Itinerari Previdenziali. Investimenti ESG. Le Casse ci sono

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“Sempre più spesso si sente parlare di sostenibilità legata alla crescita delle economie e delle società. La sostenibilità rappresenta in primo luogo un nuovo approccio, un cambiamento di paradigma che impatta non solo sulle istituzioni ma su tutte le strutture economiche e sociali” questo l’incipit dello studio targato Itinerari previdenziali presentato durante il forum, tenutosi nei giorni scorsi, dal titolo “Cosa significa davvero sostenibilità? Investimenti ESG e non solo”.

Un tema “caro” anche alle Casse di previdenza private che da tempo si interessano di investimenti sostenibili. Ma non solo. Alcune hanno improntato il proprio Ente su criteri eco sostenibili, ricevendo anche la certificazione green vedi Enpacl.

Ed infatti, tutte le Casse aderenti ad AdEPP, tranne Onaosi, hanno partecipato al questionario inviato dal Centro studi Itinerari Previdenziali e collaborato alla realizzazione del secondo “Quaderno di Approfondimento “ESG e SRI, le politiche di investimento sostenibile degli investitori istituzionali italiani” che raccoglie, oltre al contributo e patrocinio di ASviS – Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, anche best practice e case history di fondi pensione, le Fondazioni di origine Bancaria e Compagnie di Assicurazione e appunto il Sistema AdEPP.

I DATI

La maggior parte delle Casse (63%) adotta tali politiche in un arco temporale che comprende gli ultimi 5 anni, eccezion fatta per un unico ente che le adotta da meno di un anno. La strategia maggiormente scelta dalle Casse di Previdenza è l’investimento tematico, che sale dal 43% al 58%: il segnale di una particolare politica di investimento sempre più strettamente collegata alla professione.

Seguono, in aumento rispetto al 29% dell’ultima rilevazione, le esclusioni (oggi sono indicate dal 53% dei rispondenti) e le strategie best in class al 47%.

Le Casse, attraverso gli investimenti tematici, orientano queste strategie soprattutto verso l’efficientamento energetico (68%), il mondo della Silver Economy (42%), l’immobiliare sostenibile (32%), le RSA (26%) e il social housing. Passando invece alla strategia best in class, viene dato particolare peso alle tematiche ambientali, con efficienza energetica e riduzione delle emissioni di anidride carbonica entrambe indicate con il 47% di risposte, e seguite da criteri di rispetto dei diritti umani (42%).

Obbligazionario e azionario sono le asset class maggiormente oggetto dell’applicazione dei criteri ESG (figura 2.21), con percentuali rispettivamente pari a 21% e 37%, ma in flessione rispetto al 57% (per entrambe) dello scorso anno.

Un grosso balzo in avanti lo compie il numero di Casse che dichiara di applicare le strategie ESG all’intero patrimonio, dal 7% del 2021 al 47% del 2022; la percentuale era in diminuzione dal 2019 e l’allargamento del campione può aver influito positivamente sul risultato. Inoltre, moltissime Casse (79%) acquistano direttamente prodotti finanziari che rispondono a criteri ESG, per lo più fondi comuni tradizionali (nel 52% dei casi), prodotti legati al settore infrastrutturale (47%) e private equity (42%).

Per quanto riguarda l’esito della valutazione, in riferimento agli effetti generati dall’investimento sostenibile, il 37% delle Casse riscontra un miglioramento della diversificazione del rischio e un positivo impatto diretto sul territorio, mentre solamente il 5% segnala un aumento del rendimento.

Tutte le Casse valutano mediamente buona la loro conoscenza della normativa in tema di finanza sostenibile ma ritengono utile approfondire gli aspetti normativi avviando percorsi di formazione, anche se il 58% non ha ancora preso misure in questo senso.

Infine, il 79% ritiene che la crisi pandemica abbia accelerato questo tipo di investimenti, e il 54% che la componente ESG ne abbia mitigato il rischio in quest’anno di instabilità dei mercati finanziari; per questa ragione, l’84% incrementerà gli investimenti sostenibili nel breve futuro, e il 79% lo farà tramite una gestione diretta.

Buona parte dei futuri investimenti in chiave ESG sarà orientata al mondo delle energie rinnovabili (73%), dell’innovazione tecnologica e della Silver Economy (47%).