DL Malattia per i professionisti. Coro unanime di sì

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La norma che prevede la sospensione dei termini relativi agli adempimenti tributari a carico del professionista malato o infortunato porta a casa il plauso di tutti “gli attori”  che rappresentano il mondo delle libere professioni, presidente dell’AdEPP in testa. Oliveti, in una nota, aveva infatti definito “Positiva l’attenzione della politica al mondo dei professionisti”.

“E’ un’miracolo tutto italiano di perseveranza e resilienza, per il quale occorre ringraziare il primo firmatario, il senatore Andrea De Bertoldi, segretario della Commissione Finanze di palazzo Madama – ha dichiarato il presidente dell’Unione nazionale giovani dottori commercialisti ed esperti contabili (Ungdcec) Matteo De Lise – Questa norma alza un velo e mostra a tutti che i professionisti non sono una categoria privilegiata ma semplicemente grandi lavoratori, che tra l’altro hanno permesso agli italiani, nei momenti più duri della pandemia, di restare insieme e non disunirsi”.

Una “rivoluzione copernicana” invece la definisce la presidente del Consiglio nazionale del Notariato Valentina Rubertelli che sottolinea come “la professione notarile è vicina a tutte le istanze delle libere professioni, ma noi siamo più che altro pubblici ufficiali. Nel nostro ordinamento c’è un sistema di anticorp’ che vanno a supplire ad una eventuale assenza del notaio: non solo non possiamo ammalarci per più di 5 giorni, ma oltre quel termine dobbiamo chiedere un permesso al Consiglio di presidenza e ottenere un coadiutore nominato che assuma tutte le nostre funzioni e si occupi degli adempimenti”.

“Questa norma di civiltà – ha dichiarato il presidente Ancl, Associazione nazionale consulenti del lavoro, Dario Montanaro – offre un prezioso riconoscimento ai professionisti e rappresenta un importante traguardo per l’Associazione, che si è sempre battuta in questi anni per il diritto alla salute, costituzionalmente garantito a tutti i cittadini, consulenti del lavoro compresi”.

E rilancia “Questo risultato deve essere un punto di partenza in vista delle delicate sfide che ci aspettano, al fine di ottenere un pieno riconoscimento della figura centrale del Consulente del lavoro all’interno del contesto economico e produttivo del Paese”.

Anche il Presidente Ungdcec De Lise guarda al futuro. “Adesso  si apre una fase ancora più delicata, perché la norma si può ampliare agli adempimenti civilistici e del lavoro come quelli previdenziali e assicurativi. Soltanto andando a coprire tutte queste fasce si raggiungerà appieno l’obiettivo di tutela della salute dei professionisti e si farà qualcosa per lo Stato, primo beneficiario del lavoro dei commercialisti quando si parla di salvare le imprese e recuperare gettito”.

“Il Dl Malattia ha il merito di aver tenuto tutti insieme in un progetto che pareva irrealizzabile. Ora vogliamo diventare sempre più importanti nello scenario economico, per questo chiediamo di istituire un tavolo tecnico che possa realizzare un altro ‘miracolo’, questa volta per un fisco giusto ed equo”.