La piattaforma europea della sicurezza sociale ha recentemente rilasciato un position paper nel quale si evidenziano alcune preoccupazioni in merito alla futura direttiva della Commissione europea sull’armonizzazione del diritto fallimentare.
Pubblicata nel dicembre 2022, la direttiva intende ridurre positivamente la frammentazione delle legislazioni nazionali in materia di insolvenza e incoraggiare gli investimenti transfrontalieri, ma al contempo secondo ESIP contiene alcune disposizioni specifiche che potrebbero creare enormi problemi di sostenibilità ai sistemi nazionali di previdenza sociale. La direttiva si concentra in particolare sulla possibilità di annullare retroattivamente i pagamenti effettuati durante un c.d. “periodo sospetto” prima dell’insolvenza, cosa che comprometterebbe i pagamenti effettivi dei contributi previdenziali.
ESIP sottolinea l’importanza dei contributi previdenziali nel mantenimento dei sistemi nazionali di protezione sociale e mette in guardia dall’equipararli ai crediti commerciali. Consentire azioni di elusione per recuperare retroattivamente i contributi versati dalle imprese insolventi potrebbe erodere i fondi che sono legalmente destinati ai benefici per i dipendenti e agli obblighi di assicurazione sociale. A differenza dei creditori commerciali, gli enti previdenziali sono creditori legali e non hanno le stesse possibilità di garantire i loro crediti. Di conseguenza, si trovano in una posizione di svantaggio nel quadro proposto.
Per consultare il position paper cliccare qui.





