di euro, effetto di deliberazioni che hanno dato il via libera alla maggiore rivalutazione e alla distribuzione della contribuzione integrativa sul conto corrente previdenziale di ciascun professionista.

Accanto a questi provvedimenti, sul fronte dell’assistenza e delle tutele assicurative di tipo collettivo sono stati impegnati circa 2,2 milioni di euro, con un contributo assistenziale medio pro-capite di circa 2.600 euro.

I dati riguardanti l’attività professionale degli iscritti sono altrettanto confortanti: in media, il reddito dichiarato dagli iscritti nel 2018 vede un aumento del 4% rispetto al 2017, con un dato assoluto pari a 34.612 euro; ugualmente il volume d’affari medio ottenuto nel 2018 sale a 50.307 euro. Incassi che hanno permesso un miglioramento del flusso della contribuzione in entrata per la Cassa, salita di quasi il 5% rispetto al 2017, anche per effetto della riforma previdenziale avviata nel 2012 e che nel 2019 ha portato stabilmente l’aliquota contributiva obbligatoria al 18% delle entrate nette dichiarate.

A compendio, il dato sulla platea vede una leggera flessione negativa, pari al 2%, attestando sui 13.479 gli iscritti all’Ente, a cui si sommano 4.857 beneficari di assegno pensionistico.

Un quadro quindi decisamete positivo nel complesso, ma da monitorare tenuto conto dell’emergenza sanitaria che ha caratterizzato il 2020. I rischi che in questo senso la Cassa già da oggi dichiara e con responsabilità e prudenza attenziona sono: l’andamento negativo e volatile dei mercati finanziari, ritenuto tuttavia contingente e attutito da una importante gestione della liquidità; e la probabile contrazione del volume d’affari degli iscritti, con riflessi quindi nei ricavi del prossimo anno e negli incassi dell’anno seguente.

Questi rischi non sono oggi quantificabili, anche in considerazione delle possibili iniziative governative che dovrebbero essere prevalentemente indirizzate a sostenere l’economia reale e anche i redditi professionali.

Misure che l’EPPI continuerà a monitorare, e ad incentivare anche con propri provvedimenti, per essere sempre a fianco dei propri iscritti.