Imprenditoria femminile. Contributi a fondo perduto

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La Regione Lazio ha stanziato contributi a fondo perduto fino a 30mila euro per nuove imprese e imprese avviate a prevalente carattere femminile.

Chi sono i beneficiari dell’agevolazione?

Sono beneficiarie del bando le imprese femminili nuove o già esistenti operanti nel territorio comunale di Roma (6 RM cui

Imprese a prevalente partecipazione familiare:

– la società cooperativa e la società di persone in cui il numero di donne socie rappresenti almeno il 60 per cento dei componenti la compagine sociale;
– la società di capitale le cui quote di partecipazione spettino in misura non inferiore ai due terzi a donne e i cui organi di amministrazione siano costituiti per almeno i due terzi da donne;
– l’impresa individuale la cui titolare è una donna;
– la lavoratrice autonoma.

I progetti imprenditoriali possono riguardare qualunque settore, tranne i casi di esclusione di seguito indicati.
Sono esclusi i progetti nei settori di attività sensibili indicati dall’UE, classificati secondo i codici ISTAT aggiornati al 2022 (Codici ATECO 2007):
– siderurgia (da 24.1 a 24.5);
– fabbricazione di autoveicoli (da 29.1 a 29.10.0);
– cantieri navali (30.11.0, 30.11.02, 38.31, 38.31.2, 38.31.20);
– fabbricazione di fibre sintetiche e artificiali (da 20.6 a 20.60.00);
– pesca (da 03.1);
– trasporto (49, 50, 51)

In coerenza con le finalità del bando, sono esclusi altresì i progetti che riguardino, anche parzialmente:
– vendita di bevande alcoliche o superalcoliche in orari notturni (diversi da ristoranti, bar, pub);
– armi, munizioni esplosivi, fuochi di artificio;
– articoli e/o servizi per adulti a sfondo erotico/pornografico;
– centri massaggi;
– giochi d’azzardo o scommesse in qualunque forma e slot machine;
– acquisto oro;
– money transfer.

Quali sono le agevolazioni previste?

Contributi a fondo perduto dal 50% al 70% fino ad un masasimo di 30mila euro.

Quali sono i termini di presentazione delle domande di agevolazione?

Domande presentabili entro il 13 marzo 2023.

Quali sono i progetti finanziabili?

Obiettivi di interesse generale:

  • promuovere progetti mirati alla creazione di nuove imprese da insediare nelle aree oggetto di agevolazione;
  • promuovere progetti di investimento presentati da imprese già esistenti ubicate nelle aree oggetto di agevolazione;
  • promuovere l’imprenditoria femminile.

Le agevolazioni sono concesse a fronte delle spese, al netto di IVA, riconosciute come congrue e direttamente collegate al ciclo aziendale, relative all’acquisto di beni materiali ed immateriali a utilità pluriennale, a condizione che siano nuovi di fabbrica e che non siano stati oggetto di precedenti agevolazioni pubbliche.

Più in particolare, le tipologie di investimenti ammissibili sono le seguenti:
1) Studi di fattibilità, progettazione esecutiva, direzione lavori, servizi di consulenza e assistenza finalizzati alla redazione del business plan, complessivamente nel limite del 10% del totale del programma di investimenti;
2) Acquisto brevetti, registrazione del marchio aziendale, realizzazione sito WEB, realizzazione di sistemi qualità e/o ambientali, certificazioni qualità e/o ambientali, ricerca e sviluppo, licenze, know-how o altre forme di proprietà intellettuale;
3) Spese di ristrutturazione ed ammodernamento di locali sia di proprietà che in locazione nella misura massima del 35% del valore totale del programma di investimenti e a condizione che siano strettamente necessarie e coerenti con le finalità del progetto presentato (quali spese per il rifacimento dell’impianti elettrici, di riscaldamento, idrico, antincendio, opere murarie etc.);
4) Acquisto di impianti specifici, macchinari e attrezzature;
5) Acquisto Sistemi informativi integrati per l’automazione (inclusa l’acquisizione di servizi finalizzati all’adozione di tecnologie ICT); acquisizione di servizi erogati in modalità cloud computing e saas (Software as a service); impianti automatizzati o robotizzati;
6) Investimenti atti a consentire che l’impresa operi nel rispetto di tutte le norme di sicurezza dei luoghi di lavoro, dell’ambiente e del consumatore e, tra questi, investimenti specifici volti allo smaltimento/riciclaggio dei rifiuti e alla riduzione dei consumi energetici e/o idrici.