Nuovi bisogni e nuove professioni. Parte la “Scuola delle cascine aperte”

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Partirà il prossimo 29 aprile la scuola di formazione per professionisti che lavorearanno nei tanti luoghi di comunità “sorti per rispondere ai nuovi bisogni sociali (solitudine, care family, isolamento emotivo)”. Stiamo parlando di “case del quartiere” o “del volontariato”, “portinerie sociali” e “mercati rigenerati”, “community hub” e “punti di comunità”.

“Sono tutti esempi di una nuova forma di welfare, definita comunitaria perché costruita da cittadini che si attivano e collaborano per trovare soluzioni alternative a bisogni vecchi e nuovi – spiegano gli organizzatori –  Questi spazi ibridi, che costellano il nostro Paese da nord a sud, necessitano di nuove competenze e di professioni ibride, come per esempio community manager, lab maker, fundraiser di comunità o community maker. Non sempre però è semplice capire quale debba essere il profilo di queste professionalità che dovrebbero dosare conoscenze manageriali e competenze trasversali”.

“Sul fronte digitale, per esempio – sottolinea Giovanni Petrini, amministratore di On! Impresa sociale, realtà che fa parte del Comitato Scientifico della Scuola – il profit è più avanti. È in grado di creare delle community virtuali molto attive, mentre il Terzo settore ha coltivato meno certi spazi online. Tutti pensano che il crowdfunding è bellissimo, ma se non hai una comunità che è anche una community virtuale non si raggiungono i target. Per questa ragione occorre apprendere nuove tecniche a tradurle ad uso dei nostri contesti”.

“Ed è proprio per rispondere a queste necessità che è nata la Scuola delle Cascine Aperte, il primo percorso formativo costruito specificatamente per professionisti e imprenditori di luoghi di comunità, siano essi profit o non profit, nata grazie al bando 57 di Fondazione Comunità di Milano. Uno spazio di scambio in cui valorizzare le esperienze già avviate, discutere le esperienze fallimentari e mettere a sistema le best practice, in un’ottica di empowerment comunitario”.

L’obiettivo della Scuola è appunto fornire “la cassetta degli attrezzi essenziali” per l’empowerment comunitario, proponendo competenze tecniche, esempi e relazioni indispensabili per la crescita sostenibile dei luoghi di comunità.

Tra i temi delle “lezioni”: comunicazione e marketing “community-driven”, sostenibilità e modelli di business, agricoltura urbana, food hub, strategie di fundraising e people-raising; e, infine, progettazione culturale comunitaria.

L’offerta formativa proposta è declinata in sei moduli tematici, acquistabili singolarmente, e un incontro introduttivo gratuito per tutti gli iscritti sul tema: “Empowerment comunitario: cosa è (e perché serve)” che si terrà il 29 aprile, all’interno della prossima edizione di Fa’ la cosa Giusta!. Tutti gli altri corsi si svolgeranno in presenza in Cascina Cuccagna a Milano tra maggio e giugno 2022.

Per maggiori informazioni: scuoladellecascine.com – [email protected]