Oliveti a Teleborsa “Il Sistema AdEPP è una galassia. La differenza è ricchezza”

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Alberto Oliveti, presidente dell?Ente per la Previdenza Enpam. ANSA/UFFICIO STAMPA FONDAZIONE ENPAM +++EDITORIAL USE ONLY+++

“Il mondo che rappresentiamo è complesso considerate le prestazioni erogate pari a 10 miliardi nel 2020 con un portafoglio pari a 100 miliardi derivanti dai contributi degli iscritti. Le casse stanno rispondendo alla sfida della ripresa all’insegna della sostenibilità, tuttavia si pone il problema della eccessiva fiscalità sui rendimenti, la più condizionante ed eccessiva del panorama europeo. Il sistema ha tenuto nonostante la crisi ma occorrono investimenti in ricerca e competenza. Crediamo che per attrarre i giovani serva una visione transnazionale e olistica con un approccio alle diverse peculiarità delle professioni” è quanto ha affermato Alberto Oliveti, presidente dell’Associazione degli Enti previdenziali privati (Adepp), ai microfoni di Teleborsa e riportato da alcuni quotidiani nazionali.

Qual è, ad oggi, lo stato di salute degli Enti previdenziali privati?

“Lo stato di salute è mediamente buono, abbiamo una sostanza patrimoniale molto alta, ad oggi siamo vicini ai 110 miliardi di patrimonio; abbiamo un attivo, tra le contribuzioni e le prestazioni, di circa il 20%; e abbiamo una platea ormai ampia, pari a 1 milione e 700mila iscritti”.

Perché tra i diversi Enti emergono delle differenze anche molto nette?

“Noi chiamiamo il sistema Adepp una ‘galassia’ composta da tanti pianeti dove la differenza delle caratteristiche costitutive di ogni singola cassa costituisce la ricchezza e la motivazione per cui esista quella cassa per intercettare le esigenze specifiche. Faccio un esempio molto facile: se in una certa cassa ci sono professioniste, più che professionisti, di una fascia d’età inferiore, è ovvio che l’intervento legato alla professione ma anche a questa costituzione di genere e di generazione, sarà diverso rispetto a una cassa fatta magari di professionisti maschi più anziani. Quindi è evidente che ogni cassa va a intercettare il suo specifico. In tale scenario la componente lavorativa va supportata con l’approccio di un welfare circolare che renda conveniente agli iscritti stare in questo sistema perché ne viene dimostrata la sostenibilità e l’adeguatezza delle prestazioni. Se noi riusciamo a mantenere in questa galassia composita – dove la differenza diventa un valore – questi numeri, questi fatti assolutamente dimostrabili di una tenuta sistemica, di una capacità di garantire delle prestazioni predefinite in maniera corretta e di costituire un patrimonio che opportunamente investito, sempre in logica previdenziale, agisca da volano di sviluppo delle professioni specifiche con ricaduta positiva sul Paese; noi crediamo di meritare il nostro ruolo nel panorama della previdenza pubblica nazionale”.

Nel suo intervento ha parlato di una fiscalità molto pesante per casse in Italia. Come Adepp quali interventi chiedete al Governo?

“Si sa che la fiscalità applicata alle casse configura un senso di doppia tassazione: i nostri professionisti vengono tassati quando vanno in pensione con le normali aliquote progressive, al contempo, i loro contributi accumulati che formano un patrimonio che sostiene il sistema della casse, vengono fiscalizzati, tassati, con delle aliquote percentuali pari a quelle di chi investe per fare industria e legittima speculazione. A noi resta anche il carico della fiscalità indiretta dell’IVA che per noi è un costo finale che rimane a carico. Veniamo usati come se fossimo degli investitori di sistema. Credo invece che la natura previdenziale obbligatoria del nostro sistema ci dovrebbe far pensare di essere equiparati a quanto avviene per i nostri analoghi a livello europeo. Negli altri Paesi europei non vengono tassati i rendimenti e chiediamo, dunque, di essere sottoposti alla fiscalità europea”.