AdEPP alla Conferenza di alto livello sull’Unione dei mercati dei capitali

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AdEPP ha partecipato ai lavori della Conferenza di alto livello Capital Market Union. Investing for a stronger, prosperous and sustainable European Union tenutasi a Bruxelles il 1 giugno scorso presso la Commissione europea (Charlemagne Building).

La conferenza ha discusso del ruolo dell’Unione dei mercati dei capitali (UMC) a sostegno di un’Unione europea più forte e degli obiettivi della Commissione per un’economia verde, digitale, inclusiva e resiliente. Il completamento della UMC è essenziale per rendere l’Europa più forte su tutti i fronti, anche nel settore finanziario. In particolare, nell’attuale contesto internazionale caratterizzato da tensioni globali e dall’aggressione russa ai confini dell’UE.

L’Unione dei mercati dei capitali, come emerso dalla Conferenza, è un elemento indispensabile per sostenere l’economia nella ripresa dalla crisi derivata dalla pandemia da COVID-19, come pure per aiutare le imprese a raccogliere le risorse necessarie, per immettere risorse private negli ingenti investimenti richiesti dalle transizioni verde e digitale e, infine, per consentire ai consumatori di mettere i loro risparmi al servizio dei propri progetti di vita e di investire in modo responsabile.

La Conferenza ha rappresentato l’occasione per fare il punto su quanto già realizzato e per riflettere su ciò che deve ancora essere fatto, nel momento in cui diverse proposte legislative sulla UMC sono in discussione tra i co-legislatori.

Organizzata in tre distinte sessioni, la Conferenza ha esaminato i diversi aspetti dell’Unione dei mercati dei capitali: il ruolo della UMC a sostegno della posizione/competitività dell’Europa a livello globale; la capacità della UMC di rendere l’UE il luogo più sicuro per i risparmi e gli investimenti a lungo termine dei privati; il compito della UMC di rendere i finanziamenti più accessibili alle imprese europee.

Nella sessione introduttiva, il vicepresidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis ha ricordato il sostegno offerto dalla Commissione agli Stati membri nella crisi e per accompagnare la ripresa e le politiche per l’economica verde e digitale. Dombrovskis ha sottolineato la grande importanza del progetto dell’UMC nell’attuale scenario internazionale, caratterizzato dall’aggressione russa all’Ucraina che sta avendo ripercussioni mondiali. L’Unione dei mercati dei capitali nasce per sviluppare il mercato dei capitali negli Stati membri e per la finanza sostenibile. “È necessario”, secondo Dombrovskis, “semplificare l’accesso delle PMI ai prodotti di investimento”. In questo senso gli ELTIF rappresentano una fonte finanziaria alternativa per le PMI soprattutto le piccole. L’ambizione della Commissione è di avere un mercato dei capitali pan-europeo forte e resiliente al fine di favorire lo sviluppo.

Il Commissario all’economia, Paolo Gentiloni, ha fatto riferimento al nuovo contesto di crescente incertezza, che rende più urgente che mai la costruzione di un’Europa forte, di un’economia competitiva, di un’Unione economica e monetaria resiliente, sostenuta da un sistema finanziario solido con mercati profondi e liquidi e una moneta internazionale forte. Gentiloni ha affermato che “Non esiste una economia forte senza un mercato finanziario forte, che fornisce nuove finanze e opportunità per la ripresa e la crescita” soprattutto per le due transizioni verde e digitale. Il Commissario ha riconosciuto che molto deve ancora essere fatto per ottenere in Europa un vero mercato unico della finanza. Il confronto con gli USA è impietoso “le nostre imprese si affidano ancora quasi totalmente alle banche piuttosto che alla finanza alternativa, e questo comportamento penalizza la loro competitività e limita le opportunità di crescita dell’economia europea”. Il confronto con le imprese statunitensi è impietoso: lo scale-up negli Stati Uniti è di un terzo maggiore rispetto a quello delle imprese nell’Unione europea.

La strategia per l’UMC rinnovata, promossa dalla DG FISMA, intende mobilizzare il capitale privato per la crescita e per le due transizioni verde e digitale. Gentiloni ha ricordato che, secondo stime della DG ECFIN, “per le due transizioni saranno necessari investimenti pari a 160 miliardi di euro annui fino al 2030”, fondi che non potranno essere tutti pubblici ma dovranno essere anche, e soprattutto, privati.

Gentiloni ha ricordato che l’UMC rappresenta un pilastro della strategia economica dei prossimi anni e che un’Unione bancaria è nelle intenzioni della Commissione. Il Commissario ha ricordato che il conflitto in Ucraina rappresenta un ostacolo alle previsioni di crescita dell’UE, come elaborate nel 2021, e che non è possibile al momento prevederne l’impatto pur essendo certi che sia la guerra sia le sanzioni avranno conseguenze politiche, economiche e finanziarie. In un “mondo sempre più incerto la de-globalizzazione è in aumento. I rischi di frammentazione politica ed economica sono in aumento”, e ha aggiunto “se non possiamo pensare di bloccare la globalizzazione, al tempo stesso è necessario superare la globalizzazione sinora conosciuta, che va alla ricerca del posto meno caro dove completare la nostra supply chain”. Secondo Gentiloni, l’UE dovrà dotarsi di “supply chain” più corte, adattate a questo mutato assetto globale.

Un altro elemento della UMC, ricordato dal Commissario Gentiloni, è la necessità completare i mercati dei capitali con l’Unione bancaria. Nel mandato del Commissario ci sono anche due iniziative nel settore della tassazione: a) equity financing per le imprese europee (DEBRA) con una tassazione di vantaggio per le start-up innovative e le PMI, al fine di rendere il settore più prevedibile e competitivo; b) tassazione transfrontaliera per gli investimenti transfrontalieri. Su quest’ultima Gentiloni ha annunciato una proposta legislativa entro il primo semestre del 2023.

Infine, ha ricordato all’assemblea che l’impegno della Commissione per costruire l’Unione dei mercati dei capitali è iniziato circa 60 anni fa con i Trattati di Roma e, nonostante ciò, l’UMC non è ancora compiuta, facendo sentire ancora più la sua mancanza proprio in questo periodo in cui l’UE affronta le difficoltà di approvvigionamento energetico. Nel concludere il suo intervento, il Commissario ha ribadito che “le difficoltà che stiamo affrontando ci stanno rendendo ancora più uniti ed è questo il momento di concludere l’Unione dei mercati dei capitali” per garantire risorse facilmente plasmabili alle necessità della economia europea e dei cittadini e cittadine europei.

A seguire, la Commissaria alla stabilità finanziaria, Mairead McGuinness, ha illustrato lo stato di avanzamento del Piano d’Azione per l’Unione dei mercati dei capitali 2020 e le proposte che intende presentare nei prossimi mesi. Ha ricordato che non esiste una pallottola d’argento o un’unica misura per realizzare la UMC ma che la stessa richiede molta pazienza e perseveranza. Nel corso della tavola rotonda sul ruolo della UMC di stimolo agli investimenti privati, la Commissaria ha ricordato, da un lato, la forte digitalizzazione della finanza e l’importanza di una consulenza adeguata per gli investitori anche piccoli “ci sono centinaia di miliardi di euro fermi in banca che vanno movimentati” ha affermato “perché la finanza ha il compito di indirizzare i fondi verso l’innovazione”. Per fare questo, tuttavia, “dovremmo avere consulenti e broker in grado di partecipare a questo progetto, sia con le imprese, sia con le singole persone”. Come ricordato da Gentiloni “l’UMC esiste da parecchio tempo, e rappresenta un’opportunità che non può essere sottovalutata”.

Tutte le modifiche apportate alle direttive europee sugli ELTIF, sulla trasparenza e Solvency II, sono state introdotte per favorire la finalizzazione della UMC, a queste la Commissaria ha partecipato nel corso del suo mandato parlamentare della scorsa legislatura. La stessa Presidenza francese dell’Unione ha investito molto nell’ultimo semestre sulla armonizzazione delle procedure di solvibilità, sull’accesso ai capitali per le imprese, soprattutto le pmi, e per l’adozione di una strategia per i retail investments.

Tra i progressi segnalati da McGuinness, la dashboard sugli investimenti sostenibili, l’aggiornamento del quadro normativo della UMC, e l’investimento nell’educazione finanziaria dei cittadini (investitori e non) che, a suo parere, è fondamentale se si parte dall’idea che i soldi muovono la società. La Commissaria McGuinness ha sottolineato l’importanza vitale di eliminare le barriere e i blocchi per superare la frammentazione del mercato unico, riconoscendo che ci vorrà tempo, ma che dobbiamo progredire.

L’importanza dell’alfabetizzazione finanziaria è molto alta se si vuole che le persone sfruttino appieno le opportunità offerte dai mercati dei capitali. Le parole chiave sono “trasparenza, chiarezza, accuratezza” se si vuole indirizzare gli investimenti privati nella duplice transizione digitale e verde (energia) e far si che i “capital flows” siano caratterizzati da persone in grado di investire nel proprio futuro e da imprese che escono rafforzate dall’investimento di capitali privati.

Nella sessione dedicata alla UMC in un contesto globale, gli oratori hanno riflettuto sulla realtà attuale, affermando che l’UE è ancora al di sotto delle sue possibilità per quanto riguarda i mercati dei capitali. Per quanto riguarda le questioni finanziarie, le autorità di regolamentazione devono cooperare ancora di più, basandosi sulle relazioni già costruite per affrontare le conseguenze della crisi del 2008 e ora di quella derivata dalla pandemia da Covid-19. L’UE può contribuire a definire questi standard globali, come sta facendo per la finanza sostenibile, in cui è leader mondiale proprio grazie alla politica unitaria dei mercati dei capitali.

Anche rendere i mercati dei capitali più accessibili ai cittadini è un importante obiettivo della UMC. La tavola rotonda ha messo in luce come le diverse parti interessate vedano le questioni chiave da affrontare per facilitare gli investimenti al dettaglio nell’UE. È stata sollevata la questione se essi siano adeguatamente consigliati, come ricordato dalla Commissaria McGuinnes, perché questa è una questione molto critica. A questo proposito, i canali di distribuzione sono importanti, ma non c’è ancora accordo su come superare la questione dei costi elevati.

Diverse le opinioni sul ruolo degli incentivi pubblici in questo contesto.

C’è un chiaro consenso sul fatto che l’investimento nei mercati dei capitali è fondamentale per gli investitori per accumulare ricchezza nel lungo periodo e che l’investimento azionario ha un suo ruolo precipuo in questo senso. La parlamentare europea, Isabel Bergumea, ha ricordato l’importanza data dal PE alla trasparenza e al framework giuridico a protezione degli investitori (comprensione del rischio nell’investimento) per un corretto bilanciamento tra rischio e investimento, e per investimenti responsabili (per non ripetere quanto avvenuto con alcuni prodotti pensionistici in passato).

Nella sessione sull’“accesso ai finanziamenti” i relatori hanno invitato i politici a non limitarsi a sostenere verbalmente la UMC, ma ad essere ambiziosi nel negoziare le proposte legislative in discussione. Gli Stati membri non devono limitarsi a concordare le principali riforme dell’UE in caso di crisi, ma devono anche avere una visione strategica a lungo termine. Nell’Unione c’è bisogno di investitori al dettaglio che abbiano fiducia nei mercati finanziari: ciò significa, in particolare, avere prodotti semplici, investitori finanziariamente istruiti e informazioni facilmente comprensibili.

Nel tirare le fila della discussione, John Berrigan, Direttore generale per la stabilità finanziaria, i servizi finanziari e l’UMC della DG FISMA, ha rilevato il consenso diffuso sull’importanza dell’Unione dei mercati dei capitali, soprattutto, se si intendono raggiungere gli obiettivi di politica economica e politica dell’UE. Tuttavia, l’UMC richiede molta preparazione tecnica, e riforme legislative complesse, unite al coraggio di subordinare interessi nazionali consolidati ai vantaggi economici sistemicamente importanti dell’integrazione dei mercati. Berrigan ha ricordato che “l’UE lo ha già fatto in passato, con altri settori del mercato unico, che ora sono molto più avanzati a livello di integrazione, di quanto non sia l’unione dei mercati dei capitali”, ad esempio, con la moneta unica e in parte con l’Unione bancaria.

Se la Commissione, come affermato da Gentiloni e da McGuinness, rimane impegnata nella costruzione della UMC fornendo il quadro di riferimento, il lavoro di consolidamento e realizzazione deve essere svolto a livello di Stati membri, quindi con il sostegno dei co-legislatori (Consiglio e Parlamento), ma soprattutto degli operatori dei mercati privati che devono continuare a chiedere ai governi nazionali un mercato dei capitali integrato.

Come parte del Piano d’azione rinnovato della UMC la Commissione organizza il 28 giugno 2022 a Bruxelles un FORUM (https://ec.europa.eu/info/events/finance-220628-investment-forum_en) per discutere del quadro normativo di protezione e facilitazione degli investimenti nell’UE. Durante il Forum sarà presentato l’approccio politico rinnovato e una serie di possibili misure mirate a migliorare il quadro normativo e ad affrontare i possibili problemi tra investitori e Stato ospitante nella cornice del Mercato Unico dei Capitali, compresi i meccanismi di feedback e di follow-up. Al FORUM sono invitate imprese e associazioni di investitori di vari settori, operatori del diritto, accademici, organizzazioni della società civile, autorità degli Stati membri e funzionari della Commissione.

link utili

https://ec.europa.eu/info/events/finance-220601-capital-markets-union-event_en

https://ec.europa.eu/info/sites/default/files/business_economy_euro/banking_and_finance/documents/finance-events-220601-speakers_en.pdf

https://ec.europa.eu/info/sites/default/files/business_economy_euro/banking_and_finance/documents/finance-events-220601-programme_en.pdf

https://ec.europa.eu/info/events/finance-220628-investment-forum_en