Enpav “Via a riforme che danno e non tolgono”

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Si è conclusa la due giorni del 13 e 14 aprile che ha visto impegnata l’Assemblea Nazionale dei Delegati Enpav nell’approvazione del Bilancio di Esercizio 2023 e di un corposo pacchetto di riforme su cui le varie  componenti dell’Ente (Consiglio di Amministrazione, Organismi Consultivi, struttura tecnica) hanno lavorato intensamente nell’ultimo anno.

“Tutte riforme che potremmo definire in controtendenza, volte a dare qualcosa in più piuttosto che a “togliere”. E questo è stato possibile grazie allo stato di buona salute dell’Enpav, risultato sia delle precedenti riforme  che di un’oculata e prudente gestione degli Amministratori – sottolineano dall’Ente – L’attuale Consiglio di Amministrazione, sin dal suo insediamento nel 2022, ha perseguito con forza l’obiettivo  di utilizzare il patrimonio accumulato per restituirlo in parte alla Categoria, in termini di servizi di Welfare ed  interventi di valorizzazione dei trattamenti pensionistici”.

Le riforme ed il Bilancio
Il 14 aprile si è tenuta la riunione dell’Assemblea Nazionale dei Delegati, che è stata  aperta da Luca Coppini, attuario dell’Ente. A lui è spettato il compito di dare evidenza della sostenibilità  dell’Ente, avendo verificato l’impatto sulla gestione di tutti gli interventi di riforma. I risultati ottenuti, sempre  positivi sia per i saldi previdenziali che per quelli gestionali, sono alla base di tutte le proposte portate  all’attenzione dell’Assemblea.

Quattro le riforme approvate dall’Assemblea dei Delegati
La prima è quella dell’Equità Previdenziale e Sostenibilità, una riforma, questa, che prevede tutti interventi  volti ad aumentare la misura della pensione e a garantirne l’equità rispetto alla contribuzione versata e ai  redditi dichiarati.

Poi la riforma del RestAssociato, che si propone di offrire un’alternativa ai Medici Veterinari che sono  attualmente cancellati dall’Ente o hanno intenzione di farlo, in quanto titolari di un’altra forma di previdenza  obbligatoria ed esercitano in via esclusiva un’attività di lavoro dipendente o autonomo non attinente alla  professione veterinaria. A costoro si dà la possibilità di versare una contribuzione ridotta ed accedere ad una  serie di servizi di Welfare di Enpav e ad una pensione integrativa rispetto a quella che riceveranno dalla loro
gestione obbligatoria.

La terza riforma è quella rivolta ai Medici Veterinari Specialisti Ambulatoriali, una componente della  professione nata nel 2008, per la quale l’Enpav è la previdenza di primo pilastro.

L’evoluzione di questa parte della Categoria ha reso necessaria una revisione della loro disciplina, sempre per  garantire, anche nel futuro, una pensione adeguata ed equa rispetto alla contribuzione versata.

Ed infine gli interventi di Welfare, con agevolazioni nel pagamento dei contributi per chi si trova in situazioni  di temporanea impossibilità di esercitare la professione per malattia o infortunio, e per le donne a cui spetta  l’indennità di maternità.

Ed ancora, un’appendice all’istituto del Dopo di Noi che opera già da qualche anno, sempre a supporto dei  Medici Veterinari che hanno un figlio invalido; il pagamento di contributi ridotti per questa parte di iscritti per  i quali la condizione familiare e la necessaria assistenza che essi devono prestare, incide inevitabilmente  anche sulla sfera professionale.

Ora la “palla” passa ai Ministeri vigilanti per l’approvazione.

Il Bilancio

L’Assemblea lo ha approvato  all’unanimità e sul quale ha relazionato il Presidente Oscar Enrico Gandola.

Il 66esimo bilancio dall’istituzione dell’Enpav si è chiuso con un utile di esercizio di oltre 90mln di euro, il  risultato più positivo di sempre.

Si continua a registrare l’incremento del numero dei pensionati, e quindi della spesa pensionistica, dovuto sia  a ragioni demografiche che normative, queste ultime date dall’istituto del cumulo pensionistico esteso ai  professionisti dal 2017.

Con riferimento al numero degli iscritti attivi si conferma la lenta decrescita registrata negli ultimi anni. La  riduzione del numero degli iscritti attivi è però compensata dall’aumento delle entrate contributive dovuto  anche ad un significativo incremento dei redditi dichiarati.

Il Presidente del Collegio Sindacale, Laura Del Santo, rappresentante del Ministero del Lavoro e delle Politiche  Sociali, si è espressa sul Bilancio di Esercizio in approvazione, riconoscendo la congruità delle ipotesi assunte  e rilevando l’insussistenza di motivi ostativi all’approvazione.

La dott.ssa Del Santo ha inoltre confermato il giudizio di adeguatezza ed efficienza dell’assetto amministrativo  organizzativo e contabile dell’Ente.

A seguire, gli interventi di Carla Mazzanti e Davide Zanon, rispettivamente Coordinatori degli Organismi  Consultivi per gli Investimenti Immobiliari e Mobiliari e Delegati delle Province di Ancona e Treviso. Una  panoramica d’insieme su un settore, quello degli investimenti, molto strategico per l’Ente ed un focus sulla  scelta di porre una particolare attenzione ai criteri ESG nelle scelte future.