Enpam approva all’unanimità il preconsuntivo 2022. Esaminata riforma della Quota A

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L’Assemblea nazionale dell’Enpam ha approvato all’unanimità il bilancio preconsuntivo per il 2022.

Dopo i risultati record degli ultimi anni, con avanzi di gestione sempre sopra il miliardo di euro nonostante il Covid, per l’anno in corso l’ente dei medici e degli odontoiatri stima provvisoriamente un risultato negativo di 564 milioni di euro, che risente degli effetti del conflitto russo-ucraino, dell’esplosione dei prezzi delle materie prime energetiche e alimentari e della conseguente impennata dei tassi d’interesse.

La Fondazione non si è avvalsa della norma “salva-bilanci” contenuta nell’ultimo decreto-legge Semplificazioni che avrebbe consentito di presentare invece conti in positivo per 800 milioni di euro.

“Teniamo fede all’impegno di trasparenza con i nostri iscritti adottando il consueto criterio di prudenza con cui viene redatto il bilancio della Fondazione”, ha commentato il presidente dell’Enpam Alberto Oliveti.

ANNO 2023 CON IL SEGNO PIÙ

L’Assemblea nazionale Enpam ha anche approvato il bilancio di previsione 2023, con 166 voti a favore, tre contrari e un’astensione. Per l’anno prossimo, la Fondazione prevede un pronto ritorno in positivo con un avanzo stimato prudenzialmente in 115 milioni di euro. Un risultato con il segno più nonostante, proprio nel 2023, si registrerà il primo saldo previdenziale negativo dell’Ente, con l’importo delle pensioni che – come previsto – supereranno l’ammontare dei contributi previdenziali.

NESSUN NUOVO AUMENTO PER LA QUOTA A

Il parlamentino dell’Enpam ha inoltre esaminato una proposta di riforma del contributo minimo obbligatorio di Quota A, fissando il voto al prossimo aprile. La decisione è stata adottata all’unanimità.

I versamenti del 2023 restano quindi quelli già previsti in base all’inflazione e alle norme in vigore: dai 129 euro annui per gli studenti iscritti facoltativamente ai 1.734 euro all’anno per i contribuenti con più di 40 anni d’età.

La proposta di riforma, che mira a garantire la stabilità strutturale del fondo che fornisce welfare e assistenza a tutta la classe medica, porterebbe aumenti tra i 4 euro e i 55 euro su base annua.