Laureati e Lavoro. Il focus di AlmaLaurea

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“A causa della crisi pandemica che da oltre un anno sta connotando il contesto nazionale e internazionale e del concatenarsi e cumularsi delle crisi che l’hanno preceduta, sono sempre più caratterizzati da una miscela mutevole di vulnerabilità, incertezza, complessità e ambiguità” è questo l’incipit del focus “Condizione occupazionale dei laureati”  contenuto nel Rapporto Almalaurea 2021 pubblicato nei giorni scorsi.

Lo studio “restituisce un quadro composito, che evidenzia nel corso del 2020 alcune criticità nelle opportunità di occupazione dei neolaureati, mentre tra i laureati a cinque anni dal titolo gli effetti della pandemia, relativamente agli indicatori analizzati, paiono del tutto marginali. In particolare, tra i laureati intervistati a un anno dal titolo, rispetto alla precedente rilevazione si rileva una contrazione del tasso di occupazione e un corrispondente aumento del tasso di disoccupazione. Ciò alla luce del fatto che larga parte di essi ha potuto contare, dopo la laurea, su un periodo limitato di congiuntura favorevole prima che l’emergere della pandemia bloccasse di fatto il Paese per diversi mesi”.

Le donne, rispetto agli uomini, sembrano aver subìto maggiormente gli effetti della pandemia, soprattutto nel secondo periodo dell’anno, quello caratterizzato dalla graduale riapertura delle attività economiche. Inoltre, risultano maggiormente penalizzati i laureati residenti al Centro-Nord, rispetto a quelli del Sud.

“La pandemia – si legge nell’introduzione del focus – pare aver colpito soprattutto le opportunità di trovare lavoro, meno la qualità del tipo di occupazione trovata. Tutto ciò, oltre a rappresentare una media di situazioni profondamente eterogenee vissute da chi si è inserito nel mercato del lavoro prima e dopo l’emergere della pandemia, è connesso agli interventi di policy attuati al fine di contenerne gli effetti”.

Un dato su tutti

L’appartenenza a determinati gruppi disciplinari esercita un effetto sulle chance occupazionali dei neolaureati: a parità di altre condizioni, i più favoriti sono i laureati del gruppo informatica e tecnologie ICT, così come di quello di ingegneria industriale e dell’informazione, a cui si aggiungono i laureati dei gruppi medicosanitario e farmaceutico, educazione e formazione, architettura e ingegneria civile nonché scientifico.

Meno favoriti, invece, sono i laureati dei gruppi disciplinari psicologico, arte e design, ma anche giuridico.

Inoltre si osserva che, a parità di ogni altra condizione, le lauree di secondo livello mostrano maggiori opportunità di occupazione a un anno dal titolo: rispetto ai laureati di primo livello, quelli di secondo livello (che includono sia i laureati magistrali biennali sia i magistrali a ciclo unico) risultano avere l’11,2% in più di probabilità di essere occupati. Tale risultato deve essere però interpretato con estrema cautela, dal momento che vengono confrontate popolazioni profondamente diverse, sia in termini di percorso formativo intrapreso sia in termini di prospettive professionali e di studio. In particolare, tra i laureati di secondo livello è rilevante la quota di chi prosegue la formazione iscrivendosi ad attività quali praticantati o scuole di specializzazione che, se retribuite, li collocano tra gli occupati. Tali tipi di attività, propedeutiche all’avvio delle attività libero professionali, sono decisamente meno diffuse tra i laureati di primo livello.

Gap di genere e territoriale

Si confermano significative le tradizionali differenze di genere e, soprattutto, territoriali,
mostrando,  la migliore collocazione degli uomini (17,8% di probabilità in più di essere occupati rispetto alle donne) e di quanti risiedono o hanno studiato al Nord (per quanto riguarda la residenza, +30,8% di probabilità di essere occupati rispetto a quanti risiedono al Sud; per quanto riguarda la ripartizione geografica di studio, +53,3% di probabilità di essere occupati rispetto a quanti hanno studiato al Sud).

Per leggere o scaricare il focus cliccare su https://www.almalaurea.it/sites/almalaurea.it/files/docs/universita/occupazione/occupazione19/rapportoalmalaurea2021_sintesi-occupazione.pdf