Ingegneri. Aumentano gli iscritti ma non c’è cambio generazionale

196

E’ quanto emerge dal rapporto del Centro Studi del Consiglio Nazionale Ingegneri

Continua a crescere il numero degli ingegneri iscritti all’Albo professionale: ad inizio 2023 sfiorano quota 250mila (249.054, per la precisione) con un incremento dell’1,2% rispetto allo scorso anno. Tuttavia, va rilevato che, nonostante negli ultimi anni sia aumentata la propensione all’abilitazione professionale da parte dei laureati, essa non trova una corrispondenza proporzionale nell’incremento delle iscrizioni all’Albo. Degli oltre 14mila abilitati alla professione di ingegnere del 2021, infatti, meno di 5mila hanno perfezionato l’iscrizione all’Albo, circa il 30% degli abilitati. Rispetto allo scorso anno, si abbassa leggermente il numero di nuove iscrizioni (8.234 contro le 8.623 del 2022), ma al tempo stesso calano, in misura anche maggiore, le cancellazioni (4.462, mentre nel 2022 erano state 6.583): fattori questi che sommati producono un saldo positivo doppio rispetto a quello registrato un anno fa. E’ quanto emerge dal consueto rapporto annuale prodotto dal Centro Studi CNI.

“I risultati del rapporto del Centro Studi – ha commentato Angelo Domenico Perrini, Presidente del CNI – attestano la costante crescita del numero degli iscritti all’Albo e questo è un fattore senz’altro positivo. Ci deve, comunque, far riflettere il fatto che questo incremento è inferiore a quello che sarebbe lecito attendersi a partire dal numero dei nuovi abilitati. Come abbiamo già sottolineato in altre occasioni, tale constatazione deve impegnare il nostro Consiglio ad intraprendere tutte le iniziative necessarie a rendere più appetibile l’iscrizione all’Albo, soprattutto potenziando l’offerta di servizi che eroghiamo agli iscritti attraverso la Fondazione CNI. D’altra parte, al fine avvicinare maggiormente i laureati in ingegneria al sistema ordinistico, è necessario portare a compimento i progetti avviati tra i quali importante è l’istituzione delle lauree abilitanti. Considerando poi la grande responsabilità che assumono gli ingegneri rispetto ai cittadini, la necessità di offrire precise garanzie in termini di competenze e di qualità della prestazione, anche attraverso la formazione continua e l’adesione al codice deontologico professionale, è tempo di cominciare a ragionare sulla possibilità di rendere obbligatoria l’iscrizione all’Albo per tutti coloro che seguono un percorso ingegneristico, prima universitario e in seguito professionale”.

“L’incremento degli iscritti all’Albo registrato dal nostro Centro Studi – ha detto Giuseppe Margiotta, Consigliere Segretario del CNI e Presidente del Centro Studi – è un dato che accogliamo con soddisfazione. In particolare, mi piace sottolineare che, ancora una volta, tale incremento è dovuto alle donne ingegnere nuove iscritte, il che consente di affermare che il nostro Albo, in tema di riduzione del divario di genere, risulta all’avanguardia. Ci lascia meno tranquilli la scarsa propensione dei nuovi abilitati ad entrare nel sistema ordinistico. In questo senso, il Consiglio Nazionale ha l’obbligo di provare ad intercettare la schiera sempre più numerosa di laureati che, pur conseguendo l’abilitazione professionale, non si iscrive all’Albo. Negli ultimi 11 anni degli oltre 110mila abilitati alla professione di ingegnere, ne risultano iscritti poco più di 52mila, meno della metà. Se si riuscisse a coinvolgere anche uno solo ogni 10 abilitati non iscritti, si arriverebbe quasi a raddoppiare il numero di ingegneri e ingegneri iuniores che si iscrive all’albo ogni anno. Per conseguire un tale obiettivo occorre proseguire nella strada tracciata nel recente passato, ossia quella di perfezionare i servizi attualmente a disposizione degli iscritti e, al tempo stesso, concepirne degli altri, in modo da rendere utile l’ingresso nel sistema ordinistico”.

Passando ad esaminare i dati nel dettaglio, scopriamo che gli iscritti alla sezione A risultano essere circa 236.500 (1% in più rispetto al 2022), mentre i restanti 12.572 appartengono alla sezione B (+6,8% rispetto al 2022). La distribuzione territoriale resta sostanzialmente invariata rispetto all’anno scorso: circa il 41% degli iscritti appartiene ad un Ordine del Meridione, mentre poco più di un terzo è iscritto ad un Ordine provinciale settentrionale. Gli Ordini della Lombardia, che conferma ancora una volta il primato di regione con il numero più elevato di iscritti (+2,3%), insieme a quelli del Lazio e della Campania accolgono complessivamente oltre un terzo degli iscritti.

Quanto alla distribuzione di genere, la componente femminile sta assumendo via via dimensioni sempre più rilevanti: le donne arrivano a costituire infatti quasi il 17% degli iscritti, mentre 15 anni fa rappresentavano appena il 9,1%. Questi tassi di crescita, decisamente superiori rispetto a quelli rilevati tra gli uomini, fanno sì che il numero complessivo degli iscritti all’Albo continui ad aumentare e che i saldi positivi tra iscrizioni e cancellazioni degli iscritti rilevati negli ultimi anni siano dovuti quasi esclusivamente alle donne ingegnere. Per quanto riguarda la distribuzione tra i tre settori dell’Albo, non si rilevano sensibili cambiamenti rispetto allo scorso anno: anche nel 2023 procede il processo di polarizzazione degli iscritti verso il settore civile ed ambientale, anche in conseguenza del progressivo rinnovamento legato al ricambio generazionale in atto che contrappone all’uscita dall’Albo di Ingegneri “universali” (i laureati del vecchio ordinamento che potevano iscriversi a tutti e tre i settori), il contemporaneo accesso di nuovi ingegneri “settoriali” (quelli del nuovo ordinamento che possono optare, salvo alcuni casi, solo per un settore dell’Albo). L’88,3% degli ingegneri iscritti alla sezione A e il 60,4% degli ingegneri iuniores iscritti alla sezione B sono iscritti al settore civile ed ambientale, laddove nel 2022 le corrispondenti quote erano pari, rispettivamente, all’85,6% e al 58,5%.

Un altro processo che al momento appare inarrestabile, infine, è il progressivo invecchiamento dell’Albo. Il ricambio generazionale infatti, stenta a decollare. Continua a ridursi la quota di iscritti under 40: ad inizio 2023 pari al 23,5% (nel 2022 era il 24,1%, e, andando indietro di qualche anno, nel 2019 era il 26,5%), mentre la quota di iscritti over 65 è pari al 16,5% (lo scorso anno era inferiore al 16%). Una curiosità: tra gli iscritti continua ad aumentare il numero di ingegneri centenari o addirittura ultracentenari, ben 55 nel 2023.