Home Centro studi Studi e ricerche resto del mondo Covid. Sono le donne a pagare gli effetti della pandemia… ma reagiscono

Covid. Sono le donne a pagare gli effetti della pandemia… ma reagiscono

“Nel secondo trimestre del 2020 si contano 470mila donne occupate in meno rispetto allo stesso trimestre dellโ€™anno precedente (323mila in meno tra quelle con contratto a tempo determinato)” a sostenerlo, durante l’audizione alle commissioni Bilancio di Camera e Senato, Gian Carlo Blangiardo, presidente dellโ€™Istat.

Blangiardo ha spiegato inoltre che ” I dati sullโ€™occupazione femminile in Italia permangono preoccupanti nonostante il livello di istruzione femminile sia sensibilmente maggiore di quello maschile. Il tasso di occupazione femminile 15-64 anni si attesta al 48,4%, contro il 66,6% di quello maschile, collocandoci al penultimo posto della graduatoria europea, appena sopra la Grecia”.

Eppure sottolinea il presidente di Unioncamere, Carlo Sangalli “Si tratta di una componente fondamentale della nostra economia. Anzi, le imprese guidate da donne sono piรน socialmente responsabili, piรน attente alla sostenibilitร  ambientale e hanno grandi margini di crescita del loro ruolo. Un ruolo su cui il sistema camerale, attraverso la rete dei Comitati per l’imprenditoria femminile, continuerร  ad investire. Sicuramente i fondi europei del Recovery Fund contribuiranno al loro ulteriore sviluppo”.

Una indagine condotta da Unioncamere, nel mese di ottobre, su un campione di 2.000 imprese manifatturiere e dei servizi mostra chiaramente che ancheย la risposta alla crisi, da parte delle imprenditrici, รจ stata in qualche maniera diversa da quella dei colleghi uomini. Se il calo della domanda รจ l’elemento critico piรน segnalato in entrambi i casi, le donne d’impresa mostrano di avere maggioriย problemi di liquiditร ย (lo dichiarano il 38% delle imprenditrici a fronte del 33% degli imprenditori) e di approvvigionamento delle forniture (30% contro 23%). Le imprenditrici lamentano poi maggiori difficoltร  legate al calo dell’occupazione (23% contro 17%), piรน vincoli nell’accesso al credito (18% contro 15%) e problematiche di carattere tecnologico (16% a fronte del 12%).

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