PNRR, un’opportunità da maneggiare con cura

417

Di Stefano Distilli*

“Un’opportunità storica per cambiare il Paese” è l’espressione che più spesso viene associata al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che, citando Dickens, sta alimentando “Great expectations” e rappresenta, in particolare per l’Italia, un’occasione fondamentale da non sprecare per una ripartenza in termini  di investimenti strutturali, infrastrutturali e di riforme. Le opportunità, però, bisogna saperle cogliere appieno e mettere a frutto, evitando il rischio che abbiamo di fronte di non riuscire a gestire i fondi in modo efficiente e individuando misure che non siano un “palliativo” momentaneo, ma si dimostrino efficaci nel consolidare la ripresa del Paese.

Lo stesso Next Generation EU, il maxi fondo da 807 miliardi di euro (equivalenti a 750 miliardi di euro ai prezzi del 2018) stanziato dall’UE rispetto al quale il PNRR rappresenta la porta di accesso, non va considerato come panacea o  rimedio universale, ma piuttosto come strumento da maneggiare e utilizzare responsabilmente.

Fondamentale, allora, evitare atteggiamenti miopi e focalizzati sul mezzo, sull’ottenimento dei fondi e sull’attuazione di singoli progetti, perdendo di vista gli obiettivi di contesto, per stimolare un cambiamento profondo e una sinergia tra le varie componenti del Sistema Italia nell’attuare quelle riforme che, ben prima dello scoppio della pandemia, si rendevano necessarie. Una visione sistemica è, infatti, l’unica via per garantire un effettivo percorso di crescita e di riduzione delle disuguaglianze. La regia non può che spettare alla politica, ma occorre tenere a mente il monito di Stiglitz che, nel 2017 in un convegno alla Sapienza, evidenziava come “La disuguaglianza è una scelta politica”, rischio tanto più concreto in questo contesto laddove si sbagliasse a veicolare e investire le ingenti risorse disponibili.

I liberi professionisti e in particolare i dottori commercialisti sono chiamati ad assumere un ruolo fondamentale, non solo in termini di supporto alla gestione e alla rendicontazione dei progetti, ma anche e soprattutto nella consulenza strategica e nella selezione di strumenti efficaci per la realizzazione di questo percorso di crescita ed evoluzione. Ruolo che, sarebbe stato opportuno mettere in luce e valorizzare anche durante la definizione e messa in campo del PNRR, fase nella quale era auspicabile un maggior coinvolgimento del mondo della libera professione che rappresenta un canale diretto nei confronti del mondo delle imprese, dei lavoratori e della comunità in generale, utile ad interpretarne e rappresentare le istanze e a costituire  un volano per economia reale e investimenti.

Tutti noi, come liberi professionisti e dottori commercialisti, siamo allora chiamati a metterci in gioco puntando sulla diversificazione delle competenze, trasformando i nostri profili in ottica consulenziale, da efficienti gestori dell’esistente ad efficaci partner per la crescita e l’innovazione.

In questo percorso molti e diversi sono gli strumenti a disposizione che mai come ora è necessario saper sfruttare, a partire dalla digitalizzazione, intesa non come mero utilizzo di strumenti tecnologici evoluti finalizzati a velocizzare i processi, ma come modalità di lavoro,  di accesso e condivisione di dati, informazioni, strumenti innovativi, che possano supportare la crescita non solo per il proprio studio, ma anche per la clientela.

Trasversalità e specializzazione, poi, vanno declinate in una logica di aggregazione professionale o, almeno, di condivisione di competenze e collaborazione, indispensabili per poter offrire servizi sempre più completi.

E ancora, la formazione, da quella di base a quella universitaria e specialistica, che per risorse dedicate in Italia rappresenta ahimè una Cenerentola ,  così come l’aggiornamento continuo sono strumenti da considerare strategici e una premessa indispensabile per garantire ai singoli professionisti la possibilità di emergere, affrontando i cambiamenti sempre più rapidi di un mercato ogni giorno più competitivo.

In questo ambito le Casse professionali interpretano un ruolo di supporto nel disegnare politiche di welfare “attivo” per gli iscritti, con un’attenzione particolare al superamento dei divari generazionali, di genere e territoriali.

Più che generiche opportunità, il PNRR ci pone sfide importanti e, parafrasando Churchill – che affermava “Non sempre cambiare equivale a migliorare, ma per migliorare bisogna cambiare” – l’auspicio è che rappresenti la chiave di volta per un reale percorso di riforma e cambiamento, di attenta pianificazione e condivisione di obiettivi e strategie, conducendo anche a una maggiore valorizzazione e al riconoscimento dei professionisti come figure fondamentali per la ripresa e la crescita del Paese.

 

*Presidente Cassa Dottori Commercialisti