โIl recente avvio del Piano, e il lavoro ancora in progress nella definizione dei nuovi interventi e nella identificazione di quelli giร in essere, hanno portato a dare a questa prima edizione della Relazione una struttura provvisoria, rinviandone alle successive il pieno sviluppoโ parte da questa sottolineatura la prima relazione della Corte dei Conti sul Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza.
Nessun ritardo, conseguiti i primi 51 obiettivi ma ne restano ancora 45, limitata รจ la disponibilitร di strutture tecniche a sostegno delle capacitร progettuali delle amministrazioni territoriali: sono alcune delle evidenze contenute nella relazione che punta si a sottolineare le carenze ma anche a individuare i percorsi per accelerare la realizzazione di quello che รจ stato definito il progetto del futuro nostro e delle nuove generazioni. Uno tra tutti, la costruzione di un diaologo istituzionale piรน coordinato e efficace.
Secondo la Corte dei Conti, infatti, โlโanalisi svolta evidenzia come la fitta rete di obiettivi europei e nazionali assolva a funzioni diverse ma complementari, al fine di assicurare sia il contributo atteso degli attuatori effettivi degli interventi, sia unโefficace collaborazione tra diversi soggetti e livelli di governo. Un dialogo istituzionale che, se non adeguatamente coordinato, potrebbe condizionare il buon esito della misura”.
La relazione in sintesi
Lโanalisi svolta evidenzia come la fitta rete di obiettivi europei e nazionali assolva a funzioni diverse ma complementari, al fine di assicurare sia il contributo atteso degli attuatori effettivi degli interventi, sia unโefficace collaborazione tra diversi soggetti e livelli di governo. Un dialogo istituzionale che, se non adeguatamente coordinato, potrebbe condizionare il buon esito della misura.
Lโattuazione sta procedendo senza particolari ritardi.
Durante il secondo semestre 2021 sono stati conseguiti i primi 51 obiettivi concordati a livello europeo, come riconosciuto dalla stessa Commissione UE. I traguardi e gli obiettivi intermedi, a carattere interno, mostrano un tasso di realizzazione piรน basso (69%); tuttavia, in alcuni casi, il loro conseguimento puรฒ ritenersi assorbito nel raggiungimento del correlato traguardo europeo.
Nel semestre in corso, lโavanzamento del Piano impone ulteriori 45 obiettivi europei (6 dei quali risultano giร conseguiti), cui si aggiungono 70 obiettivi intermedi nazionali e ulteriori 55 legati ai progetti finanziati con il Fondo complementare.
Ancora preliminari sono i passi compiuti nellโavvio di riforme da cui si attendono risultati di rilievo nel prossimo futuro: dalla riforma dellโamministrazione finanziaria e da quella fiscale, una maggiore equitร e un miglioramento della competitivitร del sistema produttivo; dalla riforma del quadro di revisione della spesa pubblica, il recupero di margini di risparmio utili ad un rientro dai livelli di spesa legati alla fase emergenziale.
Risulta al momento limitato lโesame sullโandamento degli investimenti, per lโassenza di un quadro complessivo dei risultati degli interventi connessi alle misure โin essereโ transitate nel Piano, di cui non รจ stato completato il censimento; i dati disponibili, relativi ai progetti complementari, indicano che solo poco piรน del 50% delle somme stanziate sono state impegnate e pagate.
Da non trascurarsi, poi, che la forte crescita delle somme previste da PNRR e PNC si innesta su una spesa in conto capitale fortemente aumentata nella fase pandemica. Nel bilancio 2022-24 gli stanziamenti restano elevati (85 miliardi nel 2022, per stabilizzarsi tra i 79-80 nel biennio successivo). A tali importi si dovrebbero aggiungere quelli ulteriori attivati con nuovi investimenti dai Piani (22,4 miliardi nel 2022 e rispettivamente 30 e 37 nel biennio successivo). Uno sforzo realizzativo notevole, soprattutto perchรฉ legato ad una programmazione di risultato molto โvincolataโ.
Anche in tale ottica sono fondamentali strutture amministrative adeguate, una elevata capacitร progettuale in grado di assistere e guidare i soggetti attuatori, un efficace coordinamento tra livelli di governo e un quadro regolamentare chiaro, efficace e snello. Su tali fronti, pur registrandosi segnali positivi, persistono lentezze nellโattuazione.
Il processo di aggiornamento della normativa degli appalti si sta svolgendo nei tempi previsti e sono consistenti anche i progressi maturati nel campo delle misure di semplificazione. Ci si รจ mossi con decisione per il rafforzamento della capacitร amministrativa attraverso i piani di assunzione specificamente previsti dal d.l. n. 80/2021. Piรน lenta di quanto auspicabile รจ invece lโimplementazione – allโinterno delle singole amministrazioni responsabili – delle strutture tecniche di coordinamento delle attivitร del PNRR. Adottati prontamente gli atti regolamentari, non altrettanto tempestivamente si รจ proceduto nel completare le dotazioni organiche delle strutture, soprattutto in relazione ai profili dirigenziali.
Ancora limitata รจ la disponibilitร di strutture tecniche a sostegno delle capacitร progettuali delle amministrazioni territoriali. Capacitร , questโultima, non surrogabile, pena la perdita dei fondi o la necessitร di riprogrammare gli interventi, con il ricorso a quote di riserva. Difficoltร , peraltro, che – nel caso degli enti territoriali e, in particolare, di quelli del Mezzogiorno – sono accentuate dal grado di concentrazione temporale dei bandi di selezione dei progetti e di assegnazione delle risorse (in particolare a partire da dicembre 2021) con intervalli di partecipazione particolarmente stringenti (in media circa due mesi). Sarร , al riguardo, fondamentale che lโampia gamma di strumenti di assistenza tecnica e di rafforzamento della capacitร tecnico-amministrativa delle realtร territoriali sia prontamente disponibile. In questo senso, quindi, si muove nella giusta direzione la recente istituzione, da parte della Ragioneria generale dello Stato, di uno specifico tavolo tecnico di coordinamento, proprio dedicato alle azioni di assistenza tecnica.





