9 italiani su 10 hanno usufruito della medicina territoriale negli ultimi 6 mesi, ma solo un quarto di loro รจ soddisfatto del servizio, รจ quanto emerge dallo studio realizzato dalla fondazione Onda in collaborazione con lโIstituto partner Elma Research, dal titolo โEsperienza e percezione degli italiani sulla medicina territorialeโ e presentato durante il Congresso nazionale della fondazione.
Purtroppo, le principali fonti di delusioni sono ancora la difficoltร di prenotazione (58 per cento), lunghi tempi di attesa (53 per cento) e disponibilitร oraria molto limitata (43 per cento).
Quasi la totalitร degli utenti (88 per cento) ha contattato il medico di medicina generale per sรฉ o per familiari negli ultimi sei mesi, mentre solo il 16 per cento ha contattato servizi di continuitร assistenziale (es. guardia medica) e il 15 per cento un consultorio.
Il 96 per cento della popolazione utilizza una forma di comunicazione digitale come e-mail (70 per cento) e telefonate (68 per cento) per interagire con i servizi offerti dalla medicina del territorio e circa la metร vorrebbe mantenere il piรน possibile questo tipo di approccio.
โIl 6ยฐ Congresso nazionale Onda ha fatto il punto sullโassistenza di prossimitร in ottica di genere, affrontando alcuni ambiti specialistici della cronicitร e il tema della prevenzione con particolare riferimento alla salute sessuale riproduttiva. I dati dellโindagine svolta non sono confortanti, pur essendo stati questi servizi utilizzati dal 90 per cento degli intervistati, solo il 26 per cento si dichiara soddisfatto โ ha affermato Francesca Merzagora, Presidente di Fondazione Onda – Dalla scrittura del PNRR ad oggi รจ subentrata una grave crisi energetica e in Italia si รจ appena votato: lโauspicio รจ che per il prossimo Governo la Sanitร territoriale e ospedaliera restino una prioritร con fondi dedicati anche allโassunzione e formazione di personale indispensabile per garantire il funzionamento e la sostenibilitร del nostro sistema sanitario nazionaleโ.
Attraverso la Missione 6 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza โ PNRR sono stati stanziati 15,63 miliardi di euro per formare un nuovo assetto istituzionale che favorisca la continuitร delle cure per i pazienti, rafforzi la rete territoriale di assistenza primaria e uniformi gli standard strutturali, tecnologici e organizzativi cosรฌ da favorire il rapporto tra i medici e lโassistito e risponda alle mutevoli esigenze. Ma, nonostante ciรฒ, la popolazione ritiene che la medicina territoriale sia estremamente peggiorata (41 per cento) e ha scarse aspettative per il futuro: risulta infatti che il 90 per cento degli intervistati non crede che ci saranno dei miglioramenti efficaci o che si stia facendo qualcosa. Inoltre, 2 persone su 5 non sono a conoscenza di progetti per il risanamento della medicina territoriale.
โGuardando i dati del questionario le cose che stupiscono sono due: la prima che, nonostante buona parte degli intervistati sia affetto da patologie croniche, sembrano non presi in carico con appuntamenti prefissati ed un case manager dedicato, la seconda la scarsa fiducia nel futuro della sanitร . Il PNRR nella missione 5 e 6 e con il DM 77/2022 se realizzato correttamente dovrebbe essere la risposta ai problemi messi in evidenza dal questionarioโ ha commentato Flori Degrassi, Coordinatrice Antenne regionali Fondazione Onda, rappresentante Regione Lazio Osservatorio Medicina di genere, Istituto Superiore di Sanitร .
โA fronte di un aumento stimato del 28 per cento di diagnosi tra depressione e altre patologie psichiche causato da oltre due anni di pandemia soprattutto tra giovani e giovani adulti, si sta andando verso una impossibilitร di garantire, in alcune aree, servizi minimi in un settore da tempo in difficoltร โ ha aggiunto Claudio Mencacci, Presidente Comitato scientifico Fondazione Onda e Societร Italiana di Neuro Psico Farmacologia – ร noto che giร prima della pandemia da COVID-19 i Dipartimenti di Salute Mentale (DSM) erano in grado di rispondere correttamente a poco piรน del 55% del fabbisogno assistenziale e che la dotazione di personale dei servizi di salute mentale sia del 15% (-4600) inferiore rispetto ad uno standard fissato oltre 20 anni fa in unโepoca con bisogni di salute ben diversi rispetto a quelli odierni. Pressante la necessitร di una svolta nella gestione dei servizi pubblici in questo ambito territoriale. La politica sanitaria non trova risposte e stanziamenti di fondi allโinterno dei decreti ministeriali riferiti al PNRR. La richiesta รจ che i fondi da investire in salute mentale debbano invece crescere fino al 5% del Fondo Sanitario nazionale ora fermo al 2.75% enormemente lontani dall’obiettivo del 10% indicato in sede comunitaria per i paesi ad alto reddito)โ
Per Nino Cartabellotta, Presidente Fondazione GIMBE – Gruppo Italiano per la Medicina Basata sulle Evidenze โLa riorganizzazione dellโassistenza territoriale prevista dal PNRR e programmata dal DM 77/2022 costituisce una straordinaria opportunitร per migliorare la qualitร delle cure primarie. Tuttavia, tale riforma si innesta in un sistema che presenta numerose criticitร organizzative ed enormi differenze regionali, di cui รจ indispensabile tener conto per mettere in atto le adeguate contromisureโ.





