Visparelli “L’Enpacl e la sostenibilità sociale del sistema”

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di Alessandro Visparelli *

Lo scorso 29 aprile l’Assemblea dei Delegati dell’ENPACL ha approvato, all’unanimità, il bilancio consuntivo 2021 dell’Ente, la cui relazione sulla gestione è integrata con fattori di sostenibilità, redatta in conformità ai principi previsti dal GRI (Global Reporting Initiative) e certificata da un ente terzo.

I numeri principali che fotografo tale bilancio riguardano i ricavi per 259 milioni di euro (+ 12% rispetto al 2020); costi che diminuiscono del 5%; un avanzo di esercizio di oltre 89 milioni  e un patrimonio che supera la cifra di 1,43 miliardi di euro (+7%), tale da garantire oltre 10 volte la spesa per pensioni in essere.

Alla luce di questi risultati, il bilancio 2021 conferma la sostenibilità dei conti dell’ENPACL e l’impegno per garantire pensioni adeguate agli iscritti, i quali hanno saputo reagire alle difficoltà generate dalla pandemia, anche grazie all’aiuto concreto del loro Ente di previdenza. Nei due anni di emergenza epidemiologica, l’ENPACL ha riversato agli iscritti, oltre ai sussidi a carico dello Stato, ben 30 milioni di euro, sia sotto forma di sostegni economici sia di interventi orientati allo sviluppo della professione.

Le misure di sostegno agli associati e quelle messe in campo per favorire lo sviluppo della professione, hanno dato i loro frutti. Infatti, nel 2021 si sono iscritti 750 Consulenti del Lavoro (di cui 390 donne). Si tratta del dato più elevato dall’anno 2014 e indica il rinnovato appeal verso la professione.

Il numero degli associati all’Ente al 31 dicembre 2021 è stato 25.447 (25.880 gli iscritti all’Ordine), di cui il 47% donna, a conferma di un trend iniziato già da anni e che vede ben 7 Regioni a maggioranza femminile.

Inoltre, l’Ente ha erogato oltre 11.000 assegni pensionistici. Va sottolineato che ΕΝPACL riconosce ai fini pensionistici ben il 75% della contribuzione integrativa versata dagli iscritti.

L’ENPACL non ha fatto mai venire meno il proprio impegno per favorire le politiche del Consiglio Nazionale e i risultati di questa sinergia si riscontrano anche nel bilancio 2021: il volume d’affari IVA complessivamente dichiarato dalla Categoria nel 2021 (prodotto nel 2020) ha avuto un balzo in avanti rispetto all’anno precedente e si è attestato a 2,3 miliardi di euro (+2,0%), per una media pro-capite di 94.000 euro (+ 4,8%).  Negli ultimi 4 anni, il volume d’affari medio dei Consulenti del Lavoro è cresciuto del + 13,3%. A sospingere l’incremento del fatturato hanno contribuito in particolare le STP, con un volume d’affari che complessivamente è aumentato del + 17,7% rispetto al 2020. Dove si dimostra l’importanza della aggregazione tra professionisti. Anche per tale motivo, l’ENPACL da anni fornisce un sussidio a fondo perduto in favore dei Consulenti che acquistano uno studio professionale, anche sotto forma di quote.

I dati dell’esercizio 2021 sono molto promettenti e dimostrano la solidità del nostro sistema pensionistico. Proprio grazie a questa favorevole situazione, è possibile ipotizzare misure che possano migliorare non solo la sostenibilità economico-finanziaria dell’Ente ma anche la sostenibilità sociale del sistema, che deve poter dimostrare di essere il punto di riferimento dei Consulenti del Lavoro sul piano previdenziale e su quello assistenziale. Assieme al Consiglio Nazionale e all’Assemblea dei Delegati, proveremo già nei prossimi mesi a ipotizzare interventi innovativi, a favore degli iscritti.

Di questo e di molto altro, si discuterà a Bologna, dal 23 al 25 giugno, in occasione della tredicesima edizione del ‘Festival del Lavoro’, manifestazione organizzata dal Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro e dalla sua Fondazione Studi, con il sostegno dell’ENPACL ed inserita dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento Politiche Giovanili – tra gli eventi dell’Anno Europeo dei Giovani 2022.

Tema centrale di questa edizione, la transizione del mondo del lavoro verso nuovi modelli organizzativi. Quella che stiamo vivendo, per effetto della rivoluzione tecnologica e dell’accelerazione prodotta dalla pandemia, infatti, è una fase epocale di transizione verso un modello economico, produttivo, lavorativo e sociale il cui orizzonte è ancora tutto da definire, anche per le tragiche vicende internazionali.

*Presidente Enpacl